Panneggiare. — Secondo il Guglielmotti (ripetuto dal Bustico) vale « Mettere e rimettere alla panna; starsi lungamente in panna », ma son significati arbitrari suoi, non dell'uso. Dal Guglielmotti deve averlo preso d'Annunzio, nel Fuoco: Chi sa che Stelio non sia in quel veliere che ora panneggia dinanzi alla foce. (Passerini). V.
Spannare.
Panneggio. — Term. mar. dato dal Guglielmotti, per « il Panneggiare », ma inesistente come Panneggiare.
Panni (d'una rete). — Ciascuno degli elementi di rete da posta o da deriva, costituiti usualmente a maglia di una sola dimensione, che si calano l'uno in prosecuzione dell'altro a distanza non molto notevole dalla costa, fino a toccare il fondo o rimanendo a mezz'acqua, in modo da formare tutti insieme una lunga barriera contro la quale va ad urtare il pesce, rimanendo preso. Anche Piani; Piola.
Pànnola. — Lenza assai lunga terminante in un altro cavetto sottilissimo, coperto di solito da filo di metallo e portante 2-5 ami, che si usa calare di giorno dal battello. Vèn. Pànola.
— Speciale rocchetto di legno adoperato per filare a mano una grossa lenza provvista di una dozzina di ami da pesca.
A. Marpicati: il fortissimo filo della pànola gli ha segato l'indice della destra, tra la prima e la seconda falange. (Piccolo romanzo di una vela; Milano, Mondadori, 1934, p. 125).
Pano (In ~) (Venez.). — In panna. (Stratico, Appendice; Tonello).
Panshway (Ingl.). — Battello a remi velocissimo, usato sul fiume Hoogly, a Calcutta. (Settembrini).
Pantena (Basso lat., genov. sec. XIII).
— Sorta di cavo, non definito. (Jal). Dal Guglielmotti è mutato in Pantenna.
Pantenna (In ~). —
In disordine (v.). (Stratico). Non si usa per pennoni imbroncati.
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Bastimento in pantenna: frase data come viva dal Laugieri per « Bastimento
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con tutte le manovre in disordine per l'effetto d'un combattimento o d'un forte uragano ». Non è in uso.