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Reggente. — Di nave o barca atta a tener bene il mare, resistente, stabile. (Crescenzio; Falconi; Pantera; Fincati). Ora non si usa.

Reggere: — REGGERE ALLA VELA: di bastimento che può sostenere molta forza di vele spiegate, senza sbandare troppo. (Stratico). Nave che regge, che non regge. (Stratico III 210). — REGGERE IL MARE: sostenerlo. — Reggersi (ant.): essere reggente (di bastimento). (Falconi; Pantera: Tommaseo e Bellini).

Reggia (Venez. ant.). — Primo ponte. Registrata dal Corazzini, che cita l'Introd. arte naut. (1715), ma mancante nello Jal, che ne fece lo spoglio.

Reggifanali. — Portafanali di vedetta. (Corazzini). Non è in uso; si direbbe: Porta fanali. Fanali di vedetta non esistono; forse il Corazzini si riferisce ai fanali di via.

Reggimento. — Il reggersi (di bastimento). (Guglielmotti). Non si usa. Forse l'A. si riferisce alla Stabilità.

Reggiole (Term. sec. XVII). — Riparo di tavole poste sopra i baccalari per reggere robe o gente, affinché non cadessero in mare. (Pantera). Crescenzio (34): Sopra i Baccalari vanno da giogo a giogo quattro reggiole grandi per banda dentate, e confitte in quelli, e si mettono fra la Tapèra, e l'Aposticcio. Anche Raggiole (v.). — Reggiola (ant.): cinterella di costruzione, chiodata internamente sul costolame da poppa a prua tutt'in giro, per legare meglio la membratura, per sorreggere il pagliuolo. (Guglielmotti). Crescenzio (33): Fra la Tapèra, e il Vivo si pongono le Raggiole picciole. (Da règgere).

Reggispinta. — Negli apparati motori, cuscinetto speciale sistemato lungo il primo tratto prodiero dell'albero di trasmissione, destinato a suddividere e a trasmettere alla nave lo sforzo longitudinale che viene dal propulsore. Esso consiste in una specie di cassa con cappello o senza, fusa in ferraccio con la piastra di fondazione, e con vario numero di anelli o ralle, in bronzo o in metallo bianco, sistemate dentro la cassa, amovibili o no, contro le quali spingono e strisciano i collari dell'albero. (Corazzini). Si chiama anche Cuscinetto reggispinta o Reggispinta dell'elica. V. Cuscinetto di spinta.

Reggitoio. — Penzolo di cavo impiegato a reggere qualche cosa. Reggitoi (o Staffe) dei marciapiedi, della guida, della rete del bompresso. (Parrilli). V. Traversino.

Reggitore. — Cavetto per sostenere una manovra. (Guglielmotti).

Regia1 (Venez.). — Bagnasciuga. (Dal lat. rĕgŭla « regola »: cfr. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7177).

Regia (Centa ~). — Cinta della bocca. Cinta della prima coperta. (Stratico III 210). Non è in uso. Venez. Zenta règia.

Regia Marina. — Marina militare o da guerra.

Regi arsenali militari marittimi. — Nome ufficiale degli arsenali della Regia Marina.

Regime1. — Governo, regola, condotta. — Regime delle piogge: periodicità annuale delle piogge, che si verifica in talune regioni in dipendenza dello spostamento che la zona equatoriale delle correnti ascendenti generatrici di pioggia subisce in latitudine nel senso dei movimenti in declinazione del Sole. I regimi delle piogge si distinguono in: Regime equatoriale: quello delle regioni equatoriali, nelle quali le epoche delle piogge si hanno due volte all'anno subito dopo gli equinozi, e le secche, pure due volte all'anno, subito dopo i solstizi; Regime tropicale: quello delle regioni tropicali, nelle quali le epoche delle piogge si avvicinano nel tempo, a seconda della latitudine, e a quella di 20° si confondono, avendosi quivi una sola stagione piovosa estiva e una sola stagione secca invernale; Regime continentale: quello delle zone comprese tra i paralleli 25° e 40°, nelle quali vigono un regime barico anticiclonico invernale e un regime ciclonico estivo e si ha l'estate piovosa a causa delle correnti di aria umida provenienti dagli oceani che s'innalzano e si raffreddano sul continente, è l'inverno secco per il movimento inverso delle masse d'aria. Così nell'Europa continentale e in India, dove d'estate predomina il monsone di SW (umido) e d'inverno il monsone di NE (secco); Regime mediterraneo: quello dei mari mediterranei, dove il regime barico è ciclonico d'inverno e anticiclonico d'estate, e
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si ha il massimo di pioggia d'inverno e la stagione secca di estate. Esempio tipico di questo regime si ha nell'Italia peninsulare. — Regime delle pressioni atmosferiche: periodicità nella variazione annuale della pressione atmosferica, che si verifica con caratteristiche diverse a seconda delle regioni, in dipendenza del fatto che durante l'estate i continenti si riscaldano più intensamente degli oceani e l'aria sovrastante si dilata e si rovescia dai primi sui secondi; durante l'inverno avviene il fenomeno opposto; distribuzione della pressione atmosferica in una determinata zona nell'istante o nel periodo di tempo considerato. Nei riguardi della periodicità della variazione annuale, i regimi delle pressioni si distinguono in: Regime continentale: quello che si osserva sui continenti nelle latitudini medie, caratterizzato da un minimo di pressione durante l'estate e da un massimo durante l'inverno; Regime marittimo: quello che si osserva negli oceani nelle latitudini medie, caratterizzato da un minimo di pressione durante l'inverno e da un massimo durante l'estate. Nei riguardi della distribuzione delle pressioni in una determinata zona i regimi si distinguono in: Regime anticiclonico: distribuzione tipica della pressione atmosferica tale che nel punto centrale della zona considerata si ha una pressione relativamente più alta, e nelle località circostanti la pressione diminuisce in modo analogo a quanto avviene per l'altitudine al disotto della cima di un monte. In questo regime le particelle d'aria percorrono delle spirali defluendo dal centro della zona verso la periferia, e la circolazione di esse avviene nel senso delle lancette dell'orologio nell'emisfero nord, nel senso contrario nell'emisfero sud; Regime ciclonico: distribuzione della pressione inversa alla precedente. Le particelle d'aria percorrono delle spirali affluendo verso il centro; la circolazione avviene nel senso contrario alle lancette dell'orologio nell'emisfero nord, nel senso delle lancette nell'emisfero sud. (Giorgis). — Regime dei venti: modo dello spirare dei venti in una località nelle varie stagioni dell'anno (direzione, forza, frequenza). La conoscenza del regime dei venti è importante per il progettista e il costruttore di opere portuali, per la disposizione da dare alle opere esterne ed interne a difesa contro il moto ondoso generato dai venti stessi e contro gli effetti del vento sui fianchi delle navi in entrata e in uscita. Tale conoscenza è inoltre necessaria per predisporre i lavori e i mezzi nella costruzione di un porto. Dal regime locale dei venti dipendono infine le stagioni e le ore lavorative di un porto.

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