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Scirocco2. — Piovano. (Guglielmotti). Effettivamente la denominazione usata nel linguaggio comune è Sud-ovest, sebbene il sud-est o scirocco dia maggiormente l'idea di un vento accompagnato da pioggia. Del resto piove pure col vento di sud-ovest. V. Magnosa.

Scirpeo. — Nel senso di « Nave composta di giunchi intessuti e spalmati » e di « Corda o vela di essi contesta », come ha il Guglielmotti, non ha attestazioni, e comunque sarebbe termine archeologico. Sbagliata e inesistente è la voce Scirpes, data dal Corazzini (come pure Scirpos, giunco, per Scirpo).

Scitia. — Piccolo naviglio a un ponte, con vele latine. (Desroches citato da Corazzini). Sconosciuto.

Sciügâ a sentina (Genov.). — Affrancare (disus.). (Jal).

Sciuguloni (A ~) (Còrso). — A raffiche (del vento). Cfr. còrso Sciuvulone « Raffica ». (Cfr. genov. scigoâ « zufolare; fischiare, del vento »: Salvioni, Rend. Ist. Lomb. XLIX 811).

Sciunco (Term. sec. XVII). — Drizza. (Fincati 48). Genov. (Jal), tarant. Sciunco. — (Tarant.) Fionco.

Sciüpetta (Genov.). — Bigliardo. (Jal).

Sciurtie (Plur.; còrso). — V. s. Interzetochje.

Scivernare (Term. ant.). — Svernare. Genov. Scivernâ. (Guglielmotti; Jal). Stat. Gazarie: ... yemare seu sivernare.. (Rossi, Gloss. lig. 92). (V. Scioverno).

Sciverno (Term. ant.). — Sverno. (Doc. tosc.: Guglielmotti).

Scivolare. — Per « Scorrere (di cavo, ecc.) », è dato dal Parrilli ma non è adoperato. — Del varo d'una nave. (Guglielmotti). Generico. Più proprio: Scorrere; ma generico anch'esso.

Scìvoli. — Piani inclinati (negli idroporti e negli idroscali) « costituiti da due travi parallele di cemento armato con sezione a V, col vertice in basso, sul quale è disposto il binario per far scorrere il carrello porta-idrovolanti: superiormente le travi sono sagomate a gradinata per permettere ai passeggeri ed al personale di manovra di accedere all'idrovolante ». (Bustico).

Sclataria1 (Basso lat. sec. XI). — Nave corsara. (Papias: Jal). (Dal lat. stlatta, bastimento da pirati: v. Stlata nello Jal).

Scoamàr (Venez.). — Scopamare.

Scoazzèra (Venez.). — Barca destinata al trasporto delle spazzature (venez. scoazze) fuori di Venezia, per l'uso agricolo. Le Scoazzère, somiglianti a Topi, partecipavano pure alle regate, rese luccicanti dal nero di pece spalmato su di esse per l'occasione, e destanti l'ilarità a causa della loro lentezza. Corazzini anche Scovazzara. Non è in uso.

Scocchi (Term. sec. XVII). — V. Uscocchi.

Scocci. — V. Skotchi.

Scoccia. — « Nome generico di qualsivoglia bozza, perno, caviglia, gancio, cavo, che si scoccia, o che deve scocciare per arte o violenza». (Guglielmotti). Non è in uso. — «Nome speciale della caviglia fitta sul triangolo del solcometro, che deve star ferma, per tenerlo verticale sull'acqua, finché dura l'operazione; e deve poscia scattar fuori da sé, quando si richiama contro corrente, perché la barchetta sia ritirata più facilmente a bordo». (Guglielmotti). Non è in uso.

Scocciare. — Contrario di Incocciare. (Stratico). Laugieri (s. Scocciare) anche Spassare. — SCOCCIARE LA RETE: togliere la sferzina maestra dalla caviglia, dallo scalmo, dal gancio, per liberare lo strascico e tirare a bordo rete e pesci.

Scocciatura. — Atto dello scocciare.

Scocco (Gancio a ~). — V. s. Gancio. — Bozza a scocco: v. s. Bozza.

Scodella (Term. ant.). — Dado. Perno. Venez. Tampagno. (Stratico).
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Scodella dell'argano: piastra di ferro (o di bronzo) sulla quale gira il perno dell'argano. (Stratico). Il Laugieri aggiunge che da alcuni è detta Mortaretto, secondo lo Jal pure Piatello (Piattello). Non è in uso. Si chiama Dado.

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