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Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Salva. — Sparo simultaneo di più cannoni dello stesso calibro negli esercizi di tiro o in combattimento, per colpire uno stesso bersaglio. V. Tiro navale. Nelle salve in segno di onore il numero di colpi prescritto è il seguente: SS. Sacramento, LL. MM, LL. AA. RR, sovrani, capi di stato e principi reali esteri, sommo pontefice, cardinali, gran maestro del S. O. M. di Malta: 21; capo del governo: 20; viceré, ministri di stato, grande ammiraglio, ambasciatore: 19; sottosegretarii di stato, governatori di colonia, ammiragli di armata, arcivescovi: 17; prefetti, inviati straordinarii e ministri plenipotenziarii, ammiragli di squadra e di divisione, vescovi: 15; consoli generali, contrammiragli: 13; capitano di vascello comandante di divisione o comandante superiore navale: 11; consoli: 7; vice-consoli, reggenti di consolato: 5. — Salva (sec. XVII): saluto che si faceva con l'artiglieria per onorare i luoghi e le persone grandi, e anche in occasione di vittorie, d'altre feste e di allegrezza. (Pantera). Si solevano sparare prima gli archibugi, poi i moschetti, poi i pezzi minori, indi i maggiori. (V. Pantera 198-199). — Salva funebre: quella eseguita da una nave dalla quale sbarca la salma di un ufficiale, durante il tragitto da bordo a terra (o all'atto della sommersione, se in alto mare). Si compone di tanti colpi quanti ne
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competevano al defunto se questi aveva un'insegna. Per il comandante della nave il numero di colpi è stabilito da apposite norme a seconda del suo grado, e così pure, in misura inferiore, per gli ufficiali non in comando. — Salva di moschetteria: fatta con fucili e moschetti. — Salva reale: quella di 21 colpi, per onorare sovrani. — Salva di rito: salva regolamentare. — V. Saluto con le artiglierie. — Colpo in salva: v. s. Leva (IV). — Tiro di salva; Carica a salva; Sparare una salva; Tirare a salva: con la sola polvere.