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Stazzamento. — Atto dello stazzare. (Guglielmotti). Poco usato; si dice generalmente Stazzatura.

Stazzare. — Eseguire le misurazioni e i calcoli necessarii per determinare la stazza di una nave. Già Stazare. (Stratico).

Stazzatore. — Misuratore della stazza. Ufficialmente: Perito stazzatore. Fa parte di un ruolo tenuto dalle capitanerie o dagli uffici circondariali di porto. V. Staggiatore, Stazatore.

Stazzatura. — Il complesso delle misurazioni e dei calcoli per determinare la stazza di una nave, in base a precise norme che, per l'Italia, sono stabilite dal Regolamento approvato con decreto luogotenenziale del 27 gennaio 1916, n. 207, tenendo conto degli accordi internazionali e dei sistemi generalmente adottati in materia di stazzatura. Per la ricerca della stazza lorda il Regolamento stabilisce tre regole a seconda che si tratti di navi scariche con uno o più ponti (regola 1a); di navi scariche non munite di ponti di coperta (regola 2a); di navi che, avendo il carico a bordo, o per altro motivo, non siano regolarmente misurabili (regola 3a). Nel primo caso si determinano separatamente, con speciali metodi di misurazione e calcolazione derivati da quello Moorson, il volume e la stazza sotto il ponte di stazza, quello sopra il ponte stesso e quello dei locali soprastanti al ponte superiore (tranne quelli che il Regolamento ha considerati aperti). Sommando le varie stazze così ottenute, si ha la stazza lorda totale. Nel secondo caso la stazza è determinata dal prodotto della lunghezza, per la larghezza e per la profondità, diviso per 4. Nel terzo caso si applica una formola nella quale entrano: la lunghezza del contorno esterno della sezione maestra (misurata con una catena tra i punti simmetrici della suola del ponte superiore); la larghezza esterna massima; la lunghezza della nave e un coefficente diverso per le navi in legno e per quelle in ferro. Dalla stazza lorda, deducendo, secondo le modalità del Regolamento, tutti gli spazi indispensabili all'esercizio della nave, si ottiene la stazza netta. Per le navi, che fruiscono delle vie marittime del Canale di Suez, di quello di Panama e del basso Danubio, sono prescritte stazzature speciali, basate su istruzioni stabilite rispettivamente dalla Commissione Internazionale del Canale di Suez, dagli Stati Uniti e dalla Commissione Europea per la navigazione del Basso Danubio. Tali istruzioni, basate tutte sul metodo Moorson, differiscono nei particolari relativi alle deduzioni per determinare la stazza netta, ma si ispirano a criterii più fiscali di quelli generalmente adottati, sicché in molti casi la stazza tassabile risulta superiore a quella comune. (Baistrocchi 937-941). — Regola di stazzatura: v. sopra. (Bardesono). (V. Stazatura).

Stazzo1. — Registrato dal Guglielmotti per « Stazza », con la citazione di Stratico, Parrilli, Carena. Ma la parola è sconosciuta, e questi autori hanno Staza.

Stazzo2 (Term. sec. XVI). — V. Stazio.

Steamer (Ingl.). — Nave a vapore di qualunque dimensione. (Settembrini). V. Stimer.

Stearia (Term. ant.). — Stallia. (Guglielmotti). (")

Steccaia. — Lavoro attraverso dei fiumi, per mandar l'acqua nei molini, ecc.

Steccata. — Pescaia (II significato). (Tommaseo e Bellini). Anche Stecconaia.

Steccato. — Steccaia. (Tommaseo e Bellini). — (Sec. XVIII) Palizzata che serviva a chiudere l'entrata d'un porto. (Saverien). — (Sec. XVIII) Tramezzo di tavole nella sentina, per caricarvi dei grani. Anche Bastardello. (Saverien). — (Sec. XVIII) Assito sopra il bordo d'un vascello, messo per impedire che l'acqua entrasse sul ponte, quando il vascello veniva racconciato. (Saverien).

Stecconaia. — V. Steccata. (Tommaseo e Bellini).

Steli. — Stili. (Corazzini). Dato come veneziano. Non è in uso.

Stella1. — Denominazione generica di ciascuno di quegli astri che, pur avendo
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un movimento loro proprio nello spazio, sembrano fissi sulla sfera celeste e cioè nella stessa posizione relativa, a causa della loro distanza grandissima, ed animati soltanto dal moto apparente dovuto alla rotazione diurna della Terra. La determinazione del punto-nave mediante rette di altezza simultanee si basa principalmente sulle osservazioni delle stelle (e dei pianeti). Si osservano bene ai crepuscoli e anche di notte quando la Luna è in fase e in posizione favorevole per l'illuminazione dell'orizzonte; si possono osservare anche in notte scura con atmosfera chiara, ma con approssimazione non superiore a 5', o 6'. Per identificare le stelle, quando almeno una parte del cielo sia visibile, si usano le Carte delle stelle, in cui la sfera celeste è rappresentata in proiezione di Mercatore e le stelle vi sono segnate con la loro ascensione retta e declinazione. L'identificazione si effettua facilmente per quelle stelle che fanno parte di figure geometriche caratteristiche (non sempre appartenenti a una medesima costellazione) o, in caso diverso, servendosi di allineamenti con altre stelle note. Quando invece il cielo è in gran parte coperto, si fa uso di speciali strumenti, (Sferoscopio, Navisfera) o delle Effemeridi, dopo aver osservato l'astro da identificare e averne calcolato la declinazione e l'ascensione retta. — Grandezza delle stelle: caratteristica per classificarle secondo la loro luminosità. L'antica classificazione arrivava fino alla 6a grandezza, classificando in questa le stelle appena visibili ad occhio nudo in una notte molto serena. Con la scoperta del cannocchiale, e successivi perfezionamenti degli strumenti ottici, la scala è stata prolungata al di là della 6a grandezza, ed oggi si giunge a vedere le stelle della 16a grandezza (col cannocchiale dell'osservatorio dell'Università di Chicago, che ha attualmente la massima lente obiettiva del mondo). La grandezza delle stelle si indica col simbolo m (magnitudo). Al diminuire di m in progressione aritmetica da 16 a 1, la luminosità corrispondente aumenta in progressione geometrica nel rapporto 2.512; sicché una stella di 1a grandezza ha una luminosità 100 volte maggiore di una di 6a. Per la classifica delle stelle che hanno una luminosità maggiore di quella corrispondente alla 1a grandezza, si usano numeri convenzionali inferiori ad 1 (Vega, + 0.14; Capella, + 0.21; Arturo, + 0.24, ecc.) e per quelle ancora più luminose numeri negativi (Sirio, — 1.58; Canopo, — 0,86; ecc.). Le denominazioni speciali delle stelle riportate dal Guglielmotti e quelle riferite ai nomi dei santi del calendario non sono in uso; forse sono di carattere regionale o sono stati usati anticamente. Per i nomi scientifici delle stelle più note consultare i manuali di astronomia, o per es., le Effemeridi astronomiche ad uso dei naviganti pubblicate annualmente dall'istituto idrografico della R. Marina (Genova). Per i raggruppamenti e allineamenti occorrenti all'identificazione delle stelle v. Manuale dell'ufficiale di rotta (178÷184). (V. Stella nel Guglielmotti, anche per le credenze dei marinai nell'influsso di varie stelle sul tempo e sulla navigazione). — Stella Diana (napol.): Venere (v.). — Stella del mare (ant.): Stella Polare. La prima pare che non fosse però voce dei naviganti. (Volpati, Rev. Dial. Rom. V 328-329). — Stelle nautiche: circa 72 stelle, scelte tra le più lucenti, per determinare la latitudine e la longitudine in mare, e i cui elementi si trovano nell'Almanacco nautico, o in altro libro di effemeridi. (Settembrini, 206, s. Nautical Stars). — Stella Polare: stella principale (α) della costellazione dell'Orsa Minore o Piccolo Carro. Dista di circa 1°03' dal punto dello spazio (Polo Celeste) verso il quale è diretto nella epoca presente l'asse terrestre dalla parte dell'emisfero nord. (Per effetto del movimento di precessione della Terra la direzione dell'asse si avvicinerà lentamente alla Polare fino all'anno 2100, epoca nella quale ne sarà distante circa 26΄; dopo di che se ne allontanerà nuovamente, aumentando fino a 46° nello spazio di 13000 anni e poi tornerà a diminuire. Verso l'anno 14000 la stella polare sarà Vega. (G. Romagna-Manoja, Elementi di cosmografia, Carpigiani e Zipoli, Firenze, 1924, p. 54). Il piano del verticale dell'osservatore passante per la Polare si discosta quindi di poco dal
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piano del meridiano, sicché l'intersezione del primo con l'orizzonte dà con larga approssimazione la direzione del nord. Inoltre l'altezza della Polare sull'orizzonte, che varia di poco durante la rotazione della Terra, corrisponde, con larga approssimazione alla latitudine dell'osservatore situato nell'emisfero nord, nel quale la Polare non tramonta mai. Per queste particolari caratteristiche la Polare ha servito di guida ai naviganti fin dai tempi più antichi. Anche nei tempi attuali la Polare è utilizzata per il calcolo della latitudine e dell'azimut. La Stella Polare è quella estrema del timone del Piccolo Carro, e per identificarla nel cielo basta prolungare idealmente l'allineamento costituito dalle due stelle che raffigurano le ruote posteriori del Gran Carro, e portare su tale prolungamento un tratto eguale a circa cinque volte la distanza che intercede tra le due ruote suddette. Anche Polare, ant. Tramontana. — Stella di S. Caterina: Aldebaran (v.). (V. Guglielmotti, s. Stella).

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