Navigazione1. — Atto del navigare; viaggio di mare (Serdonati, ecc.: Crusca). Piccola, grande navigazione.
— Arte del navigare. (Serdonati, ecc.).
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Navigazione aerea: quella fatta con aeromobili (aeroplani, idrovolanti, elicotteri, dirigibili, palloni, ecc.) a scopo commerciale, militare o di diporto.
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Navigazione alturiera o di altura: in mare largo o alto mare, fuori vista delle coste.
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Navigazione di cabotaggio: v.
Cabotaggio. Secondo le norme di classificazione del Registro. Navale Italiano si distingue in:
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Navigazione di gran cabotaggio: quella che, oltre al Mediterraneo, Mar Nero e Mare d'Azof, si estende, uscendo dallo Stretto di Gibilterra, alle coste oceaniche di Spagna, Portogallo, Francia ed Isole britanniche, al Mare del Nord, al Baltico e alle coste occidentali dell'Affrica, sino al Senegal comprese le isole a non più di 300 miglia dalle coste suddette; uscendo dal Canale di Suez, al Mar Rosso, al Golfo Persico e alle coste indiane, sino a Bombay ed isole adiacenti.
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Navigazione di piccolo cabotaggio: quella che si svolge nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar d'Azof. Fuori del Mediterraneo fino a Casablanca e Lisbona in Atlantico e Kosseir in Mar Rosso.
Il significato di Cabotaggio riportato qui alle pp. 115-116, si riferisce alla denominazione Navigazione per il traffico nazionale.
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Navigazione costiera: che si svolge in vista di coste. (Stratico). Secondo le norme di classificazione del Registro Navale Italiano è limitata a non più di venti miglia dalla costa più vicina, nel Mare Mediterraneo.
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Navigazione fluviale: si svolge sui fiumi.
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Navigazione geodetica: denominazione con la quale si può distinguere il metodo comune alla navigazione costiera e stimata, basato su misurazioni eseguite sul geoide, da quello per la navigazione astronomica, che si basa su misurazioni di angoli sottesi dagli astri. (Moderna navigazione piana e costiera di Alessandro Devoto).
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Navigazione intermarittima: quella fra diversi mari.
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Navigazione interna: servizi e movimento dei bastimenti mercantili sui corsi d'acqua. Secondo le norme di classificazione del Registro Navale Italiano: quella che si svolge in laghi, lagune, fiumi e canali. (V. Encicl. It. XXIV 443-446).
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Navigazione lacuale, lacustre: si svolge nei laghi.
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Navigazione lagunare: fatta nelle acque delle lagune.
Il traffico nell'estuario veneto si fa con vaporetti adibiti esclusivamente alla navigazione lagunare, per condurre la quale si richiede una speciale conoscenza pratica del regime delle correnti, dei fondali e dei segnalamenti dell'estuario stesso.
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Navigazione libera: navigazione delle navi non comprese nella navigazione di linea.
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Navigazione di linea: v. Linea di navigazione.
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Navigazione lossodromica: quella basata sulla lossodromia. V.
Rotta lossodromica,
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Navigazione di lungo corso: di alto mare. Secondo le norme di classificazione del Registro Navale Italiano, quella che si può svolgere in qualunque mare e a qualunque distanza dalla costa.
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Navigazione marittima: si svolge sul mare.
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Navigazione piana: costiera.
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Navigazione a propulsione meccanica: fatta con navi aventi macchine motrici a vapore o motori a combustione interna od elettrici.
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Navigazione a propulsione mista: fatta con l'uso delle vele e delle macchine motrici o dei motori a combustione.
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Navigazione di rilascio: dei bastimenti che entrano ed escono dai porti, senza compiere operazioni commerciali di sbarco e imbarco.
Può essere: forzata, per avaria, cattivo tempo o altro impedimento; libera, quando non è determinata dai motivi suddetti.
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Navigazione di scalo: navigazione tra un porto nazionale e un altro, per trasportare solo prodotti o persone imbarcati o da sbarcare all'estero dalle navi stesse che eseguono la navigazione di scalo.
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Navigazione sospetta (disus.): v.
Bordeggiare (Appendice).
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Navigazione sottomarina: quella dei sommergibili in immersione, che fa uso dei motori elettrici.
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Navigazione di superficie: quella dei sommergibili in emersione, che fa uso dei motori termici.
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Navigazione per il traffico nazionale: secondo le norme di classificazione del Registro Navale Italiano si svolge fra porti dello stato.
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Navigazione a vapore: quella che si effettua con navi a propulsione meccanica azionata da motrici alternative o a turbina.
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Navigazione alla vela: quella che utilizza il vento come forza motrice. Con l'adozione delle navi a vapore l'uso della navigazione alla vela cessò ben presto nelle Marine
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militari, salvo che per talune navi-scuola, data la maggiore capacità bellica insita nelle navi a vapore e nonostante la loro assai minore autonomia. Nelle Marine mercantili, con l'adozione suddetta e con quella più recente dei motori a combustione, l'uso della navigazione alla vela è andato gradualmente diminuendo, date le sempre crescenti esigenze in fatto di celerità e regolarità di comunicazioni e approvvigionamenti; oggi è limitata a piccoli bastimenti da pesca, a bastimenti di piccola portata per il traffico costiero, e a pochissimi grandi velieri che attraversano gli oceani trasportando merci non deperibili, bastimenti che in gran parte sono forniti anche di motore ausiliario.
La navigazione alla vela è sempre in uso nelle Marine da diporto.
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Agente di navigazione: raccomandatario.
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Assetto di navigazione: v. s.
Assetto.
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Compagnia di navigazione: v. s.
Compagnia marittima.
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Compenso di navigazione: v. s.
Compenso.
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Fanale di navigazione: v. s.
Fanale.
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Giornale di navigazione: v. s.
Giornale.
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Libretto di navigazione: v. s.
Gente del mare.
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Linea di navigazione: v. s.
Linea.
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Rapporto di navigazione: v. s.
Rapporto.
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Società di navigazione: v. s.
Compagnia marittima.
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Società di navigazione lagunare: v. s.
Lagunare.
Nel Libro Registro in abbreviazione le navigazioni alle quali le navi possono essere adibite sono distinte come segue:
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Navigazione di lungo corso: L.
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» di gran cabotaggioNavigazione: G.
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» di piccolo cabotaggioNavigazione: P.
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» costieraNavigazione: C.
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» costiera all'esteroNavigazione: Ce.
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» specialeNavigazione: S.
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» internaNavigazione: I.
La navigazione (scienza), a seconda dei metodi per determinare la posizione della nave, in dipendenza delle circostanze in cui questa si trova, si distingue in: costiera, astronomica, stimata o piana.
Nella navigazione costiera, che si applica quando la nave è in vista di coste di cui è possibile riconoscere due o più punti segnati sulla carta, l'osservatore riferisce direttamente la sua posizione a detti punti, rilevandoli alla bussola, misurandone gli angoli orizzontali o verticali e calcolandone o misurandone la distanza. La piccola porzione di superficie terrestre, compresa tra la nave e i punti potendo considerarsi piana, la determinazione del punto è ridotta a un problema elementare di geometria piana, che si risolve il più delle volte sulla carta nautica con la parallela e il rapportatore.
Nella navigazione astronomica, che si applica quando la nave è lontana dalle coste e lo stato del cielo e dell'orizzonte consente le osservazioni delle altezze degli astri, il navigante, mediante le osservazioni stesse, determina la posizione del proprio zenit rispetto agli astri, le cui posizioni sulla sfera celeste all'istante cronometrico dell'osservazione vengono dedotte dalle effemeridi.
Nella navigazione stimata, che si applica quando non è possibile osservare né i punti terrestri, né gli astri, la posizione della nave si fa dipendere dall'ultimo punto rilevato, od osservato, mediante la conoscenza del cammino percorso a partire da quel punto fino all'istante considerato, cammino che è dato in direzione dalla bussola, e in lunghezza dal solcometro o dalla velocità della nave. Benché questo cammino sia percorso su di una sfera, le formole che dànno il punto si riferiscono a triangoli piani, per la qual cosa la navigazione stimata si dice anche piana.
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Navigazione ortodromica o per circolo massimo: quella seguita talvolta nei viaggi oceanici allo scopo di percorrere il cammino più breve tra il luogo di partenza e il luogo di arrivo e che corrisponde all'arco di circolo massimo passante per i due luoghi. La differenza di lunghezza tra gli archi di lossodromia e di circolo massimo, trascurabile quando i due luoghi sono vicini o anche lontani, ma presso l'equatore o presso lo stesso meridiano, acquista valori rilevanti per due luoghi distanti che trovansi in latitudini elevate e poco diverse. Così tra Brest e Nuova York è di 160 miglia.
Teoricamente la nave per seguire l'arco di circolo massimo dovrebbe cambiare rotta a ogni istante, di mano in mano cioè
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che cambia l'angolo fatto dall'arco coi meridiani, giacché tale arco non ha la proprietà, che ha invece l'arco di lossodromia, di tagliare tutti i meridiani sotto lo stesso angolo, a meno che l'arco di circolo massimo che si deve seguire non coincida con l'equatore o con un meridiano. Praticamente il cambiamento si eseguisce, in massima, ogni 12 o 24 ore, percorrendo nell'intervallo un arco di lossodromia coincidente, con sufficente approssimazione, col segmento corrispondente dell'arco di circolo massimo.
La navigazione ortodromica non ha metodi speciali per determinare la posizione della nave, ma richiede il calcolo delle successive rotte che si debbono seguire e di altri elementi utili a conoscersi mediante formole, che rientrano in quelle della navigazione piana, non potendosi ricavare le rotte stesse dalle carte di navigazione, che sono fatte in proiezione di Mercatore, poiché in queste l'arco di circolo massimo non è rappresentato da una retta.
Gli archi di circolo massimo sono invece rappresentati da rette sulle carte gnomoniche o ortodromiche, dalle quali si può ricavare la distanza, ma non la rotta tra due luoghi, e che sono utilizzate per la determinazione del punto nave mediante il radio-goniometro.
La scelta della navigazione ortodromica non si fa soltanto in base al percorso più breve, giacché i venti e le correnti, dominanti nelle regioni traversate dalla rotta ortodromica, possono far sì che la navigazione di più breve durata non corrisponda alla distanza minore.
(Trattato di Navigazione del Cattolica. Giusti, 1893).