Pagina 79

Belingiero (Venez. sec. XV). — Baleniera (v.). (Querini, 1431: Jal). Belingeri (plur.), voce venez. usata dal Simoneta nel 1449. (Zaccaria, Raccolta 294).

Bellatorio (Term. ant.). — V. Ballatoio. (Dal sec. XII).

Bellovardo1 (Term. ant.). — Ballauro, più propriamente Bellovardo, perché il Bellovardo della fortezza è come il Ballauro della nave. (Crescenzio, 1602). (Jal). V. Ballauro. Baluvari di poppa e di prora: castelli. (Pantera 1671).

Beltramazo (Term. ant.). — Balzello gravoso imposto dai Turchi ai mercanti veneziani. (Sanudo: Zaccaria, Raccolta 221- 222).

Belvedere. Sui bastimenti a tre alberi con vele quadre, la penultima in altezza e dimensioni (a contar dal basso) delle vele quadre dell'albero di mezzana (albero di poppa). È una delle tre vele quadre che collettivamente si chiamano Velacci. — Pennone di belvedere: il pennone su cui la detta vela è inserita; terzo, a contar dal basso, dell'albero di mezzana. — Alberetto di belvedere o di mezzana: la parte estrema delle tre che formano l'albero di mezzana, la quale regge in croce i due pennoni di belvedere e controbelvedere.

Benarda (Genov.). — Fontanina di bordo, dove vanno a bere i marinai. (Guglielmotti). V. Cerniere. — Botte di larghissimo cocchiume, da potervi facilmente introdurre un vaso per estrarne il liquore rinchiuso (term. marin.). (Casaccia). — V. Cisterna. (Il termine è nato da un uso scherzoso del genov. benardo « baggiano »: cfr. Migliorini, Dal nome proprio 222).

Benda. — Striscia di tela cucita per rinforzo su di una vela al limite inferiore di ognuna di quelle zone che si chiamano Terzaroli. Su di esse vengono cucite in fila le cordicelle (matafioni), con cui si prendono i terzaroli. — Benda per fasciare: striscia di vecchia tela con cui si bendano le manovre dormienti. V. Bendare; Binda.

Bendare. — Avvolgere delle strisce di vecchia tela intorno a qualche parte di un cavo. Questa operazione, avente lo scopo di proteggere il cavo dallo sfregamento, fa parte della fasciatura che si completa nel modo indicato alla voce Fasciare. Disus. Bindare.

Bender (Persiano, arabo, turco; plur. Benādir). — Porto. È il componente di molti nomi di luoghi.

Benedizione del mare. — Benedizione tradizionale del mare, fatta il giorno commemorativo del trasporto a Bari delle ossa di san Nicola (9 maggio), considerato protettore dei naviganti (Bari; Ostia). V. Santèlmo. — Per la benedizione della nave v. Battesimo.

Benna. — Grande tanaglia usata dalle navi che lavorano al ricupero dei relitti giacenti sul fondo del mare. Viene calata e fatta agire seguendo gli ordini telefonici dei palombari. Inventata e così chiamata dai palombari viareggini. (Termine anche usato nella montagna toscana, per designare una «carretta di vimini quadra o bislunga, su ruote, adoperata in alcune montagne» [Petrocchi]; dal gallico benna «corba»: Bloch, Dict. étym., s. banne).

Berbolao (Venez.). — V. s. Cogolària.

Bere. — V. Benarda (genov.), Beveraggio (genov.), Bidone, Cerniere, Cisternina, Gamella.

Bèrga. — Sponda o riva di fiume scoscesa e rialzata, di protezione. — Seccagna, scogliera. (Stratico). (Bèrga « argine che si fa a' campi, per difenderli dalle inondazioni » [Petrocchi], Cfr. più luoghi Bèrga sulla Vicentina: Olivieri, Saggio topon. ven. 94. Il Corazzini dà berga come parola veneziana, ma non risulta dai vocabolari veneziani. V. Bergolo [ant.], riparo).

Bergantino (Term. sec. XVI, XVII). — Brigantino. (Trissino; Pantera; Guglielmotti; Tommaseo e Belimi). Venez. secolo XVI Bergantin. (V. Jal).

Berghe (Term. sec. XVI). — Sorta di bastimenti o di barche usate sul Danubio a Vienna. (Alberi, Relaz. ven.: Zaccaria, Raccolta, 267-268).

| p. 78
p. 79
p. 80 |