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Scartoccio2 (Term. sec. XVII). — Involucro di carta pieno di polvere pesata che si riservava per caricarne i pezzi quando si aveva fretta. (Pantera).

Scartuccio (Còrso). — Controfiocco. (Jal).

Scaru (Sicil.). — Voce data dal Traina anche nel senso di « Scafo », che è detto comunemente Scaffu.

Scascìo (Noleggio a ~) (Term. ant.). — V. s. Noleggio.

Scassa. — Armatura di legno o ferro, fissata sul paramezzale, e nella quale si ferma il maschio (miccia) del piede di un albero. Nelle imbarcazioni a vela è costituita da un semplice incavo in un tacco di legno fissato al paramezzale. V. Carlinga, Minchia, Impiantatura, Scaffa, Scazza, Mastra. Fu detto pure Castello da basso (Boerio, s. Scassa de l'alboro). V. Scasso. — (Venez.; term. dei pescatori valligiani) Base dei cannai, dove si stabiliscono e si piantano le pareti della chiusura dei pesci nelle valli. Scassa della cogolèra. — Scassa dell'àrgano: minchia. — Scasse delle caldaie: sulle antiche navi a vapore, forti pezzi di quercia paralleli alla chiglia, due per lato, come appoggio della caldaia. Anche Impiantature delle caldaie (disus.). (Parrilli). Sulle navi in ferro con caldaie cilindriche sono strutture in lamiera e verghe angolate, dette Selle delle caldaie. — Cunei delle scasse: v. s. Cuneo. (Scassa nell'Alberti, 1805, nello Stratico; scasso nel Crescenzio, 1602 [Tommaseo e Bellini] nel senso di « mastra »; v. Scazza. Scassa dev'essere scazza avvicinata a scassare o a cassa, ma resta dubbia l'origine di scazza: cfr. Vidos, Vox Rom. I 178).

Scassa de vela (Venez.). — Diminuzione della vela esposta al vento, prendendo i terzaruoli.

Scassare. — Per « Cavar dalla scassa » dato dal Guglielmotti, non è usato. — « Percuotere la cassa del bastimento sopra i bassi fondi, e scassinarsi ». (Guglielmotti). V. Cassiare. — Nel linguaggio comune si usa per « Rompersi, rovinarsi, ecc. di una nave, di un congegno ». — Scassato, in senso figurato, si dice, nel linguaggio comune, di una manovra, di un'esercitazione, ecc., mal riuscita; e Fare scasso, Fare uno scasso nello stesso senso.

Scasso (Term. sec. XVII). Mastra. V. Scassa. (Crescenzio, 1602: v. Jal).

Scataronàr (Venez.). — V. s. Scataroni.

Scataroni (Venez.). — Nel parlare dei pescatori maremmani: Canne fradice rimaste nel circondario del cannaio, e che si levano per rimetterne nuove. Operazione espressa dal verbo Scataronàr. (Cfr. venez. scataroni « stecchi, mozziconi delle canne sporgenti dal terreno, dopo tagliato un canneto » e scatón: v.).

Scatola (Term. ant.). — Nel senso di « Chiesuola » è data dal Dicc. marit. españ. (1831), ma pare che non sia stata mai usata una tal voce (Jal), sebbene pure il Guglielmotti le dia il significato di « Cassettina della bussola ». — Scatole (sec. XVII): usate per le pietre e le palle legate, nell'artiglieria navale. (Falconi 18). — Per altre scatole v. Scattola nel Parrilli.

Scatón (Venez.). — Maschio dell'albero. — Maschio del timone. — Scatón (dela colomba): calcagnolo. (Stratico III 212). (Cfr. trevis. ant. scat « bastone », venez. scatarón [v]: Salvioni, Arch. Glott. XVI 323).

Scattatoio. — Affondatoio. (Guglielmotti). Non è dell'uso.

Scaula (Basso lat.). — Sorta di vascello da canale. (Molmenti; Corazzini, La città e lo stato 323). — Scaula magna: nome della nave dei dogi, prima del Bucintoro. (Corazzini).

Scavacia (Basso lat., comasco sec. XIII). — Sorta di battello del Lago di Como, nominato in carta del 1218. V. il passo riportato s. Combàl. (V. s. Scafa).

Scavafondo (Term. poco usato). — Draga.

Scavare. — Approfondire il mare per mezzo di draghe, specialmente nei porti e nei canali.

Scavapietre. — Rete tirata da terra per radere il fondo. (Corazzini). Sconosciuto.

Scavazia (Term. ant.). — Forma con cui il Monti rende Scavacia (v.).

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