Piombi (Tarant.). — Pali di castagno infissi verticalmente nelle aree del Mar Piccolo destinate alla coltivazione (sciaie) delle ostriche e all'allevamento (quadri) dei mitili per delimitare gli spazi (camere) e sostenere le corde vegetali alle quali vanno a fissarsi i mitili, e vengono legati i rami con le larve delle ostriche.
Piombinamento. — Il piombinare. Lo dà come marinaresco il Guglielmotti, ma marinaresco non è, né pare sia conosciuto altrimenti.
Piombinare. — Scandagliare, col piombino. (Tommaseo e Bellini). Non si usa. Venez. Piombinàr.
Piombinatore. — Marinaio assegnato allo scandaglio. Chi piombina. (Guglielmotti). Non è termine di marina, ma d'altra arte. (V. Petrocchi).
Piombo. — Piccolo pezzo di piombo con una fessura da un lato, nella quale viene serrata la parte inferiore della lenza. Piombino della lenza.
— Cilindro di piombo, attaccato con un anello alla sagola dello scandaglio. Anche Piombino. Serdonati: Piombino; Cavalca, Sassetti: Piombo. Savon. Ciungìn.
—
Piombini della rete: pezzetti di piombo fissati all'orlo inferiore della rete, per tenerla in basso. Venez. Piombae.
—
Piombo dell'occhio di prora (ant.): tubo di piombo, che foderava a modo di boccola gli occhi di prora delle navi, quando erano in uso gli ormeggi di canapa, e che doveva impedire all'acqua che cadeva dagli stessi d'entrare nelle ossature. Già ai tempi del Parrilli gli occhi di prora erano invece coperti da manicotti di ferro.
—
Pani di piombo: v. s.
Pani.
Piombo (A ~). — A perpendicolo.
—
ANDAR GIÙ A PIOMBO (ant.): sprofondare. (Garzoni 879).
Piòta (Parm.). — Foderatore.
Piovàl (Venez.). — Acquazzone. Anche Piovana, Piovazza.
Piovano1. — Cappellaccio per rematore, adoperato durante il tempo piovoso. Anche Gronda, Scirocco. (Guglielmotti). Non si usa. Si chiama Cappello cerato o Cappello impermeabile, e comunemente Sud-ovest.
Piovasco. — Colpo di vento accompagnato da pioggia. Genov. Ciüvasco. V.
Buriana;
Burrasca.
— Il Guglielmotti lo definisce « Acquazzone intermittente ».
(Il Guglielmotti dà anche piovasco quale aggettivo per « attenente a pioggia », che non esiste in italiano, bensì nel còrso: tempu piuvascu « tempo piovoso »: Salvioni, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIX, p. 799).
Piovegàn (Venez. ant.). — Imprenditore di lavori di acque e strade pubbliche.
(Da
pióvego: v.).
Pióvego (Venez. ant.). — V. s.
Magistrato del Pióvego.
(Pióvego, tosc. ant. piuvico, corrisponde a pùbblico, e nel Veneto fu usato a indicare strada pubblica, servigio feudale, comandata: cfr. Prati, Pro Cultura I 449-450, Rev. Dial. Rom. V 121; Serra, Continuità comuni rur. 225, n.; Pieri, Topon. Arno 292).
Pioventi (della tenda). — Le parti pendenti della tenda. (Stratico, Appendice).
Piovischio. — Pioggia leggera. (Guglielmotti). Non si usa.
(Cfr. pioviscolare « piovere minutamente »).
Pipa (Term. sec. XV, XVI). — Botte bislunga, usata nelle navi. (Libro merc.; Giovanni da Empoli: Fanfani; Tommaseo e Bellini; Zaccaria, Elemento iber. 321).
Anche Pippa (sec. XV), quale misura per vino od olio, corrispondente a ½ tonello in uso a Bruggia (Bruges) e a Londra. (Zaccaria, Raccolta 289; Edler 215).
(Dallo spagn., portogh. pipa « botte ». Genov. pippa « botticella »).
Pipistrello. — La più alta bandella del timone. (Parrilli). Non si usa. V.
Polpo.
(Forse traduce il franc. chauve-souris di senso uguale, nome riferito alla detta bandella per la sua forma, avendo essa due ali: Dict. général. Cfr. genov. parpagiùn « falena
641
farfalla notturna » e « grappa ad ale, spranga di ferro »).