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Scavezzarse (Venez.). — Spezzarsi, di una nave. Anche nel Suriano (sec. XVI). (Jal).

Scavezzo1 (Venez.): — Barca scavezza in colomba. — Colomba scavezza: v. s. Colomba. — Nave scavezza: v. s. Colomba. Anche Nave scavezzata (it.).

Scavezzo2 (Venez.). — Uno dei tratti consecutivi di cavo di canapa che collegano il divergente alla rete a strascico; è lungo circa 28 metri ed è l'ultimo verso l'ala della rete, alla quale si unisce per mezzo di un tratto di cavo d'erba, detto Mazzetta.

Scavonare. — Verbo registrato come napoletano dal Guglielmotti per Scaponire, ma sconosciuto ai vocabolarii napoletani. V. s. Ingavonarsi.

Scazza (Venez.). — Mastra. — (Venez. sec. XVIII) Scassa. (Stratico, Appendice; Introd. arte naut., 1715). Anche in Doc. tosc. (Guglielmotti), e nel Röding (1794-98). Garzoni (872): Scaza dell'albero. — (Venez. sec. XIV o XV: Schaza) Taglio fatto, sul ponte d'una galera, alle latte e alle tavole per lasciare un passaggio tra la cala e il ponte. (Fabbrica di galere: Jal). (V. Scassa).

Scazzottare. — Contrario di Incazzottare. (Bardesono).

Scelandia (Term. ant.).— V. Chelandia.

Scemare. — Dicesi del vento quando diminuisce. Così pure delle vele, della Luna, ecc. (Guglielmotti). Per le vele è poco usato; si dice Diminuire, Togliere le vele. — V. s. Sfrido.

Scemo. — Differenza della lunghezza nei ferzi delle rande. (Corazzini).

Scempio: — Compagno di parte scempia: v. s. Compagno. — Marinaro di parte scempia: stesso significato. (Guglielmotti).

Scendere. — Calare. — Tramontare (degli astri). — SCENDERE IN ACQUA: di una nave che viene varata. Più usato Discendere. — SCENDERE DAGLI ALBERI: in coperta. — SCENDER D'ARRIVA o DA RIVA: discendere dei gabbieri dall'alberatura in coperta, compiuta la manovra. (Parrilli). — SCENDERE DAL BASTIMENTO: a terra. — SCENDERE LA CORRENTE: navigando secondo la corrente. — SCENDERE UNA FIUMANA: seguirne il corso. (Parrilli). — SCENDERE UN FIUME: seguendone la corrente. — SCENDERE (DELLA MAREA): nel riflusso. — SCENDERE A TERRA: v. A terra.

Scentafamiglie (Lucch.). — Piccola barca che si adopera nelle paludi e nei laghi. (Nieri, Vocab. lucch.). V. Sciattafamiglie. (Dal facile pericolo di far cappello, dato il lucch. scentare « distruggere », che è pure in Stat. di Rio di Groppo: Rossi, Gloss. lig. 125. Cfr. genov. scentà « sparire », sicil. scintari «svanire»: dal lat. *exemptare «distruggere»: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 3004. Cfr. Sciattafamiglie).

Sceola (Venez. sec. XII). — Piccola barca da traghetto, nel Canal Grande. Un passaggio fatto con essa costava un quartarolo (quarta parte d'un denaro). Le sceole son nominate dal 1150. (Mutinelli 303, 359-360; Tassini 672). V. Seola.

Scermum (Basso lat., venez. sec. XIII). — Pavesata. (Stat. venez., 1255: Jal). Da leggere Schermum.

Scerpa (Genov.). — Serpe (palmetta). (Jal).

Scesa. — V. s. Pendente (a riva).

Scet frura! (Tarant.). — V. s. Frura.

Scevo (Napol., sicil.). — V. s. Sciere.

Scharium (Basso lat.). — V. s. Navale (cantiere), e Scaro.

Scheat. — Stella di prima grandezza; una delle 4 principali della costellazione di Pegaso.

Scheggia1. — Scoglio scheggiato, o scosceso. (Dante: Tommaseo e Bellini).

Scheggia2. — Ciascuno dei frammenti dei proiettili che esplodono o delle strutture colpite. V. Paglietto paraschegge.

Scheggione. — Scoglio scheggiato. È termine letterario.

Scheletrame. — Insieme di carcasse di molti navigli naufragati o demoliti. (Guglielmotti). V. Scheletro.

Scheletro. — Scafo cui sia stato levato il fasciame. V. Carcassa, Ossame. (Stratico, s. Ossame).

Schelmo1. — Lancia piccola, non molto resistente, svelta, leggera, che voga solo a quattro remi di punta, col bel tempo. (Encicl. delle Encicl. 524).
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(Il Guglielmotti suggeriva la sostituzione di Schelmo a Jola, credendolo sincope di Palischermo, il che non è possibile).

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