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Palmare (Term. sec. XVI). — Ormeggiare. Sanudo (LVII 437): 5 faste turchesche grosse haveano palmato a Pathamo . . .

Palmata (Dar la ~) (Term. ant.). — Dei marinai che toccavano la mano al padrone della nave, quando entravano al suo servizio, prendendo la caparra. (Consol. mare: Tommaseo e Bellini; Stratico). Secondo gli Statuti veneziani i marinai e il Patron si obbligavano vicendevolmente dandosi la mano (cap. LXXI). (Cfr. pure Rezasco; Jal, s. Palmada; Nigra, Saggio less., s. Palmitare).

Palmeto. — Palmetta, guardapalma. (Guglielmotti).

Palmetta1 (Term. ant.). — « Ciascuna delle due parti della poliera, che erano fuori dei gioghi in avanti di prua, e indietro oltre il giogo di poppa . . . Ora si dice del palco alla polena e Fincati chiama Palmetta la Serpe [o Serpa] o Batolo ». (Guglielmotti). Anche Atrébice (ant.), Atrépice (ant.); Pizzuolo. Palmetta è sinonimo dell'ant. Sperone. (Laugieri). — Ciascuna parte piana alle estremità delle marre. — Palmeta (venez. sec. XIV o XV): 2 parti del ponte di galea: Palmeta in proda, Palmeta in popa. (Fabbrica di galere); Palmeta di proda, Palmeta di poppa (Picheroni della Mirandola, sec. XVI). (Jal). — Battagliole della palmetta (ant.): v. s. Battagliole. — Capo palmetta: marinaio incaricato delle radazze e della pulizia delle latrine dell'equipaggio. (Bustico). Non si usa; si chiama Serpante. — Capopalmetta (disus.) (v.).

Palmetta2. — Guardapalma. Stratico: Palmetto. (Da palma, della mano).

Palmetto. — V. Palmetta (guardapalma).

Palmicare (Basso lat.). — V. s. Palmizare.

Palmiera. — Paroma. (Guglielmotti).

Palmizare (Basso lat., venez. sec. XIII). — Spalmare. Anche Palmicare (forse sbaglio). (Stat. venez. 1255: Jal). Nel Sanudo (De galeis) Palmisare. (Jal).

Palmo. — Misura lineare usata nell'Italia meridionale e nella Toscana per contare il numero dei nodi nelle reti. — Misura antica per le costruzioni navali, uguale a 9 pollici francesi, mentre il Gubito era uguale a 27 pollici. (Crescenzio, 1602: Jal). (Pollice francese = m. 0,02707).

Palmula (Term. lat.). — V. Palma (del remo).

Palo. — Dei pali si usano nei porti, nei canali, ecc., per ormeggiare i bastimenti. (Stratico). V. Corpo morto. — Albero poppiero sprovvisto di pennoni e con vele amiche, sui bastimenti in cui gli altri alberi sono a vele quadre. (Guglielmotti; Bardesono). — Senale alla vela di randa. (Laugieri). Non si usa; si chiama Senale, o Asta della randa. Fincati: Palo, Asta delle rande. — Còrso Palu: piolo che si tiene sul bastimento, per piantarlo in terra quando si vuole attaccarci il lavoro, per tirarlo a terra. — Palo marcato: per scandaglio. (Accademia). Non si usa; si chiama Asta per scandaglio (graduata a strisce bianche e nere alternate, ciascuna della lunghezza di 20 centimetri; si usa sulle siluranti e altre piccole unità). — Palo delle rande: v. sopra. — Palo secco: privo di vele. — Genov. Pali da segnali: pali che servono di direzione e da ormeggio. — Brigantino a palo: v. s. Brigantino. — Goletta a palo: v. s. Goletta. — Nave a palo: v. s. Nave. — CORRERE A PALO SECCO: v. s. Correre. — FAR VELA COL TRINCHETTO AL PALO: navigare, in tempo di burrasca, con una sola veletta raccomandata a una struzza. (Stratico). Sconosciuto. (Cfr. spagn. palo « albero di nave »).

Paló (Ancon.). — Pallone, parabordo.

Paloma (Basso lat., genov. sec. XIII). — Corda con rotella, entro alla quale passavano gli amanti dell'antenna. (1268: Jal; Rossi, Gloss. lig., 74). Anche Palloma, Pallona (ma questo è facilmente uno sbaglio). (1248: Jal). V. Paroma. — Catan. Paloma: paroma (I significato). (Nicotra; Traina).

Palomaria. — Parola data dal Guglielmotti, per « Paroma », ma non documentata da lui.

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