Barca1. — Nome generico dei galleggianti della capacità da cento tonnellate in sotto (esclusi i più piccoli, che si chiamano genericamente Battelli), sia con coperta totale o parziale, sia scoperte; con vele latine o auriche, a remi o a propulsione meccanica; usate per il piccolo traffico costiero, per la pesca costiera e per i servizi portuali e fluviali.
Comprende i tipi che rispondono ai nomi seguenti:
TIPI MARINI: Beccaccia, Bilancella, Bovo, Bragozzo, Cutter, Feluca, Navicello, Paranza, Sambuco, Sciabecco, Trabaccolo, Tartana.
TIPI FLUVIALI E LACUSTRI: Burchio, Burchiello, Gabarra, Ciarmotta (romano), Barcón (v.). Barbotta (ant.).
TIPI LAGUNARI E PORTUALI: Caicco, Gondola, Iole, Lancia, Scappavia, Schifo.
TIPI PORTUALI PER ALLEGGIO: Bettolina, Chiatta o Piatta, Maona, Peata, Sàndalo.
—
Barca aperta o scoperta: senza ponte.
—
Barca d'avviso: v.
Avviso. (Tonello).
—
Barca cannoniera (term. sec. XIX): bastimento da guerra, basso e piatto di fondo, con un ponte che porta un cannone di grosso calibro da prora e qualche piccolo pezzo da poppa. (V. Tonello [1835]).
—
Barca di cantiere (term. ant.): il maggior palischermo al seguito di una nave, costruito a dovere dalle maestranze nell'arsenale pubblico. (Guglielmotti). Basso lat., genov. Barca canteri (Rossi, Append. 145, 152).
—
Barca da carica (term. ant.): che serviva di avanguardia per esplorare. (Tommaseo e Bellini).
—
Barca cavallo (term. sec. XVII): barca sottile, velocissima. (Bartoli).
—
Barca cisterna: con i particolari adattamenti per il trasporto dell'acqua potabile.
—
Barca falcata: le cui murate sono rialzate, anche con falche posticce, per impedire l'entrata dell'acqua da sottovento nella navigazione a vela, con mare grosso.
—
Barca fanale: v. s.
Faro.
—
Barca di fuoco (term. sec. XVII): (v.
Brulotto. Crescenzio [1602]).
—
Barca di Grado: barca a remi, a fondo piatto, pontata, con un boccaporto al mezzo, usata per la pesca, più di tutto colla tratta, nella laguna di Grado. (Min. agric., La pesca II 188).
—
Barca di guardia: barca che sta sopra la porta della camera della morte, con un marinaio a bordo, che osserva il passo dei tonni. Anche Calanitto (Pizzo di Calabria). (Parona).
—
Barca luminiera: sorta di gaeta, con una gratella di ferro alla prora, dove si accende il fuoco, usata in Dalmazia per la pesca del pesce turchino. (Min. agric., La pesca II 190).
—
Barca pennese (term. ant.): quella che serviva al piloto (Consol. mare).
—
Barca peschereccia: da pesca.
—
Barca de Pàdoa (venez. ant.): v. s.
Corriera.
—
Barca pontata: con ponte di coperta parziale o totale.
—
Barca di ronda (ant.): quella che gira per il porto la notte, per conservare il buon ordine. (Tonello).
—
Barca di salvataggio: grossa imbarcazione a remi o a propulsione meccanica, con casse d'aria, usata dalle stazioni costiere di salvataggio. Quelle delle navi, più piccole, prendono il nome di Lance di salvataggio.
—
Barca de tragheto (venez.): barca pubblica.
—
Barca tramoggia: galleggiante con cui si scaricano al largo i materiali estratti dai cavafango nei porti per mantenere o aumentare la profondità delle acque.
—
Barca a vapore: imbarcazione con motore a vapore.
—
Barca a vela: sulle navi da guerra, la più grande delle imbarcazioni di bordo, di capacità pressoché doppia di quella delle comuni lance. Per il trasporto di materiali pesanti, di reparti d'uomini e per lavori marinareschi come Distendere un'àncora. V.
Barcaccia. Si può attrezzare alla vela con due alberi che portano vele a terzo.
—
Barca vivaio: con la sistemazione necessaria per il trasporto del pesce vivo. Venez. Bùrcio, emil. Burc [c molle].
67
—
FARE BARCA ARMATA (frase ant.): disarmare un vascello per armare meglio un altro. (Tommaseo e Bellini).
(V. Barca nello Jal, e nell'Encicl. It. VI 151-152. Per la navigazione sul Po v. la ricca raccolta di termini di Parma del Malaspina, Vocab. parm. I 161-'4).
(Dal lat. barca: Bloch, Dict. étym. I 69; Wartburg, Franz. etym. W. I 251-'2; Jal).