Barba1. — Breve pezzo di corda fissato con nodo o impiombatura su di un oggetto per avvolgerlo o sospenderlo o trascinarlo.
—
Barbe della branda: i pezzi di cordicella con cui terminano le due capezziere della branda e che servono a sospenderla. V.
Branda.
—
Barba del carro: breve pezzo di corda annodato al carro dell'antenna d'una vela latina, per accostarlo alla murata e fissarvelo temporaneamente. V.
Carro.
—
A barba di gatto: dicesi del modo d'omeggio d'una nave, descritto alla voce Afforcare.
Barba2 (Genov.). — Zio. Nel secolo XVII, a Genova, eran detti Barbi i barcaioli. (Guglielmotti). V.
Bara (venez.).
Barbagianni (Term. ant.). — Briglia del bompresso.
— Gru del cappone. (Stratico).
Barbaia. — Nassa per la pesca dei barbi, delle anguille, delle lasche. Anche Nassone.
Barbaianne (Sicil.). — L'incontro tra l'isola e la coda, al foratico. Termine di tonnara, cui nel sardo corrisponde Spigo. (Parona). Forme non del tutto dialettali.
Barbariccio. — Nelle tonnare di Sardegna, la piccola barca a remi in cui prende posto il
rais (v.) durante la mattanza.
Barbatagali. — Ganci e funi per trascinare il tonno lungo il piazzale dello stabilimento. (Parona). (Siciliano ").
Barbetta1:
—
Barbetta d'imbarcazione: su ogni imbarcazione a remi od a motore, ciascuno di due pezzi di corda, lunghi da dieci a venti metri, impiombati rispettivamente a due anelli infissi nell'interno dello scafo alle due estremità di questo: barbetta di prora e barbetta di poppa. Servono per dare e prendere il rimorchio e per l'ormeggio dell'imbarcazione.
Qualsiasi corda che da un'imbarcazione si porga a un altro galleggiante per rimorchiarlo. (V. Jal).
—
DARE, PRENDERE LA BARBETTA: disporsi a rimorchiare o a farsi rimorchiare.
—
Barbetta dell'amo: appendice acuta che esce di rovescio, sotto la punta dell'amo. (Guglielmotti). V.
Barbiglio.
Barbetta2. — Dopo l'adozione degli affusti corazzati, l'espressione In barbetta designò particolarmente un tipo d'impianto ormai antiquato. Era costituito da uno spalto corazzato fisso, elevantesi sul ponte di coperta a protezione di tutti i congegni di manovra e caricamento del cannone, la cui piattaforma rotava all'interno dello spalto. L'arma era coperta da una cupola di semplice lamiera. La sistemazione dei cannoni navali moderni sui ponti scoperti è quella detta
In torre (v.).
—
In barbetta: nel passato dicevasi delle artiglierie navali collocate sui ponti scoperti.
Barbi (Genov. sec. XVII). — Barcaioli. V. s.
Barba.
Barbiere (Term. ant.). — Chi esercitava la bassa chirurgia anche sulle navi. Flebòtomo. Anche Barbiero. (Jal; Tommaseo e Bellini).
Barbierotto (Term. ant.). — Garzone del barbiere. Anche Barberotto. Genov. Barbeotto.
— Venez.
Barbieroto: colui che rade la ciurma di un naviglio.
— Medico e chirurgo di marina.
Barbotin. — Congegno degli àrgani che serve per far ingranare la catena d'una àncora, ossia per obbligarla a far presa intorno all'àrgano quando la si debba tirar su col medesimo. Consta di un grosso disco di ferro calettato al piede della campana dell'àrgano, nella cui periferia sono impresse le forme delle maglie della catena. Quando si vira l'àrgano, le maglie vanno successivamente ad impigliarsi nelle cavità del barbotin. V. s.
Addentare.
(Dal nome dell'inventore, capitano di vascello Barbotin della Marina francese). (Bardesono).
Barbotta (Term. ant.). — Nave a fianchi rotondi, coperta da tavole, cuoi e piastre inarcate a protezione dei combattenti. (Guglielmotti).
Il Corazzini vuole che l'inventore sia stato Corrado di Monferrato il quale certo ne fece costruire per l'assedio di Tiro, verso il 1187.
66
— Barca pontata per navigazione interna e specialmente fluviale, ricordata dal Sanudo nei suoi diari (20 agosto 1509). (Mutinelli). (V. Jal; Tommaseo e Bellini).