Salinieri. — Operai addetti alle saline. Anche Salinari.
Salinità. — Esistenza di piccoli quantitativi di sali nell'acqua dolce per alimentazione delle caldaie. La sua eventuale presenza viene continuamente controllata, essendo molto dannosa a causa delle incrostazioni che ne derivano.
Salinòmetro. — Apparecchio per misurare la salinità: il grado di questa viene indicato in millesimi.
Salire. — Andare su per una fiumara a vela o a vapore. Anche Montare. (Laugieri).
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SALIRE A GAMBE E BRACCIA: arrampicarsi su per una corda. (Laugieri).
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SALIRE A RIVA: salire in alto (sugli alberi). (Laugieri). Parrilli: Salire arriva.
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SALIRE SOPRA UN VASCELLO: imbarcarsi sopra un vascello. (Tommaseo e Bellini). Disusato.
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Sali su! (ant.): «esclamazione, che fanno i marinari, quando alzano, o tiran su qualche peso». (Saverien). Anche Issa su !
Salma. — Misura di tre cantari già usata in Italia per indicare la portata delle navi. Pesava quanto un rubbio di grano. (Pantera). Anche nella Tavola amalf., nel Sassetti, ecc. (Tommaseo e Bellini).
Lo Stratico la registra come misura di capacità usata in Sicilia per il frumento, i vini e le terre.
In Sicilia (sec. XIV) erano in uso le salme, i cafisi e i tummina. (Baistrocchi 933).
— (Ant.) Tonnellata, peso di mille libbre. (Carletti: Tommaseo e Bellini).
Salmarino. — Sale ricavato dall'acqua del mare. V.
Salina. (V. Encicl. It. XXX 502-507).
Salmastra. — Treccia a tralice, composta con parecchi fili di comando per diversi usi, specie per legature e per lavori di ormeggio. V.
Paterne.
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Salmastre del viradore: si usavano anticamente per attaccare la gómena al viradore in più punti. (Stratico). Parrilli: Salmastra di ferro.
— (Ant.) Gerlo. (Laugieri). V. s.
Gerlo, dove è da correggere salmastro in salmastra.
(Salmastra nell'Introd. arte naut., Venezia, 1715).
Salmastraia. — Terra salmastrosa. Le salmastraie della pianura pisana. (Petrocchi).
Salmastrare. — Legare con salmastra. (Introd. arte naut., Venezia, 1715: Jal).
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SALMASTRARE I VELACCI: farvi una catarda con salmastra. (Fincati).
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Salmastra spesso!: comando nel salpare un'àncora affidata a una gómena, quando il fondo offre buona tenuta. (Parrilli).
Salmastratore. (Term. ant.). — Ciascuno dei gabbieri di trinchetto incaricati di salmastrare l'àncora col viradore o col cavopiano, quando si salpava. (Settembrini 209, s. Nipper-men).
Salmastrìn (Venez.). — Salmastra per legar le vele quando si chiudono. Anche Trinela.
Salmastro. — Dicesi dell'acqua di taluni bacini interni in comunicazione col mare, che sa di sale.
— Dicesi anche dell'acqua dolce inquinata dall'acqua di mare. V.
Dolcigno.
Salmone. — Ciascuno dei pani di ferro o di piombo a forma di prisma quadrangolare, maneggevole, usato come zavorra per la stabilità in ispecie dei sommergibili. (Stratico III 206; Bardesono). Anche Gaggiandra. V. s.
Barchetta.
Si usa anche per ancorare provvisoriamente un piccolo segnale galleggiante, legandovi questo con una sagola o con un pezzo di cavo.
(Da salma, peso).
Salomare (Term. ant.). — Dar la voce. (Stratico). V.
Cialumari (sicil.), s. Ciloma.
(Salomare dallo spagn. salomar, come afferma lo Stratico).
Salonìcio (Venez.). — Cappotto di panno grossissimo adoperato dalla gente di mare, importato da Salonicco. Anche Capòto de Salonìcio. (Ninni 217).