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Scapolato (Term. ant.). — Uomo libero nelle galee. È voce data dal Corazzini, il quale vi fa corrispondere il basso lat. Solutus.

Scapolo (Term. ant.). — Uomo che serviva nella galea senza catene ai piedi, ugualmente ai marinari e ai soldati. (Pantera, s. Scappoli). Dal Suriano (sec. XVI) si apprende che gli scapoli erano pure usati per guardia ai forzati. (Jal). — Scapolo di galia (venez. ant.): uomo fuggiasco dalla galea o da altro luogo di pena. (Mutinelli). (Da scàpolo « libero di soggezione »: da scapolare « scappare salvandosi »: D'Ovidio, Arch. Glott. XIII 361, n. 1).

Scaponire. — Nel senso di « Vincere l'ostinazione del bastimento sbandato di traverso per rimetterlo in sesto, e farlo raddrizzare », offerto dal Guglielmotti, è verbo affatto sconosciuto in marina.

Scappata — Lancio di poppa. (Guglielmotti).

Scappata (Avere una bella ~) (Frase ant.). — D'una nave che s'avvia bene, facilmente. Franc. Avoir une belle échappée. (Stratico).

Scappavia. — Nome di bastimenti da guerra con un cannone a prora facenti parte della flottiglia messinese di Ferdinando III (IV) (1751-1825). (Fincati 48-49). Il Guglielmotti registra pure una forma Scampavia. — « Palischermo molto sottile e lungo, armato di remi a zenzile, il quale fende le onde con indicibile celerità sia perché molto stellato, sia perché i suoi remi hanno un braccio di leva assai più lungo di quelli degli altri palischermi. Lo scappavia è un palischermo di bel tempo; dappoiché la bassezza del suo bordo, e la ristrettezza del suo quinto maestro, lo rendono piuttosto abbocchevole e facile ad imbarcare acqua, ed è un palischermo di lusso nella costruzione del quale sogliono gli ingegneri-costruttori far pompa di materiali i più prelibati, quindi ce ne hanno di mogano, di acero e perfino di lamine di ottone che, ben forbite, fanno risplendere ai raggi del Sole questa navicella quasi fosse dorata. Lo scappavia, attesa la sua ristrettezza, non ha punto timoniera, e vien governato per mezzo di un picciol giogo messo trasversalmente sulla testa del suo timone, fornito di due lacci fermati, per mezzo di un piè di pollo, ai suoi estremi, quali lacci tengonsi in mano dalla persona medesima che siede nella camera dello scappavia. Esso va sospeso sotto le grue di poppa della nave, e suol essere di uso esclusivo del capitano della nave, o dell'uffiziale dei particolari ». (Parrilli). Iole (v. Guglielmotti; Bardesono). (Il nome deriva dalla velocità dell'imbarcazione).

Scappellare. — Contrario d'incappellare. Scappellare le teste di moro degli alberi; Scappellare le coffe; Scappellare gli stragli; Scappellare le sartie; Scappellare i bracci e le mantiglie; Scappellare la catena dalla bitta. (V. Parrilli).

Scappellata. — Per « Levata d'incappellatura » la dà solo il Guglielmotti. Il Parrilli ha Scappellatura. Non in uso.

Scappellatura1. (Term. ant.). — V. Scappellata.

Scappoli (Term. sec. XVII). — Forma usata dal Pantera per Scapoli.

Scappuccino (Term. ant.). — Bracciolo acuto. (Doc. tosc.: Guglielmotti). Cfr. Braccioli cappuccini, Cappuccino (II significato).

Scarabbocìn (Genov.). — Greco (uomo). — Levantino.

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