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Riga1: — Riga dei garbi: brusca (regolo). (Guglielmotti). Parrilli: Riga da garbare. — Riga di marea: idrometro. Anche Scala di marea. (Parrilli). — Riga dei seni: guntero. — Riga (ant.): arricavo. (Cantini: Corazzini). Il termine Riga non è più in uso; oggi si direbbe Regolo per quello dei garbi e dei seni (strumenti non più in uso) e Scala per l'Idrometro. — In riga alle impavesate!: v. s. Impavesata.

Rigada (Genov.). — Rivista navale. (Corazzini).

Rigàimo (Venez.). — Legame. (Guglielmotti).

Rigallare. — Tornare a galla. Verbo dato dal Corazzini.

Rigalleggiare. — D'una nave che, essendo ancorata in un porto o in una fiumara soggetta a forti maree, e rimasta a secco per la bassa marea, si rimette a galla al ritorno dell'alta marea. (Parrilli). — FAR RIGALLEGGIARE: rimettere a galla; disincagliare. (Fincati; Piquè).

Rigamo. — V. s. Legame.

Rigano. — Legatura a nodo che serve a fare il dormiente delle scotte delle gabbie, alla cima dei pennoni maggiori o della vetta d'un paranco, d'un cavobuono e d'altri. (Fincati). È il venez. Rìgano (v. s. Legame), attestato dal principio del secolo XIV (Capitolar della Tana: v. Jal). Non è in uso.

Rìgano (Rovign.). — Orlatura della rete. A Fasana Rìgunu. (Ive, I dial. Istria 150).

Rigata (Term. disus.). — V. Regata.

Rigato. — Di vento impetuoso ma teso, uniforme, senza raffiche e di prima mano, cioè prima che il mare, sulla cui superficie il vento traccia delle righe di spuma, abbia avuto tempo d'ingrossare. (Fincati). Non si usa.

Rigatta1 (Term. disus.). — Corrente violentissima prodotta dall'alta marea sulle coste, nei punti in cui s'imbocca in uno stretto tra due isole o in un canale tra due terre non lontane tra loro. Il volume di acqua ristretto in tali passaggi raddoppia di impeto e ne sbocca fuori con furore irresistibile. È un fenomeno che si presenta in varii luoghi delle coste occidentali della Francia e delle coste orientali dell'Inghilterra. Franc. Raz de marée. (Parrilli). V. Rema. Il Guglielmotti vi fa corrispondere Regata e Rema. (Forse da *recaptare « contrastare ». V. s. Regata).

Rigatta2 (Term. ant. e sicil.). — Regata. (Guglielmotti). Garzoni (874): fare a rigatta (e vincerla o perderla). V. Riatta (sicil.).

Rigatteri (Sicil.). — Pesciaiolo.

Rigel. — Stella di prima grandezza della costellazione di Orione (v.).

Riggia. — Ciascuno dei bastoni di ferro posti ai lati delle coffe per fissare le sartie di gabbia, e ai lati delle barre per le sartie di velaccio, analogamente alle landre con le sartie maggiori. (Parrilli). Per mezzo delle griselle collegano le scale minori alle maggiori. Cambiano nome a seconda della posizione: di destra, di sinistra, di maestra, di trinchetto, di mezzana. Se formano un sol pezzo con le sartie di gabbia: Sartie di rovescio. (Fincati). V. Landina.

Righino. — Lista di legno, a sezione generalmente semicircolare, che si applica all'esterno di talune imbarcazioni, poco al di sotto della falchetta, per proteggere il fasciame negli urti contro le banchine o altri ostacoli. V. s. Parabordi.

Rigida. — Di nave resistente, che sbanda difficilmente. (Corazzini). Non si usa; si dice Dura. Le navi dotate di grande altezza metacentrica sono dure in acqua calma e irrequiete in mare ondoso; il fatto opposto si verifica per quelle dotate di piccola altezza metacentrica. Si cerca quindi di dare alla nave da costruire un'altezza metacentrica tale che ne risulti una sufficente durezza senza che debba rinunziarsi a una sufficente tranquillità in mare agitato.

Rigidezza. — Di nave che sbanda difficilmente. Non si usa; si dice Durezza. V. s. Rigida. — Di cavo, di catena tesa. (Corazzini).

Rigiramento (Term. sec. XVIII). — « Mutazione di strada, o viaggio, o di bordata, quando il timone è spinto a basso bordo, oppure a stribordo, o sia a sinistra, o a
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destra, per correre sopra un altro rombo di vento diverso da quello sul quale il vascello ha già corso qualche tempo ». (Saverien). — Rigiramento per la testa; Rigiramento per la coda: «movimento d'un'armata, o d'una squadra, che è sotto le vele, quando vuol mutare di bordo, cominciando dalla testa, o dalla coda dell'armata ». (Saverien).

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