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Samechin. — Naviglio mercantile turco. (Corazzini).

Sammarèddu (Catan.). — Pescivendolo.

Sammuzzari (Sicil.). — Tuffare. — Tuffarsi. Anche Summuzzari.

Sammuzzaturi (Sicil.). — Palombaro. Anche Maraguni. — Chi è bravo a immergersi. (Traina).

Sammuzzu (Sicil.). — Luogo dove si tuffano i palombari.

Samoro. — Nave molto lunga e piatta, con un solo albero di due pezzi, altissimo e sostenuto da sàrtie di dietro e ai fianchi, adoperata sul Reno e nelle acque interne dell'Olanda, di solito per trasportare legnami. (Saverien). Franc. disus. Samoreux, Sammereus. (Valkhoff 221-222).

Sampa de gallo (Genov. ant.). — Ragna. (Jal).

Sampan (Malese). — V. Ciampana. (V. Jal).

Sampana. — Gran battello a remo il cui baglio maestro è nella parte posteriore. Ha forme affilate ed è rilevato a poppa, senza coverta, coi fondi piatti, e porta da 70 a 80 tonn.. Naviga sulle coste e sui fiumi della Cina, della Cocincina, del Giappone e delle Isole della Sonda. Di costruzione grossolana: invece di chiodi ha caviglie di legno, e due piccoli passavanti. Serve per lo più a caricare o scaricare i bastimenti e al trasporto dei passeggeri. (Piquè).

Sampetrina (Isola Rossa, Corsica). — Vela a tàrchia. (Maccarrone, Arch. Glott. XXVIII 39). (Detta certo così perché usata quale vela di fortuna come la sampietra).

Sampietra. — Vela aurica issata sulle paranzelle dai pescatori del Mediterraneo in caso di tempesta. Còrso Vela san Pietro. — FAR LA SAMPIETRA: fare la detta bandiera, e raccomandarsi a San Pietro, già pescatore. (Guglielmotti). V. Sampetrina.

Sana eunte et redeunte re, frumento, navi vel majore parte eius (Basso lat., genov.). — Formola che inchiudeva per il capitano d'una nave la condizione necessaria all'adempimento di certi patti, il rimpatrio di lui sulla detta nave o su un'altra, su cui si fosse imbarcato o avesse caricato la maggior parte delle sue mercanzie. (Rossi, Gloss. lig. 87).

Sanau. — Parola citata dal Guglielmotti (s. Semálo), ma sbaglio per Senau (v.).

Sancone. — Ciascuno dei due pezzi laterali dello scheletro del bragozzo. V. s. Piana.

Sandaiolo. — Uomo che conduce il sandalo. Termine usato dal Corazzini, che cita l'Antinori (Viaggio 29), ma non conosciuto in marina.

Sandalino. — V. s. Sandolino.

Sàndalo. — Barca di poca pescagione adoperata per il trasporto di persone e di effetti, per lo più per i bassifondi. Napol. Sànnalo. È d'uso nelle Paludi Pontine, come attesta pure il Castelli (sec. XVI). Storia di Tancredi (Martène, Anecdot.): Paratur navigium, habent remiges paratos denae biremes, quibus trinae simplicis remigii sociantur, quas vulgo sandalias vocant. — Stat. di Mantova: Conducere volentes naves, burchiellos sive sandalos de partibus superioribus ad partes inferiores. In questi statuti anche Sandanos per Sandalos. (Jal). Pure nel Dittamondo (sec. XIV) galee, e sandali. (Tommaseo e Bellini). Ma non è detto come fossero questi sandali antichi. — Barcone a fondo piatto, con paranchi gru, ecc., a rimorchio nei porti per il carico e lo scarico di grosse navi. (Guglielmotti). Sandalo di alleggio. (Corazzini). — Piccola barca, chiatta (sul Nilo, in Nubia), guidata, col vento favorevole, da un solo uomo in piedi. (Corazzini). — Barca d'arsenale per trasportare àncore, polveri, viveri della R. Marina. (Laugieri). Per il trasporto di munizioni, viveri ecc. oggi nella R. Marina si usano pontoni coperti. — Barca a fondo piatto, di forme eleganti come gli altri galleggianti lagunari, adoperata nella Laguna veneta per il trasporto di merci. (Bardesono). Ricordata anche in antico. (Corazzini). — Venez. Sàndolo: battello leggerissimo usato dai cacciatori nelle Valli.
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Sandolo anche nel Calmo (206) e nel Garzoni (867), Sandolum in carta friulana del 1290. — (Lago di Varano, Foggia) Sànnere: barca a fondo piatto e senza vela, adoperata per la pesca e per traghettare da una sponda all'altra i passeggeri. Accresc. Sannarone, dimin. Sanarèdde. — Sandolo: battello da trasporto delle coste della Barberia, costruito su per giù come i grossi battelli da pesca provenzali, con vela maestra e trinchetto quadri, o con la prima latina e il secondo a tarchia. (Piquè). (Come fu supposto da critici del secolo passato [v. Jal], sàndalo deriva con probabilità da sàndalo, basso lat. sandalum, greco σάνδαλον « calzatura con suolo di legno legato al piede con coregge », perché questa somiglia appunto alla barca descritta. Con suffisso diverso si presentano sandone, sandellus, sàndolo, sandolino. I sandones del secolo VIII presuppongono quindi l'antichità notevole del significato di sàndalo. Nigra, Saggio lessic. 126; Melillo, It. Dial. I 254; Prati, Rev. Ling. Rom. XII 128).

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