Sfilaccia (Term. disus.). — Filaccia.
— Filaccio. Nel linguaggio comune si dà tale denominazione alle filacce di cavo usato, che vengono reimpiegate per farne redazze, legature, ecc. Stratico: Sfilarza, Sfilazzi (Appendice).
Sfilacciare. — Disfare le commettiture dei cavi, riducendoli in filacce. (Stratico).
—
Sfilacciati si dice anche dei margini delle bandiere o delle tele, per « Lacerati ».
Sfilacciatura. — Sfilacce. (Stratico).
— Effetto dello sfilacciare. Un tale significato è accolto dal Guglielmotti, ma non dallo Stratico, da lui citato.
Sfilaccica. — Voce registrata dal Guglielmotti, per « Sfilaccia più abbondante e flaccida », ma d'altronde sconosciuta. Il D'Alberti (1805) registra invece Sfilaccico del Salvini, per « Filo, o filuzzo fradicio » (anche nel Tramater e nel Fanfani). Non sono voci d'uso marinaresco. V.
Filàccica.
Sfilaccicare. — Verbo registrato dal Guglielmotti per « Crescere di sfilacciche », ma non è marinaresco, e ha altro senso. (V. Tommaseo e Bellini).
Sfilare. — Tirar fuori i cavi dai bozzelli, ecc. Sferire.
Sfilare in parata. — Passare di navi, generalmente in linea di fila, di poppa o di fianco ad altra nave, per parata o rivista, rendendo gli onori navali che spettano al personaggio imbarcato sulla nave defilata, al momento in cui passano alla minima distanza da essa.
— Il defilamento è un'esercitazione cinematica fatta per addestrare i comandanti delle siluranti ed è un termine che ha un preciso significato nella R. Marina (diversamente da quanto risulta qui a p.
217).
Sfilarza. — Sfilaccia. (Stratico, Appendice).
Sfilata. — Per « Lungo ordine di navi » (Guglielmotti) non è in uso; si dice Sfilamento.
Sfilazzi (Venez.). — Sfilacce. (Stratico, Appendice).
Sfileggiare. — Fileggiare. (Fincati).
—
FARE SFILEGGIARE UNA VELA: orzare leggermente fino a metterla in filo. Si usa nel linguaggio comune invece di Farla fileggiare.
Sfiléggio. — Atto e modo dello sfileggiare. (Guglielmotti).
Sfiocinare. — Toglier dalla fiocina.
— Fiocinare con forza. (Guglielmotti). (")
Sfiottare (Term. sec. XVIII). — Togliere uno o più vascelli da una flotta. (Saverien).
Sfissarello (Term.). — Ordigno da pesca a maglia più sottile del martavello. V. Bertuello. (Min. Agric., La pesca II 694).
Sfociare. — Lo sboccare in mare di un fiume. Poco usato; si dice Sboccare.
Sfoderare. — Levare la fodera dalla carena. (Parrilli, 1846, p. 247).
Sfogar la vela (Term. sec. XVII). — Allentare la vela di modo che il vento non possa farle gran forza. (Pantera).
Sfogatori. — Tubi metallici per l'aerazione della nave. (Corazzini VI 206). Non è in uso. Si chiamano Tubi di sfogo d'aria.
Sfogliara. — « Rete a strascico, d'alto mare, di forma conica, mantenuta aperta da un'asta trasversale, galleggiante, mentre la parte inferiore formante la bocca è guernita di piombi, e rade il fondo, e lo smuove. Vien tirata da una barca. Serve per la pesca delle sfoglie ». (Corazzini). V.
Tartana.
—
Sfoiara (Senigallia):
caposfoia (v.).
—
Sfogliara a spuntero: tartana.
Sfogo d'aria. — Ciascuna delle valvole per l'uscita dell'aria dai doppi fondi o dalle casse d'assetto quando vi si immette acqua per eseguire l'immersione o per manovre di assetto. Dette valvole possono essere manovrate o separatamente sul posto o a distanza, dalla camera di manovra. (Bardesono).
—
Tubi di sfogo d'aria (v.).
Sfondare:
—
SFONDARE UNA NAVE: urtare, percuotere, spezzare il fianco o il fondo d'una nave. (Fincati).
—
SFONDARE UN VASCELLO (disus.): operazione praticata qualche volta sulle navi
924
disarmate, per non farle cadere in mano al nemico, o per ostruire l'entrata d'un porto o d'una fiumana minacciata dal nemico. (Parrilli).
—
SFONDARE UNA VELA (non usato): squarciarla, per annullare il suo effetto nel caso che la nave fosse stata in pericolo tale da non poter imbrogliare la vela (V. Stratico). Questi ha Sfondrare, che è forma veneziana. Sfondare ha il Laugieri. V.
Sventare (una vela);
Sventrare.
—
Sfondarsi (ant.): rompersi, d'una nave, in una secca. (Ramusio: Jal).