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Prova3 (Venez.). — V. Prora. Prova anche nel Calmo, e nel Garzoni (869). Parm. Pröva.

Prova di fortuna. — V. s. Accidente (di mare), e s. Fortuna. (Fincati; Laugieri). Secondo lo Stratico è il processo che si fa sulla relazione del capitano e dell'equipaggio.

Provagioia (Term. sec. XVIII). — Misura della grossezza del metallo di pezza. (Falconi).

Provare1. — Mettere in moto per breve durata, o per la durata stabilita, un apparato motore, un macchinario qualsiasi, o far funzionare un congegno allo scopo di constatarne il regolare funzionamento. È termine generico. I termini specifici sono quelli riportati al vocabolo Prova. — PROVÂ ÜN BASTIMENTO S'Ō L'Ê STAGNO (genov.): allagarne i locali per provarne la tenuta stagna. — PROVARE LE MACCHINE: far eseguire alle motrici pochi giri a lento moto in avanti e indietro, prima della partenza della nave e di mollarne gli ormeggi o salpare l'ancora, allo scopo di assicurarsi del regolare funzionamento dei varii organi. (Bardesono).

Proveggiamento. — Secondo il Guglielmotti, indica il Proveggiare, in ogni senso, ma non dà esempi di scrittori, né il nome è conosciuto in marina.

Proveggiare (Term. sec. XVI). — V. Prodeggiare. (1571: Jal).

Proveggio. — Secondo il Guglielmotti, indica il Proveggiare (?) in tutti i sensi, e cita il Crescenzio, ma questo ha invece Prodeggio (v.) di senso diverso.

Provenda (Venez. ant.).— Mancia data dal doge (lire venete 12,8), dai procuratori di S. Marco e dal patriarca (l. 8), dal cancellier grande (l. 6), eletti di nuovo, a ogni barcaiolo dei traghetti di Venezia, oltre un secchio di vino dato da tutti. (Boerio). (La lira veneta valeva centesimi 55 della lira italiana). (Cfr. l'ant. provenda « vettovaglia »: Tommaseo e Bellini).

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