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Pale-boats (Ingl.). — Tipi moderni di velieri degli stati baltici, aventi alberatura e attrezzatura assai semplici. (Bustico).

Paleggiamento (Term. ant.). — Atto di scaricare dal bastimento grano, sale e altre materie, che si cavano con la pala. (Stratico, Appendice).

Paleggiare1 (Term. ant.). — Ripeter le spinte nell'acqua con la pala dei remi. (Fanfani). Non si usa. — Scaricar dalle navi grano, sale, ecc. (Fanfani). È generico per tutti quei movimenti di materiali (anche per il carbone, la sabbia, la ghiaia, ecc.), che si possono fare con le pale e non soltanto per i movimenti relativi allo scarico di essi da una nave.

Paleggio (Term. ant.). — V. Pileggio.

Palella1. — Impalellatura (v.). (Crescenzio 1602, ecc.: Jal). Anche Parella. (Stratico). (Da paro « paio », dato l'accoppiamento di due pezzi. Palella è dovuto ad assimilazione).

Palella2. — Ferro piatto. V. s. Ferro. Genov. Paèla. — V. Palelle.

Palella palella (Napol.). — Lella palella (v.). (Da napol. palella « remettino »: Maccarrone, Arch. Glott. XXVI 223).

Palellare1. — Unir legnami a palelle. (Guglielmotti). Non si usa; si dice Impalellare.

Palellare2. — Remigare a palelle. (Guglielmotti). Sconosciuto.

Palellare3. — Spingere le stoppe con la palella. (Guglielmotti). Non si usa.

Palellatura. — V. Impalellatura. (Stratico, I, Appendice).

Palelle (Remi a ~). — Quelli i cui gironi hanno una lunghezza tale da potersi maneggiare appaiati, mossi da un solo vogatore, seduto nel mezzo del banco nei piccoli battelli o da due vogatori, uno per lato, seduti nello stesso banco, nelle imbarcazioni più grandi. Guglielmotti: Palelle. — Palella: sorta di remo assai corto. (Parrilli II 668). Corrisponde all'ingl. Paddle. — Palèlla (orbetell.): remo di cui si serve il pescatore stando a poppa. (Melillo, It. Dial. IV 216). — Napol. Palella: remettino. (Da pala. Palelle sarebbe termine usato dal Crescenzio, secondo il Guglielmotti, il quale rinvia alle p. 31, 32 dell'opera del detto autore; ma il Crescenzio [31] usa Palelle nel senso adoperato nelle costruzioni navali [v.]).

Palerno (Venez.). — Paranco.

Paletadura (Venez.). — Palellatura.

Paletta1. — Ciascuna delle tavole di legno duro, o in lamiera di ferro, sistemate, per mezzo di staffe, alle estremità delle razze di propulsori a ruote, che, facendo presa nell'acqua, determinano la spinta di propulsione del piroscafo. Le palette possono essere fisse, o articolate, oscillanti cioè intorno ai loro punti di unione con le razze e mosse da bielle attaccate ad un eccentrico, in maniera che l'angolo delle palette stesse con la superficie dell'acqua all'entrata e all'uscita sia il più conveniente per il buon rendimento propulsivo. (Parrilli). Anche Pala. — Paletta da fasciare (disus.): maglietto (Parrilli II 668). — Piastra da paletta: v. s. Piastra.

Palettare. — Lavorare con le palette, nel senso della paletta vaporiera. (Guglielmotti). Non si usa.

Palettiere. — Grosso cerchio di ferro che nei piroscafi regge le palette delle ruote. (Guglielmotti). Il termine è sconosciuto; la spiegazione è inesatta. Essa si riferisce alle corone in verghe piatte che reggono insieme non le palette, ma le razze, che, alla loro volta reggono le palette dei propulsori a ruote.

Paletto. — Mazzuola. — Paleto (venez.): palo con bandiera in cima, che vien piantato nel Canal Grande, e attorno al quale devono girare le barchette dei regatanti, per tornare indietro sino alla Màchina (v. s. Macchina). (Boerio; Piccio). — Paletto da fasciare: maglietto. (Guglielmotti). Non si usa.

Palferrum (Basso lat., genov. sec. XVI). — Paletti ferrati, usati nelle gabbie delle navi. (Stat. genov. 1541: Jal). V. Paaferìn.

Palicciata (Term. ant.). — V. Palizzata. (Tommaseo e Bellini). Còrso Palicciata. (Con alternanza di cc e zz: Salvioni, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIX 795).

Palidda (Catan.). — Pagaia.

PalificarePalificcare, (Term. ant.). — Palafittare. (Tommaseo e Bellini).

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