Riccio. — Voluta del tagliamare. (Corazzini). Non è in uso.
— (Sec. XVIII) Trinelle, ordine di occhielli, con cappietti a traverso d'una vela, a una data altezza. I cappietti servono a diminuire la vela per la parte posteriore, e questo dicesi Prendere un riccio. (Saverien).
Ricettacoli. — Celle nella chiesuola, per le magneti correttrici. (Corazzini). Non è in uso.
Ricetto1. — Seno in paese amico. (Guglielmotti s. Seno).
Ricevere. — D'un porto, d'un golfo, di una costa, d'una rada, in cui il vento di fuori giunge a penetrare. Un porto riceve il vento. V.
Difendersi (qui in Appendice),
Rifiutare (l'opposto). (Fincati).
Ricevitore acustico subacqueo. — Negl'impianti acustici subacquei (idrofoni, segnalatori, scandagli), ciascuno di quegli organi destinati a captare le onde acustiche, che si propagano in acqua dalle sorgenti di rumori o di suoni, entrando essi stessi in vibrazione e azionando così dei dispositivi elettrici che, a loro volta, fanno funzionare i ricevitori telefonici applicati alle orecchie dell'ascoltatore, o, in qualche caso, i rivelatori ottici.
Nei moderni impianti i ricevitori acustici subacquei sono costituiti da serie di dischi metallici applicati lateralmente allo scafo notevolmente al disotto della linea di galleggiamento, o a strutture speciali, fisse o rientrabili, da esso sporgenti.
Nelle installazioni più semplici, come quelle per l'ascoltazione dei segnali di nebbia emessi dalle campane sottomarine e degli scoppi delle bombette per scandagliare, e in taluni idrofoni di tipo antiquato si usano anche ricevitori acustici subacquei costituiti da dischi di gomma di forte spessore con microfono a carbone.
I ricevitori dei segnalatori acustici subacquei funzionano anche da trasmettitori, facendoli entrare in vibrazione per mezzo di dispositivi elettrici manipolati dall'operatore.
Ricevitori di merce. — Persone o ditte incaricate di ricevere le merci allo scarico dalle navi per poi consegnarle ai destinatarii.
Ricezione. — Collaudo dei lavori, delle munizioni, delle mercanzie nei porti dello Stato, per riconoscere le loro qualità, per accettarle nei magazzini dello Stato, e per il servizio, se trovate buone. Stratico: Ricetto (ant.; franc. Recette). Parrilli: Ricezione.
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Giunta di ricezione: denominazione della commissione che in arsenale è preposta alla accettazione dei materiali forniti dall'industria privata, previo accertamento che essi rispondano alle condizioni contrattuali.
Richiamo. — Manovra spostando la quale si cambia la direzione della potenza.
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Bozzello di richiamo: v. s.
Bozzello.
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Paranco di richiamo: v. s.
Paranco. (Guglielmotti).
Richiamo (A ~). — Detto del timone quando, nell'andare contro vento stringendo all'orza, si riesce a rimanere a tratti sulla rotta. (Guglielmotti). Non è in uso.
Riciurmare (Term. sec. XVII). — Provvedere una nave di nuova ciurma. (Falconi, 1612: Tommaseo e Bellini).
Si dice Riarmare quando si tratta di completare l'equipaggio di una nave in disponibilità, e Cambiare l'equipaggio quando si tratta di sostituirne gran parte con personale di nuova leva, come ad esempio per una nave che trovasi all'estero da lungo tempo.
Riclassificata. — Riassegnazione di nave alla propria classe o ad altra, a seconda dei risultati della visita, detta di riclassificazione, che viene effettuata allo scadere del termine assegnato alla durata della classe alla quale la nave appartiene.
Ricognizione2. — Esplorazione bellica al fine di conoscere il numero, le forze e la posizione del nemico. (Fincati; Tommaseo e Bellini). Non si usa; per le unità navali si dice che fanno Esplorazione.
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Ricognizione si dice per le unità aeree. Apparecchi da ricognizione.
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Segnali di ricognizione: v. s.
Segnale. Non si usa; si dice Segnali di riconoscimento.
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Ricognizione: ispezione, rivista, verifica
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di un determinato gruppo di materiali (dotazioni, viveri, ecc.) per accertarne l'esistenza e lo stato di conservazione, fatta da apposita commissione.
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Verbale di ricognizione: quello compilato dalla commissione che ha eseguito la ricognizione.