Occhielli. — Piccoli fori fatti agli orli d'inferitura delle vele o alle bende dei terzaruoli (Occhi di pica) o agli orli delle tende, brande, cappe, sferzi, ecc., per passarvi legature, e rinforzati, a seconda dei casi, con orlature di spago o con piccoli anelli metallici, detti anch'essi Occhielli. Fincati, Guglielmotti: Occhietti, Occhielli.
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Occhielli d'inferitura: quelli in cui vengono fissati i matafioni d'inferitura.
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Occhielli della benda di terzaruolo: quelli in cui vengono fissati i matafioni di terzaruolo.
Occhio. — Apertura nella cassa della puleggia, dove entra la girella e la corda. (Guglielmotti).
Non si usa; si dice Apertura del bozzello.
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Occhio dell'àncora (ant.): occhio per la cicala (v. s.
Àncora). (Stratico).
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Occhio d'una bigotta: quello in cui passano le ride. Le bigotte hanno in generale tre occhi, salvo quelle a canale, che ne hanno uno solo slargato e con scanalature.
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Occhio di un bozzello: v. s.
Cassa del bozzello, s.
Cassa. (Stratico).
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Occhio di bue: cubìa. (Stratico). Oggi Occhio di cubìa, o di prua. (Bardesono). Portellino di luce fisso, e cioè non apribile come il portellino di murata. Fori circolari praticati orizzontalmente sui ponti o verticalmente
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e sulle paratie, chiusi permanentemente con vetri, forniti o non di oscuratore. (Guglielmotti). Genov. Oggi de bö (plur.). (Casaccia, s. Bêu). Nell'Introd. all'arte naut. (1715): Occhio, o Occhio della nave. (Jal). V.
Cantaretta.
(Cfr. occulus « apertura rotonda nei fabbricati, per la luce », in carta ligure: Rossi, Gloss. lig., Appendice, 183).
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Occhio per la cicala: v. s.
Àncora (p. 29).
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Occhi di civada (ant.): buchi che si lasciano aperti al fondo della vela di civada, dai quali può uscire l'acqua che vi si raccoglie per i colpi di mare. (Stratico).
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Occhio di cubìa: cubìa. Catan. Occhi di cupìa.
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Occhio dell'elice: foro di poppa per il passaggio dell'elica. (Corazzini).
Non si usa. La spiegazione data si riferisce alle navi a una sola elica, le quali sul dritto di poppa hanno un foro rotondo (che non ha un nome specifico) a cui si incastra il tubo di passaggio dell'asse porta-elica. Il dritto, in corrispondenza del foro stesso, ha un rigonfiamento o ringrosso di irrobustimento, il quale, visto di prospetto, ha una forma che può rassomigliarsi in qualche modo a un occhio.
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Occhi di ferro: anelli o campanelle alla estremità d'un ferro rotondo o d'un chiodo, che si possono piantare dovunque nel bastimento, per aver un punto fermo cui legare corde e pulegge. (Stratico). Anche Campanelle di ferro. Non si usa; si chiamano: Golfari.
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Occhio d'una gassa: la parte che cinge l'asta, la tavola ecc., o dove s'incoccia il gancio di un bozzello o si passa altra gassa, e che viene fermata al resto della cima con un nodo scorsoio o non, a seconda che si voglia che l'occhio scorra o rimanga fisso.
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Occhio di gherlino: cappio fatto per impiombatura all'estremità d'un gherlino. (Stratico).
Non si usa; si chiama: Gassa, la quale può esser fatta sia alla estremità della cima di un gherlino sia a quella di un cavo qualsiasi.
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Occhio della gómena: nodo con cui la gómena è fissata alla cicala dell'àncora. (Fincati). Non si usa; si chiama Nodo di gómena.
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Occhi della gómona (ant.): cubìe. (Stratico, Appendice).
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Occhio della nave (sec. XVIII): v. s.
Occhio di bue.
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Occhio di pica: ciascuno dei buchi delle vele che sono orlati e rinforzati con anelli di corda, cuciti a raggera. (Guglielmotti).
Non conosciuto. Si riferisce ad occhielli (usati, ma senza un nome speciale), che vengono rinforzati con un piccolo anello di corda, intorno al quale si fanno le passate dell'orlatura.
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Occhio di prua: cubìa. (Stratico). Venez. Ocio da prova.
— Catan.
Òcchiu di puléggia: cavatoia.
— Venez. ant.
Òcio da pupa: cantaretta.
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Occhio di straglio: cappio fatto alla estremità di uno straglio, per passarvi lo stesso, e abbracciare la testata d'un albero. (Stratico).
Non si usa: si chiama Gassa, la quale può farsi all'estremità di qualsiasi cavo vegetale o metallico.
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Occhio d'uno stroppo: la parte dove si guarnisce la redancia o il gancio, semplice o doppio, per fissare il bozzello dove occorra.
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Occhio del timone (còrso): losca. (Jal). In realtà Òcchiu del timone.
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Occhi di vela: v.
Occhielli. (Stratico). Anche Occhietti di vela.
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Occhi del viradore: due occhi o gasse all'estremità del viradore, per unirle e farne una corda chiusa su se stessa, quando si vuol farne uso per levar l'àncora coll'àrgano. (Stratico).
Il viradore, usato al tempo delle antiche navi a vela, oggi non esiste più.
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Impiombatura a occhio: v. s.
Impiombatura.
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Per occhio: in modo che scorra e passi per l'occhio di cubìa della gómena della
catena (v.).
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ANDARE PER OCCHIO: colare a picco. (Bardesono).
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COLARE A FONDO PER OCCHIO: d'una nave che precipita al fondo e sparisce. (Guglielmotti).
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FILARE PER OCCHIO: v. s.
Filare.
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LASCIARE PER OCCHIO: filare per occhio.