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Bracciali. — Nelle lenze da pesca a più ami (palamite, palangaro, ecc.), le cordicelle di canapa sottili che si distaccano dalla corda-madre e terminano ciascuna con un amo.

Bracciare1. — Sui velieri a vele quadre, la manovra intesa a far rotare orizzontalmente i pennoni per presentare le vele al vento nella posizione opportuna a ottenere il massimo moto progressivo oppure dei movimenti d'accostata. Per bracciare i pennoni si usano le corde chiamate Bracci, allascando quelle d'un lato e tirando quelle del lato opposto. (Bardesono). Venez. Brazzàr. — BRACCIARE SULLA DRITTA: portare verso poppa le estremità di dritta dei pennoni. — BRACCIARE SULLA SINISTRA: portare verso poppa le estremità di sinistra dei pennoni. — BRACCIARE A POPPA: bracciare solo i pennoni degli alberi di maestra e mezzana. — BRACCIARE A PRORA: bracciare soltanto i pennoni dell'albero di trinchetto. — BRACCIARE IN CROCE: disporre i pennoni perpendicolarmente al piano diametrale longitudinale. — BRACCIARE DI PUNTA: portare i pennoni alla minima inclinazione rispetto al piano diametrale longitudinale (circa 35°). Questa posizione estrema è determinata dalla stessa attrezzatura del veliero, perché i pennoni vengono girati fino a toccar le sàrtie dell'albero. Tale orientamento dei pennoni si usa quando il veliero stringe il vento (andatura di bolina). — BRACCIARE A COLLO o IN FACCIA: disporre i pennoni in modo che le vele ricevano il vento sulla loro superficie prodiera, sia per fermare o far indietreggiare la nave, sia per ottenere un movimento d'accostata. — BRACCIARE IN FILO o IN RALINGA: disporre i pennoni nella direzione del vento, affinché le vele lo ricevano parallelamente alla loro superficie e quindi senza alcun effetto. In filo, perché le vele si trovano nel filo, nella direzione del vento; in ralinga, perché questo colpisce l'orlo della vela, la ralinga. — BRACCIARE A VENTAGLIO: bracciare di punta i soli pennoni maggiori e disporre i pennoni superiori, dalle gabbie ai contro velacci, con una inclinazione gradatamente maggiore rispetto al piano diametrale longitudinale. A chi guarda in alto dal piede d'un albero, l'insieme dei suoi pennoni così orientati, appare come le stecche d'un ventaglio socchiuso: da ciò il nome. Questa disposizione della velatura, che dicesi Orientamento a ventaglio, diminuisce l'effetto delle vele più alte, e quindi attenua lo scarroccio; è usata nell'andatura di buon braccio, e talvolta nell'andatura a mezza nave (v.).

Bracciata. — Ciascuno dei movimenti che fa con le braccia il nuotatore. — Lo spazio percorso in ciascuno di tali movimenti.

Bracciere. — Ciascuno dei marinai preposti alla manovra dei bracci nell'orientare le vele. (Guglielmotti). Dev'essere uno dei ritrovati del Guglielmotti. La parola è sconosciuta ai marinai.

Braccio1 (Plur. Bracci). — Sui velieri a vele quadre, ciascuna delle manovre correnti che agiscono sulle estremità dei pennoni per farli rotare orizzontalmente intorno ai loro punti di contatto con gli alberi (bracciare). Ogni pennone ha due bracci, uno per lato; i quali prendono il nome del rispettivo pennone: Bracci di maestra, di gabbia. Venez. Brazzo. (V. Tonello 45-47). — Ai bracci dei velacci e contro velacci si dà il nome di Braccetto. — Buonbraccio (Di –): v. Buonbraccio. — Controbraccio: manovra corrente che si passa allo stesso modo di un braccio, per rinforzarlo e sostituirlo in caso di rottura. Si usa per i pennoni delle basse vele e delle gabbie. — Falsobraccio: ciascuna delle grosse corde usate per il tonneggio e per ormeggi temporanei. — Falsi brecci (còrso): « controbracci ». (Franc. Faux-bras).

Braccio2 (Plur. Braccia). — Misura di lunghezza, pari a m. 1.83, usata dagli Inglesi col nome di Pathom, per misurare la profondità del mare e indicarla sulle carte nautiche. La Marina italiana usa il metro. V. Brassa. (V. Jal, s. Braccio [genov.], e s. Brachium 2).

Braccio di mare. — Stretto; canale (che unisce due mari, o due parti d'uno stesso mare). Un tempo anche Gomito di
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mare, se piegato. Braccio di mare in Boccaccio, in Latini, ecc., e Brachium nel latino (Jal 331).

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