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Scorta2. — Quantitativo di materiali soggetti a consumo, come combustibili, acqua, viveri, munizioni, ecc. dei quali una nave viene dotata per conferirle una sufficente autonomia. — Scorta di magazzino: quantitativo degli stessi e di altri materiali dei quali sono provvisti i magazzini degli arsenali ed altri depositi per rifornirne le navi ed altri enti, per lavori, ecc. — Fondo scorta: somma di danaro assegnata a ciascuna nave, a seconda del tipo, per le spese da sostenere e che mensilmente viene reintegrata dalle direzioni di commissariato militare marittimo.

Scortamento. — Lo scortare. (Guglielmotti). Non è in uso.

Scortare. — Fare il servizio di scorta. V. Scorta e s. Nave.

Scorticaria (Term. sec. XIV). — Rete da pesca molto lunga, ampia, con una corda piombata da una parte, e dall'altra sugherata. (Crescenzi volgar.: Tommaseo e Bellini). Non è parola usata, contrariamente a quanto potrebbe far credere il Guglielmotti. Il termine è pure del testo latino del Crescenzi. Il D'Alberti (1805), oltre Scorticaria, cita la voce Scorticatoria come italiana; V. Rezzòla. (Dal lat. cŏrtex, cŏrtĭcis « sughero »: cfr. cortegae, venez.: Meyer-Lübke, Rom. etim. W. 2264).

Scorticatoria (Term. ant.). — V. s. Scorticaria.

Scosa1 (Term. sec. XVII). — Paramezzale laterale. (Crescenzio, 1602; Jal). Anche Ascosa (v.). Doc. nap. (1275): . . . duae asconsae morsatae . . . (Guglielmotti). V. Parascosa; Paramezzale.

Scosa2 (Term. ant.). — Acculamento dei madieri nelle galee. (Stratico). (V. Jal).

Scösâ da cōffa (Genov.). — Batticoffa. (Corazzini).

Scoscesa (Sponda ~). — Riva alta, e tagliata in precipizio. (Saverien).

Scossa: — ALARE A SCOSSE: a tratti, facendo una breve sosta ad ogni tratto per fare esercitare lo sforzo insieme alle persone destinate, quando il numero di queste non è sufficente a far alare in modo continuativo, o quando non è sufficente lo spazio disponibile per far camminare le persone che alano. (Parrilli). — AMMAINARE A SCOSSE: abbassare l'oggetto sospeso a poco per volta e sostando di tratto in tratto. (Parrilli). Poco usato. — DARE UNA SCOSSA A UN CANAPO: dargli una tirata per tesarlo meglio.

Scossā (Ascona, Locarno). — Il primo gradino che si presenta a chi entra nella barca. (Cfr. milan. scossaa « parafango [delle carrozze] », scòs « soglia; davanzale; parapetto ». Bertoni, Atti Scienze Torino LXII 181).

Scossatori. — V. s. Scorsuro.

Scostare. — Largare. — Scostarsi: largarsi, tirarsi al largo. — Scosta!: v. s. Remo. Anche Scosta a prua !

Scoto. — Canale o tubo per il passaggio di canapi. (Corazzini). Non è in uso.

Scotta. — Manovra corrente, che serve per bordare una vela, ossia per spiegarla e distenderne la tela al vento, tirando la bugna, a cui è fissata, verso il basso e verso poppa. Le scotte si fanno di cavo robusto
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affinché possano resistere bene allo sforzo, al quale sono sottoposte nel tenere tesate le vele, specialmente con vento fresco. Talune scotte sono fatte con catenella di ferro. Ogni vela di taglio, latina o aurica, non ha che una bugna e quindi una scotta; però le scotte dei fiocchi e delle vele di straglio sono generalmente costituite da un cavo fissato a doppino alla bugna, in maniera che le cime scendono una per lato. V. Scotte doppie. Ogni vela quadra ha due scotte, una per lato. Le scotte delle vele quadre superiori (gabbie, velacci, controvelacci) fanno toccare alle bugne le estremità del pennone sottostante. Ma quando le vele quadre superiori sono bordate, « non occorre più toccare le loro scotte, anche se, mutando la direzione del vento, fosse necessario cambiare l'inclinazione delle vele rispetto alla chiglia, perché in tal caso tutti i pennoni si fanno muovere parallelamente ». (Bardesono). Le scotte delle vele quadre maggiori e più basse (maestra, trinchetto) scendono sul ponte di coperta per esser tirate e legate alle murate. Devono quindi esser maneggiate quando, cambiando il vento, occorra cambiare l'inclinazione della velatura. V. Bugna. La scotta del trinchetto serve anche per strappare i giunchi con i quali esso si lega. (Pantera). — Scotte di belvedere: fanno dormiente sugli occhi della bugna, attraversano i bozzelli, o incastri con pulegge alle estremità del pennone di contromezzana, corrono lungo questa, s'introducono nei bozzelli di sottopennone e, passando per la coffa vanno ai trincarini del casseretto. (Parrilli). (Termine dato pure dallo Stratico, ma con definizione inesatta). — Scotte dei coltellaccini della velaccia di maestra (ant.): quelle che partono dalle bugne interne dei coltellaccini e scendono nella coffa di maestra, dove prendono volta a caviglia. (Parrilli). V. Scotte dei coltellaccini del velaccio. — Scotte dei coltellaccini della velaccia di trinchetto (ant.) come quelle dei coltellacini del velaccio, ma scendono nella coffa di trinchetto. (Parrilli). V. Scotte dei coltellaccini del velaccino. — Scotte dei coltellaccini del velaccio e del velaccino: sono in cavo semplice; partendo dalle bugne interne scendono dirette in murata. (Imperato). — Scotte dei coltellacci del grande e del piccolo pappafico (ant.): quelle che passano per un bozzello all'estremità del sottostante pennone di gabbia e sono date volta alla gabbia stessa. (Stratico). — Scotta del coltellaccio o Bonnetta della vela maestra (ant.): v. Scotta di scopamare. (Stratico). — Scotta del coltellaccio o Bonnetta di trinchetto (ant.): v. Scotta di scopamare. (Stratico). — Scotte dei coltellacci di gabbia: fanno dormiente con un nodo nella bugna interna della vela di coltellaccio e scendono libere in coperta, dove passano per due bozzelli a piè d'albero di maestra e prendono volta a talune caviglie. (Parrilli). — Scotta del coltellaccio della gabbia di trinchetto: v. Scotta dei coltellacci del parrocchetto. (Stratico). — Scotta del coltellaccio della gran gabbia: v. Scotta dei coltellacci di gabbia. (Stratico). — Scotte dei coltellacci del parrocchetto: inferiti come quelle dei coltellacci di gabbia. Scendono a piè dell'albero di trinchetto. (Parrilli). — Scotte di contrappapafico di trinchetto (ant.): v. Scotte del controvelaccino. (Stratico). — Scotta della controranda: a ghia semplice; dalla bugna passa per un bozzello alla varea del picco, quindi per un altro alla gola e va giù a piè d'albero. (Imperato; Parrilli). — Scotte della contravelaccia di trinchetto: scotte del controvelaccino. (Parrilli). — Scotte del controbelvedere: partono dalle due bugne, s'introducono in due incastri con pulegge praticate alla cima del pennone di belvedere, corrono lungo il medesimo, attraversano i bozzetti del sottopennone e scendono direttamente nella coffa di mezzana. (Parrilli). — Scotte di controcivada (ant.): le stesse corde che servono di amantiglio alla vela di civada. (Stratico). — Scotte del controflocco (disus.): v. Scotte dei fiocchi. (Parrilli).
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Scotte di contromezzana o di contrammezzana: legate ciascuna con un nodo semplice alla bugna della vela, passano per il bozzello all'estremità del pennone di mezzana o di verga secca, indi per il bozzello posto sotto il mezzo dello stesso pennone; dopo ciò per un bozzello a piè d'albero di mezzana, e si danno volta a un tacchetto posto nel casseretto. (Stratico). — Scotta della controvela di straglio della gran gabbia (Stratico): scotta della seconda vela di straglio di gabbia. V. Scotte delle vele di straglio. — Scotte del controvelaccino: simili a quelle del controvelaccio, scendono nella coffa di trinchetto. Ant. Scotte di contrappapafico di trinchetto. (Stratico). Parrilli: Scotte della contravelaccia di trinchetto. — Scotte del controvelaccio: fermate con un nodo agli occhi delle bugne, attraversano le cavatoie praticate agli estremi del pennoncino di velaccio, corrono lungo il medesimo, passano nei secondi occhi dei bozzelli di sotto pennoncino, accanto ai caricascotte /cariscotte/ di velaccio e scendono nella coffa, dove si danno volta a caviglie. Ant. Scotte della contravelaccia di maestra. (Parrilli). — Scotte doppie: costituite da un cavo fissato a doppino alla bugna della vela, come quelle dei fiocchi e delle vele di straglio. — Scotta falsa (ant.): di riserva. E, in caso di cattivo tempo, si passa talvolta nelle bugne delle vele principali. Stratico: Falsa scotta. — Scotte de' fiocchi: per le vele di piccole dimensioni le due scotte sono di cavo semplice e per doppino fissate alla bugna, in maniera che le cime scendano una per lato. Se invece la vela è grande e deve resistere a vento fortunale, come la trinchettina, ciascuna scotta è a ghia doppia col bozzello con lungo penzolo (bracotto). Sovente il bracotto della scotta è doppio. (Imperato). Stratico: Scotte de' flocchi. — Scotte delle gabbie: quelle delle basse gabbie sono di catenella e dalle bugne, dove si fissano con gancio doppio, passano per le pulegge delle noci dei pennoni maggiori sottostanti e pel doppio bozzello al centro di essi scendono a piè d'albero guarnite di paranco. Le Scotte delle gabbie volanti sono fissate alle estremità del pennone di bassa gabbia con maniglie di ferro. (Imperato). La denominazione comprende sia le Scotte della gabbia di maestra, o Gabbia propriamente detta, sia quelle del parrocchietto, o Gabbia di trinchetto. Parrilli: Scotte della gabbia. — Scotte della gabbia di maestra: v. Scotte delle gabbie. (Stratico). — Scotta della gran vela di straglio: v. Scotta della vela di straglio di maestra. (Stratico). — Scotta della maestra: v. Scotte dei trevi. (Parrilli). — Scotta di mezzana: poiché la mezzana è una vela di mal tempo che va sostituita alla randa, la sua scotta è fatta da un paranco che si incoccia da una parte nella bugna della vela e dall'altra a un golfare presso al coronamento, dal lato di sottovento. (Stratico; Parrilli). — Scotte del pappafico di maestra (Stratico): v. Scotte del velaccio. (La spiegazione dello Stratico non è esatta). — Scotte di pappafico di trinchetto: v. Scotte del velaccino. (Stratico). — Scotte di parrocchetto, o della gabbia di trinchetto: v. Scotte delle gabbie. (Stratico). — Scotte della prima, della seconda vela volante di straglio: scotte della seconda vela di straglio di gabbia, e scotte della seconda vela di straglio di belvedere. (Parrilli). V. Scotte delle vele di straglio. — Scotta della randa: può essere doppia o semplice. Nel primo caso fa dormiente all'estremo del boma, passa per il bozzello della bugna, quindi per la puleggia del boma e si dà volta alla galloccia sotto il medesimo. Nel secondo caso, dalla bugna va direttamente alla puleggia del boma e poi alla galloccia dove si dà volta. (Imperato; Parrilli). — Scotta di rinforzo. (Zito). Non è in uso. — Scotta rovescia: v. Scotta di rovescio. (Stratico). — Scotta di rovescio: le due scotte di sopravvento delle basse vele (maestra, trinchetto) nei velieri a vele quadre quando sono allascate, mentre le mure dello stesso lato sono tesate. (Bardesono). Anche Scotta rovescia. — Scotta di scopamare: in cavo semplice. Partendo dalla bugna interna scende direttamente in murata. (Imperato).
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Scotta di sopravento: nelle vele quadre superiori (gabbie, velacci e contro), quella che si trova dal lato di sopravvento. — Scotta di sottovento: nelle vele quadre superiori (gabbie, velacci e contro), quella che rimane dal lato di sottovento. (Corazzini). — Scotta della traja (ant.): cavo con redancia ad un'estremità, infilato con l'altra estremità nell'occhio della bugna fino a portarvi la redancia in prossimità. Addoppiate in quel punto e fermate con una legatura le due parti del cavo, il ramo lungo scende in un bozzello messo nel trincarino, ritorna verso la redancia nella quale viene passato e va a passare nuovamente nel bozzello per poi darsi volta a una galloccia. (Parrilli). — Scotta della traja di fortuna (ant.): consistente in un paranco simile a quello della scotta di mezzana, il quale s'incoccia da una parte alla bugna della vela e, dall'altra, a un golfare posto sul trincarino. (Parrilli). — Scotte dei trevi: sono a ghia doppia di cavo robusto, o semplici. Nel primo caso il dormiente è fissato a un golfare del capo di banda e il tirante, dopo esser passato per un bozzello incocciato alla bugna, passa per una cavatoia con puleggia attraverso la murata e un cazzascotte e viene dato volta a questo o ad una castagnola. Nel secondo caso, partendo dalle bugne, vanno direttamente a darsi volta nel cazzascotte. (Imperato). La denominazione comprende sia le scotte della vela di maestra, sia quelle della vela di trinchetto, che sono del tutto simili, salvo l'ubicazione. — Scotta della trinchettina: v. Scotte dei fiocchi. (Stratico). — Scotte di trinchetto: v. Scotte dei trevi. (Stratico). — Scotte della vela maestra: v. Scotte dei trevi. (Stratico). — Scotte delle vele di straglio: analogamente ai fiocchi, per le vele di piccole dimensioni le due scotte sono di cavo semplice e per doppino fissate alla bugna, in maniera che le cime scendano una per lato. Se invece la vela è grande e deve resistere a vento fortunale, come la vela di straglio di mezzana, detta Cavalletta o Mezzanella, ciascuna scotta è a ghia doppia col bozzello con lungo penzolo (bracotto). Sovente il bracotto della scotta è doppio. (Imperato). — Scotta della vela di straglio della gran gabbia: scotta della vela di straglio di gabbia. (Stratico). V. Scotte delle vele di straglio; Cavalla o Carbonera. — Scotta della vela di straglio di maestra: non è propriamente una scotta, ma è un paranco, che s'incoccia da una parte a una redancia della bugna e dall'altra a un golfare del trincarino; il tirante va a darsi volta a murata ad una galloccia. La vela di straglio di maestra è raramente usata. (Parrilli II 390, 391). — Scotta della vela di straglio di mezzana: v. Scotte delle vele di straglio. (Stratico). — Scotta della vela di straglio del pappafico di maestra: scotta della vela di straglio di velaccio. (Stratico). V. Scotte delle vele di straglio. — Scotte della vela di straglio di velaccia: scotte della vela di straglio di velaccio. (Parrilli). V. Scotte delle vele di straglio. — Scotte delle velaccine (ant.): manovre volanti che servivano un tempo a ritenere le bugne di talune vele triangolari che si spiegavano al di sotto dei pomi degli alberetti. (Parrilli). — Scotte del velaccino: come quelle del velaccio; scendono o alla pazienza dell'albero di trinchetto o accanto alle murate. Anche Scotte della velaccia di trinchetto. (Parrilli). — Scotte del velaccio: fanno dormiente negli occhi delle bugne, attraversano i bozzelli, o le cavatoie, messe agli estremi del pennone di gabbia, corrono lungo questo, si introducono nei secondi occhi dei bozzelli di sottopennone, per il passaggio della coffa scendono lungo le sartie di maestra sul trincarino ove attraversano altri due bozzelli e prendono volta su talune caviglie, ovvero scendono direttamente alla pazienza dell'albero di maestra. Anche Scotte della velaccia di maestra. (Parrilli). — Scotte volanti: quelle che si guarniscono al momento del bisogno a una vela sprovvistane. (Stratico). — Bugna della scotta: quella dove è guarnita la scotta. — Ceppo di scotte (ant.): v. s. Ceppo. — Linea di scotta: bordame.
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Lunata di scotta: v. s. Lunata. — Nodo di scotta: v. s. Nodo. — Punto di scotta: v. s. Punto, Fiocco. — BORDARE LE SCOTTE: alarle per bordare le vele rispettive. Poco usato. Saverien: Bordare le scolte. — BORDARE LE SCOLTE DI DIETRO (secolo XVIII): « alare le due scolte di ciascheduna vela, per andare col vento in poppa » (Saverien). — CAMBIARE LE SCOTTE: v. s. Cambiare. (Parrilli, 1846). — CAZZAR LA SCOTTA (v.). — CORRERE A SCOTTE MOLLATE: v. s. Correre. — FILARE LE SCOTTE: nei cambiamenti di andatura da quella di bolina a quella di buon braccio o a mezza nave, diminuirne la tensione in maniera da lasciare incurvare maggiormente la vela (gonfiarla) per produrre maggiore effetto propulsivo. (Stratico). — LASCARE LE SCOTTE: diminuirne la tensione. (Stratico). — MOLLARE LE SCOTTE: v. s. Mollare. (Stratico). — TESARE LE SCOTTE: metterle in tensione. — TESARE LE SCOTTE A BACIARE: aumentarne al massimo la tensione. — Cambia le scotte dei fiocchi!: nei viramenti di bordo in prua, comando che si dà quando il vento è passato dal lato delle nuove mure, affinché l'effetto dei fiocchi assecondi il movimento di poggiata per assumere le nuove mure. — In bando le scotte dei fiocchi!: nei viramenti di bordo in prua, comando che si dà, dopo aver messo il timone all'orza e la randa in mezzo, per facilitare il movimento di rotazione della nave per venire al vento (orzata). — Molla le scotte! (si sottintende dei fiocchi e delle vele di strallo): comando che si dà nella fase iniziale del viramento in prua quando, venendo la nave all'orza, le vele maggiori cominciano a sbattere. (Stratico 499). (Scotta nel Garzoni, 872, nell'Ariosto, nel Crescenzio, ecc.: dallo spagn. escota, e questo dal franc. ant. escote, attestato dal secolo XII: forse dal normanno skaut «angolo inferiore della vela»: Valkhoff 122; Bloch, Dict. étym. I 240. Scolta del Saverien rende il franc. disus. escoute).

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