Pontée (Franc.). — Quantità di merci sul ponte d'una nave mercantile. (Littré, Suppl.).
Ponteggiare (Term. ant.). — Proeggiare. (Pantera; Diz. mariti, mil.: Tommaseo e Bellini, s. Proeggiare).
Ponti (Venez.). — Puntelli (per la barca in costruzione).
Ponticello (Term. disus.). — Tavoletta per tenere alzati i cordoni dei passerini sulla mensa di bordo. (Guglielmotti).
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Ponticello di comando (disus.): plancia. (Parrilli).
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Ponticello dei tamburi: comunicazione stabilita a bordo dei piroscafi e delle navi miste, tra le parti più elevate dei tamburi delle ruote, ovvero tra il capo di banda di un lato e quello dell'altro, per dare l'opportunità agli ufficiali che comandano di guardare fuori bordo da un posto eminente. (Parrilli). Non si usa. Oggi si chiamerebbe Passerella, Plancia.
Pontile. — Opera in legno o muratura costruita perpendicolarmente al lido, per servire all'attraccaggio d'imbarcazioni o piccole navi. (Bardesono). V.
Imbarcatoio.
— In Venezia, ponticello di legno sporgente nell'acqua, dal quale si scende o sul quale si monta per uscire dalla gondola o per entrarvi. (Tommaseo e Bellini). Venez. Pontìl.
— Palco di grossi tavoloni, costrutto su ciascuna sponda del fiume, dove approda il porto, usato per salirvi e per scendervi. Anche Ponticella. (Carena). Non si usa.
— Pontili per « Imbarcatoi » sono ricordati nella Mariegola, all'anno 1633 (p. 42). Servivano per attraccarvi coi pescherecci.
— Venez.
Pontìl: montatoio (v.).
— Parm.
Pontìl: boccaporto.
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Pontile di lancio: v. s.
Lancio.
(La parola dev'esser venuta da Venezia: derivato in -ile di ponte: cfr. lat. pontilis).
Pontista. — Operaio addetto alla costruzione dei ponti sulla nave. Anche Pontaiuolo. (Accademia).
Ponto1 (Venez.). — L'aqua gà ponto: il flusso marino è naturale, metodico, non contrastato dai venti.
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L'aqua perde el ponto: l'acqua cala, rifluisce.