Scarafaggio. — Sulle navi gli scarafaggi (blatte) si distruggono con le disinfezioni. Fincati: Scaraffone. Parrilli: Scarafaggio marino. Comunemente: Scarafoni.
Scaramia. — Termine dato dal Parrilli, già nell'edizione del 1846, per « Sgabello di calafato ». Non è in uso. Sembra sbaglio per Scaranna, ma il Parrilli ripete più volte la voce.
Scaramucciare. — Fare delle scaramucce. Chinazzo (sec. XIV, p. 739): Fare scaramuzze . . . (731): . . . ogni giorno scaramuzavano le galere d'ambe le parti.
Scaraon de proa (Genov. sec. XV). — Bàtolo a pendio, messo a prua delle antiche costruzioni navali, come oggi la serpe. Il termine è nella lettera in genovese dell'Assereto (1435), e il Guglielmotti gli fa corrispondere Scalandrone e Scalone.
Scaraticus (Basso lat., genov.). — Tassa pagata un tempo per i bastimenti tenuti o fabbricati sulle spiagge. (Rossi, Gloss. lig. 89).
(Dall'ant.
scaro: v.).
Scarcabium (Basso lat., lig.). — Variante di Carcabium (v.
Carcabio). (Rossi, Gloss. lig. 89).
Scarcavallo (Term. ant.). — Cacciaccavallo. (Stratico III 212).
(Il veneziano conosce scarcavalo « salterello [con polvere da scoppio] »).
Scarcellatura. — Specie di legatura per unire solidamente tra loro due cavi o un cavo con una catena. (Corazzini). Forse sbaglio. Cfr.
Scarsellatura. Non in uso.
Scarica. — Discarica. (Saverien; Laugieri).
Scaricare. — Togliere dalla stiva o dalla coperta d'un bastimento o da una barca ecc. le merci, e consegnarle al proprietario. Crescenzio (1602): Scaricare le merci; Garzoni (874): Scaricar la barca; Stratico: Scaricare un bastimento. Oggi si dice meglio Sbarcare le merci.
— Scaricare anche intrans. (Sacchetti; Consol. mare; ecc.: Tommaseo e Bellini).
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Scarica davanti! (ant.): comando all'equipaggio d'orientare le vele anteriori all'altro bordo perché il vento dia nella vela di trinchetto e nella sua gabbia quando si fa il viramento di bordo. (Stratico). Saverien: Scarica il picciolo albero di gabbia ! Oggi Controbraccia a prora !
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SCARICARE LE VELE (sec. XVIII): disporle in modo che ricevano minor vento. (Saverien).
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SCARICARE UNA VELA (ant.): far prendere del vento a una vela accollata all'albero, cioè farle ricevere del vento nel suo interno, o dalla parte verso cui è orientata o dall'opposta. (Stratico).
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SCARICARE LA ZAVORRA: portarla fuori del bastimento. (Stratico).
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Barche da scaricare (sec. XVI): barche impiegate per la discarica. (Consol. mare: Tommaseo e Bellini).
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Scarica di dietro! (ant.): comando col quale si ordina che, nel virar di bordo, si braccino i pennoni delle vele posteriori, affinché ricevano il vento sull'altro bordo, dopo che si è preso in faccia, o vento davanti nel viramento di bordo. Lo Stratico, che registra la frase, aggiunge che questi due termini erano andati in disuso. A p. 499 lo Stratico ha Scarica all'indietro ! Oggi Controbraccia a poppa !
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Scarica la gabbia di trinchetto! (ant.): comando di orientare la gabbia di trinchetto (parrocchetto), di modo che riceva il vento nella faccia interiore, per rimettere in cammino, dopo che il bastimento stette in panna sul parrocchetto, nel virare di bordo. (Stratico). Oggi Bracciare a segno il parrocchetto !
Scaricarsi. — Sboccare (di fiume). Anche Scaricare le acque in ...
Scaricatoio2. — Luogo per scaricare: nei porti, a riva, sulla spiaggia. (Tommaseo e Bellini).
Scaricatoio3. — Tubo che scarica in mare l'acqua in più di alimentazione, quella di immondizie, ecc. (Parrilli; Guglielmotti). Non in uso; si dice Tubo, Canale di scarico; ma è generico.
Scaricatore1. — Canale naturale o artificiale per cui si scaricano le acque soverchie dei laghi. Anche Emissario (scient.). V.
Scaricatoio.