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Portolatto2. — Motobarca che prende il pesce dalle barche da pesca al largo, e lo porta rapidamente nei luoghi di smercio. (Bardesono). — Portolate (venez.): barchette da trasporto che seguono la tartana con cui si pesca, e portano poi il pesce alle piazze marittime.

Portoloto (Ancon.). — Abitante del Porto (rione). Anche gli abitanti di Fano che stanno sul porto son detti Portoloti. — Còrso Purtulese: abitante del Porto a Centuri, e di Porto nel comune di Ota. (Cfr. Portolòti, gli abitanti di Portogruaro [Venezia] detto sul luogo solo Porto: cfr. La Corte, Nomi e paesi d'Italia 36, 81).

Portolotta (Basso lat.). — V. s. Portolatto (vogatore).

Portonaio. — Custode e guidatore di una nave o d'un porto su un fiume. Anche Portolano. (Carena). V. Portolano, Portonari. Non si usa.

Portonari (Term. sec. XVI). — Uomini incaricati di passare i viandanti, riscuotere le gabelle dovute loro, impedire il transito dei fuorusciti, o di gente sospetta, sorprendere i contrabbandi. (Garzoni 868). — Piem. Purtuné: navalestro. Anche Puntuné. — Poet. Portonaro: capitano di porto. (D'Annunzio: Passerini).

Portone (Term. ant.). — Chiusa, sostegno idraulico. (Tommaseo e Bellini).

Portorio (Term. letter. sec. XVIII). — Nolo. (Targioni Tozzetti: Gherardini). (Dal lat. portōrium « pedaggio »).

Portoseno. — V. Portasseno. (Guglielmotti).

Portuale. — Di porto. Lavori portuali. Anche Portuario. — Milite portuale: militare addetto alla sorveglianza dei porti, facente parte della milizia portuale o portuaria, istituita nel 1925. (Encicl. It. XXIII 308). — Marinai per i servizi portuali: v. s. Categoria. — Nocchiere portuale: sottufficiale della categoria marinai adibito ai servizi portuali. Non si usa; si dice Nocchiere di porto.

Portuali. — Lavoratori dei porti.

Portuario. — Portuale. (V. Fanfani e Arlia). — Milizia portuaria: v. s. Portuale.

Portuccio. — Porto piccolo e vile. (Guglielmotti). Non si usa.

Portulatto (Term. ant.). — Variante di Portolatto, data dal Guglielmotti, ma non documentata.

Portunato (Term. ant.). — Schiavo che guidava lo schifo e ne aveva la cura. (Pantera; Diz. mar. mil.: Tommaseo e Bellini).

Portuosissimo. — Molto portuoso. (Tommaseo e Bellini).

Portuoso. — Che può servir di porto. Lido portuoso. — (Non comune): che ha molti porti. Lido molto portuoso. (Dal lat. portuosus « pieno di porti »).

Porzionario (Term. ant.). — V. Porzionevole. (Tavola amalf.: Rezasco).

Porzionevole (Tosc. sec. XVIII). — V. Parzionabile. (Bandi tosc., 1748: Rezasco).

Porzioniere (Term. ant.). — V. Porzionevole (Cron. volterr.; Cambi; Pagnini: Rezasco). Consol. mare: Portionero, Partionaro. (Zaccaria, Elemento iber. 327). Catal. Porcioner, spagn. Parcionero. (Ant. porzioniere « chi ha parte in un'impresa commerciale, in un podere, ecc. »: Tommaseo e Bellini. Da porzione: Merlo, It. Dial. VIII 90, n. 1).

Porzuéver (Term. dei pesc. adriatici delle Marche). — Pescivendolo. (Provenzal, Usanze e feste 79).

Posal (Venez. sec. XIV o XV). — Poggia. (Fabbrica di galere: Jal). Anche Pozal.

Posàr (Parm.). — Volger la vela conforme al vento. Poggiare.

Posar scala (Term. ant.). — Mettere la plancia a terra. (Jal).

Posata (Fare ~) (Frase ant.). — Fare alto, fermarsi. (Stratico, Appendice; cfr. Tommaseo e Bellini).

Posizione: — Posizione della nave: punto nel quale trovasi la nave, definito dalle coordinate geografiche, ovvero dal rilevamento e distanza rispetto a un punto della costa. — Posizione di sgombro: quella assegnata alle parti mobili di talune sistemazioni, quando queste non debbono esser pronte ad entrare subito in funzione, in maniera da
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rimanere ben fisse (specialmente in navigazione), da non ingombrare i passaggi e da non menomare l'estetica dell'assetto esterno della nave. — Fanali di posizione: v. s. Fanale. (Parrilli). — Linea di posizione: v. s. Linea. — Triangolo di posizione: v. s. Triangolo, Colatitudine. — Posizione amministrativa della nave: quella che, nella Marina militare, viene assegnata alla nave, a seconda che si trovi in periodo di piena attività, attività ridotta, o in riserva e dalla quale dipende la misura di taluni soprassoldi corrisposti al personale incaricato. Si distingue rispettivamente in: Posizione amministrativa di armamento, o semplicemente Armamento, che si indica anche con la sola iniziale A; Posizione amministrativa di armamento ridotto, o semplicemente Armamento ridotto, che si indica anche con le sole iniziali A R; e in Posizione amministrativa di riserva, o semplicemente Riserva, che si indica anche con la sola iniziale R. — Posizione ausiliaria: una delle quattro categorie (complemento, ausiliaria, congedo provvisorio, riserva) degli ufficiali in congedo (v.) nella quale vengono collocati gli ufficiali esonerati dal servizio permanente per avere raggiunto il limite di età stabilito per il grado e per il corpo al quale appartengono e purché idonei agli uffici del grado (quelli non idonei vengono collocati a riposo). Sono collocati in ausiliaria anche gli ufficiali definitivamente esclusi dall'avanzamento. L'ufficiale in ausiliaria è costantemente a disposizione del Governo per essere, all'occorrenza, chiamato a prestare taluni servizi. La durata massima della posizione ausiliaria è generalmente di otto anni. Il trattamento economico spettante all'ufficiale in ausiliaria consiste in un Assegno di ausiliaria, che assume la denominazione di Pensione quando l'ufficiale è collocato a riposo, e in una indennità di ausiliaria, che cessa al termine della posizione ausiliaria. — Posizione amministrativa del R. Naviglio: quella dalla quale dipende l'entità degli assegni di bordo al personale, alle mense ecc., e che viene stabilita dal Ministero della marina, o, in taluni casi, dai comandi navali e dipartimentali, a seconda dello stato di approntamento delle varie unità, della loro attività, destinazione, ecc. La posizione amministrativa di un'unità può essere: Armamento, Riserva, Disponibilità o Allestimento.

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