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Salva nos (Term. I metà sec. XIX). — Gavitello di salvamento. Salvagente. Voce data dallo Stratico e dal Parrilli (I stampa, 1846, p. 105: Salvanos). Nel 1835 fu ammesso anche dall'Accademia francese (Salvanos). V. Salvagente. (Dal lat. salva nos « salvaci ! »).

Salvare. — Preservare o ricuperare dal naufragio o dal pericolo un bastimento, o una parte o tutto il carico. (Stratico). V. Salvataggio. — SALVARE UN CONTRATTO: d'un noleggiatore, arrivare in tempo al porto di carico sì da poter caricare. (Laugieri). — Salvisi chi può! (ant.): segnale del comandante di un convoglio, se assalito da forze soverchianti (Parrilli), affinché le navi fuggano in direzioni diverse, con probabilità, per alcune, di salvarsi.

Salvataggio. — L'insieme delle operazioni di assistenza e soccorso a naufraghi, ovvero a una nave in pericolo, per portare in salvo le persone e le cose imbarcate o la nave stessa. Ogni capitano che riceve una chiamata di soccorso lanciata da una nave in pericolo è obbligato a recarsi in aiuto dei pericolanti; inoltre ogni capitano è tenuto, in quanto lo possa senza grave pericolo per la sua nave, per il suo equipaggio o per i suoi passeggeri, a prestare assistenza a qualunque persona, anche nemica, trovata in mare in pericolo di vita. Qualunque fatto di assistenza e salvataggio, che abbia avuto un utile risultato, dà diritto a un'equa rimunerazione. L'ammontare del compenso o del risarcimento, per danni eventualmente subiti dal soccorritore, è fissato per accordo tra le parti o, in mancanza, dall'autorità giudiziaria, così pure la ripartizione del compenso tra i salvatori. Ogni convenzione di assistenza o di salvataggio, stipulata al momento e sotto l'influenza del pericolo, può, a richiesta di una delle parti, essere annullata o modificata dall'autorità giudiziaria, se questa reputi che non siano eque le condizioni convenute. Nessun compenso è dovuto dalle persone salvate: però i salvatori di vite umane, intervenuti in occasione dell'accidente che ha dato luogo al salvataggio od all'assistenza, hanno diritto ad un'equa parte del compenso concesso ai salvatori della nave, del carico e dei loro accessorii. (Sisto). Il regolamento internazionale per la sicurezza delle navi mercantili e della vita umana in mare stabilisce la specie e il numero dei mezzi di salvataggio individuali (cinture di salvataggio e salvagenti anulari) di cui le navi debbono essere dotate a seconda delle loro caratteristiche. Per le navi abilitate al trasporto di passeggeri sono inoltre stabilite apposite norme per l'accurata istruzione degli uomini destinati al maneggio e all'armamento delle imbarcazioni di salvataggio, per gli avvisi e istruzioni ai passeggeri, il loro punto di riunione in caso di allarme ecc. Il regolamento stabilisce anche l'obbligatorietà di impianti radiotelegrafici, di elettrogeneratori di emergenza, la segnalazione di urgenza dei pericoli gravi per i naviganti da farsi dalle stazioni r. t. Nelle visite eseguite dagl'istituti di classificazione sono compresi anche gli accertamenti relativi ai mezzi di salvataggio e contro gli incendi, alle condizioni di navigabilità ecc. — Salvataggio autonomo (delle persone dei sommergibili affondati): quello eseguito senza mezzi di soccorso dall'esterno, usando le sistemazioni per la fuoruscita e mezzi di respirazione subacquea di cui i sommergibili sono dotati. — Salvataggio autonomo collettivo (delle persone dei sommergibili affondati): quello con fuoruscita degli uomini attraverso gli ordinarii boccaporti con la manovra più rapida e sicura possibile e con risalita a galla mediante gli autorespiratori subacquei, facendo soste di decompressione lungo il cavo della boa telefonica o altro cavo destinato allo stesso scopo.
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È stato esperimentato anche con trasporto degli uomini entro appositi recipienti, parti staccabili del sommergibile, cilindri ecc. — Salvataggio autonomo individuale: quello effettuato mediante certa specie di boe cilindriche in ciascuna delle quali si immettono uno per volta gli uomini da salvare, senza esporli alla pressione esterna. Il lancio dei cilindri viene fatto dalla garitta allagata e il loro ricupero si esegue dal sommergibile con verricello a mano o a motore. Il cilindro è munito di un portello e di una valvola di allagamento per la fuoruscita dell'uomo quando è giunto a galla. — Salvataggio barometrico: denominazione usata dai tecnici dei sommergibili per indicare il tipo di manovra di fuoruscita che si esegue quando, prima di aprire il portello del boccaporto, viene equilibrata la pressione interna del locale di rifugio dei naufraghi (camere di lancio di prora e di poppa) con quella esterna del mare, immettendo nel locale stesso aria compressa, se ne esiste ancora a bordo, o l'acqua del mare. Aperto quindi il portello, e stabilita la libera comunicazione col mare esterno, il locale, o una apposita vasca se il sommergibile ne è dotato, viene a costituire come una vasca barometrica torricelliana, di cui il tubo è costituito da un piccolo locale, detto Garitta, o altro del genere. Gli uomini, avendo indossato in precedenza l'autorespiratore subacqueo, possono così risalire a galla tutti insieme, uno dietro l'altro, facendo però le necessarie soste lungo il cavo per la decompressione, ad evitare le embolie derivanti dall'essere stati per un notevole periodo di tempo sotto la forte pressione relativa alla profondità di affondamento del sommergibile. — Salvataggio con manovra barometrica: v. Salvataggio barometrico. — Salvataggio dei sommergibili: quello che consiste nel sollevare a galla, mediante adeguati mezzi di sospensione, un sommergibile affondato, quando la profondità e lo stato del mare consentono il lavoro dei palombari e l'impiego dei mezzi e degli apparecchi necessarii. Date le difficoltà relative a tali operazioni e il tempo occorrente, specialmente se il sinistro avviene a notevole distanza dalle sedi marittime dove si tengono i mezzi di soccorso, sono stati studiati dei sistemi che permettono il salvataggio delle persone coi mezzi proprii del sommergibile. V. Salvataggio autonomo. — Manovra di equilibrio, nel salvataggio delle persone dei sommergibili affondati, manovra di fuoruscita che consiste nell'allagare la sola garitta, o altro piccolo locale sottostante al portello del boccaporto, dopo averla mandata in pressione, e nell'aprire ad intermittenze la comunicazione col locale di rifugio, per il passaggio e la fuoruscita di uno o due uomini per volta. In tal modo si stabilisce un equilibrio alternato di pressione, un po' col locale di rifugio, un po' col mare esterno. Con questo sistema si ha il vantaggio di sottoporre gli uomini per un minor periodo di tempo alla pressione corrispondente alla profondità di affondamento del sommergibile, con conseguente minore durata della decompressione. — Aquila di salvataggio (v.). — Battello, Canotto, Lancia, Zattera di salvataggio. V. s. Canotto, Battello di vigilanza. — Cinta, Cintura di salvataggio (v.). — Diritti di salvataggio: ricompense date dai salvati ai salvanti, dette una volta la decima delle cose ricuperate. (Laugieri). Guglielmotti: Dritti di salvamento. — Domanda, Reclamo di salvataggio: termini dati dal Laugieri, forse antichi per « Richiesta, domanda, segnale di soccorso ». — Gavitello di salvataggio. (Laugieri). — Lancia di salvataggio: v. s. Lancia. — Nave salvataggio: v. s. Nave. — Perdita con salvataggio (termine di sicurtà): dato dal Laugieri, e non in uso. Valeva forse « Perdita della nave con salvataggio del personale ». — Razzo di salvataggio: tipo speciale di razzo avente un'asticella a cui è legata l'estremità di una sagola, usato da talune stazioni di salvataggio per lanciarsi ai bastimenti o barche pericolanti in prossimità della costa. (Laugieri). — Reclamo di salvataggio: v. Domanda di salvataggio. — Servizio di salvataggio: quello prestato per soccorso a bastimenti pericolanti. (Laugieri). — Società di salvataggio: impresa fornita di navi di salvataggio, di palombari e di mezzi tecnici atti al ricupero di bastimenti affondati o a recare soccorsi a quelli pericolanti. (Laugieri).
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Stazione di salvataggio: ciascuno di quei posti di soccorso organizzati a terra per i naufragi in prossimità delle coste. Essi sono forniti, a seconda dei casi, di battelli o barche di salvataggio, di rimorchiatori, di cannoni lancia sagole, di salvagenti e di attrezzi varii. Qualche stazione è fornita di una vera e propria nave di salvataggio. Lungo le coste italiane vi sono 21 stazioni di salvataggio. — Vapore di salvataggio: battello-pompa. (Laugieri). V. Nave salvataggio, s. Nave. (Salvataggio dal franc. sauvetage. Il Parrilli [1847, p. 296] scriveva che a salvamento « per mania di Francesismo, si è voluto sostituire » salvataggio. V. pure Fanfani e Arlia).

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