Pruare. — V.
Appruare.
— Per Prueggiare lo registra il Guglielmotti, che cita il Fanfani, ma questo gli dà il senso di « Crescer vele a prua » (trans.). Non si usa.
Pruato (Term. sec. XVII). — V.
Appruato. (Falconi, 1612: Tommaseo e Bellini).
Pruavia (A ~). — V.
A proravia.
—
Pruezzâ (genov.): prueggiare. Governare con la prua al mare.
— Schermirsi colla prua dal vento contrario.
Prueggiare. — Dirigere la navigazione in modo da avere la prua rivolta verso la direzione di provenienza del vento e del mare e con velocità ridotta, per evitare danni allo scafo o un eccessivo tormento alla nave. Si fa in caso di tempesta, o di avaria.
— Bordeggiare. (Bracciolini; Bartoli: Tommaseo e Bellini; Bardesono). Non si usa più.
— Oscillare della prua da destra a sinistra e viceversa. (Fincati: Tommaseo e Bellini). V.
Guizzata.
Prueggio (Term. sec. XVII). — Bordeggio. (Corsini: Tommaseo e Bellini).
— Oggi: Direzione della prora, modo con cui una nave si presenta. Poco usato in questo senso. Significa piuttosto il prueggiare. Genov. Pruezzo.
—
A prueggio (del vento, del mare, della corrente): della prora che è dritta verso il vento, il mare, la corrente. (Fincati). V.
Presentare.
(Prueggio non ha alcun rapporto cogli ant. Pileggio, Puleggio, come credeva il Guglielmotti).
Pruficari (Catan.). — Mollare (un cavo che passa per bozzelli).
(Da un lat. *proficare per proficĕre « avanzarsi », da cui l'ant. proficare « profittare » [Oudin], proficarsi « avvantaggiarsi, guadagnare » in Cadamosto [Zaccaria, Elemento iber. 331], ant. proficabile « profittabile » [Tommaseo e Bellini]).
Pruina. — Quantità di fuscellini che, gettati dalla parte di prua (dare la pruina) fra le vele con le quali s'è unita la carena della nave affaticata da temporale o da arrenamento, servono a stagnare le piccole e molte vie d'acqua (Bustico /Bastico/). Non si usa.
Pruino (Genov.). — Spina, chiglia. (Corazzini).
Pruora. — Variante di Prora, notata dal Corazzini (s. Prora), ma dev'essere forma sbagliata.
Pruvinu (Còrso). — Stovigli di 25 o 30 barili e anche di 20, acconciati e posti alle gondole, se sono a prua. Se sono a poppa Puppinu. Così il Falcucci, che qui usa stoviglio in un senso non conosciuto, forse in quello di « Ripostiglio » o « Scaffale ».
Psicròmetro. — Strumento di misura dell'umidità relativa dell'aria usato a bordo e nelle stazioni semaforiche. Si compone di due termometri, dei quali l'uno segna la temperatura naturale dell'aria e l'altro, avendo nel bulbo un pannolino bagnato, segna una temperatura inferiore, a causa dell'evaporazione, che è tanto più forte quanto più secca è l'aria. Il grado di umidità si ricava da apposite tabelle in funzione della suddetta differenza di temperatura. V.
Igròmetro.
(Giorgis 161 e segg.; Encicl. Ital. XXVIII 471; Marchi, Diz. tecnico-etim.-filol. II, 1829, p. 132).
Pubator (Basso lat., bar. sec. XIII). — V. il passo riportato s.
Rogadia.
Puddara (Sicil.). — Gallinelle (costellazione).
— (Tarant.) Orsa Minore.
(Corrisponde a un it. *pollara, *pollaia: Volpati, Zeitschr. Rom. Philol. LIII 486).
Puèscia (Tarant.). — Coppo (arnese da pesca).
Pugnale. — Portato anticamente appeso ad apposito cinturino dagli aspiranti di
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marina e da taluni sottufficiali come distintivo essendo di guardia (Parrilli).
— Pugnalino con manico di madreperla che fa parte della divisa degli allievi della R. Accademia Navale.