Stiva

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Stiva. — Spazio interno della nave compreso tra il fondo e il primo ponte a cominciare dal basso. — Ciascuno dei locali in cui è suddiviso, per mezzo di paratie, lo spazio suddetto, e che vengono distinti o da un numero progressivo, o dalla ubicazione (di prora, di poppa, ecc.) o dalla natura dei materiali destinati a contenere. Nelle navi mercantili da trasporto i locali più importanti, dopo quelli dell'apparato motore, sono le stive. I boccaporti delle stive debbono essere sufficentemente ampi e bene situati e in prossimità di essi debbono aversi mezzi d'imbarco e sbarco delle merci abbastanza rapidi e potenti. Le stive delle navi destinate espressamente a trasportare carni fresche, frutta, ecc. hanno un impianto di refrigerazione artificiale. — La quantità stessa della merce stivata. (Zito). Non è in uso. V. Stivaggio. — (Sec. XVI) Peso che si mette in fondo alla nave. Consol. mare: Se alcuni mercanti metteranno nella nave o nel navilio stiva di botte, o vettine vôte per portare ad alcuna parte, se la stiva anderà integra . . . , sia in libertà del padrone della nave o navilio di ricevere quel nolo che gli piacerà. (Tommaseo e Bellini). — (Sec. XVIII) Giusto contrappeso dato a ciascun lato del bastimento, per bilanciare il suo carico in modo che non pesi o non penda più da un lato che dall'altro. (Saverien). — Stiva centrale: sulle antiche navi a vela, quella sotto il boccaporto di maestra. (Zito). Oggi ha un significato più generico, ma poco usato, giacché le varie stive vengono generalmente distinte con un numero progressivo a cominciare da quella di prora. — Stiva a doppio fondo: sulle antiche navi, stiva in mezzania della nave per la zavorra d'acqua. (Corazzini). Oggi ha un significato più generale e cioè: Stiva di una nave munita di doppio fondo, giacché questa struttura si estende generalmente al di là della stiva centrale. — Stiva ferma (ant.): casse di ferro nella nave per l'acqua potabile. (Encicl. It. VI 151). V. Stiva volante. — Stiva delle gomene (ant.): quella in cui si tenevano depositati i cavi. (Corazzini). Il Parrilli ha invece Stiva degli ormeggi. Oggi si chiama Cala del nostromo. — Stiva grande: quella di maggiori dimensioni. — Stiva inferiore: sulle navi fornite di ponte di mezza stiva, lo spazio sottostante al ponte stesso. (Parrilli, 1866). — Stiva di mezzo: centrale. (Laugieri). Poco usato. — Stiva n. 1, n. 2, n. 3, ecc.: sulle navi mercantili da trasporto fornite di varie stive, queste vengono distinte con un numero progressivo a cominciare da quella di prora. — Stiva degli ormeggi (ant.): v. Stiva delle gomene. — Stiva pesci: con fori nella carena, sui motopescherecci, per la conservazione, nei pozzi di stiva, del pesce vivo pescato. V. Vivaio. — Stiva di poppa: quella situata nella parte poppiera della nave. (Parrilli). — Stiva di prua, di prora: quella situata nella parte prodiera della nave. (Parrilli). — Stiva del vino: locale nel quale sono sistemate le botti per la provvista del vino, sia sulle navi mercantili sia su quelle da guerra. (Parrilli).
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Stiva volante (ant.): botti che si mettevano nelle barche per portare l'acqua potabile a bordo della nave. (Encicl. It. VI 151). — V. Guardastiva. — Ali della stiva (ant.): le parti laterali della stiva e il corridoio accanto ai lati. (Zito). — Bagli di stiva: quelli del ponte di mezza stiva. (Laugieri). — Boccaporti delle stive: v. s. Boccaporto. — Capo stiva: v. s. Capo. — Correnti di stiva: rinforzi longitudinali superiori a quelli del ginocchio. (Corazzini, s. Stivatore). Il vocabolo Corrente (v. p. 202) è adoperato anche nelle costruzioni in ferro. — Fondo di stiva: v. s. Fondo. (Stratico). — Gallerie della stiva: i suoi passaggi laterali interni e nei fianchi della nave. — Ombrinale di stiva (nelle antiche navi in legno): v. s. Ombrinale. — Pagliuolo della stiva degli ormeggi (ant.): v. s. Pagliuolo. — Paranco di stiva: v. s. Paranco. — Piano di stiva superiore: quello costituito dal ponte di mezzo stiva. — Piano di stiva inferiore: soprapposto alle sentine. Anche Piano di sentina. — Ponte di mezza stiva: v. s. Ponte. — Profondità della stiva: v. s. Profondità. — Puntale della stiva: v. s. Puntali. — Puntello di stiva: v. s. Puntelli. — Serretta di stiva: v. s. Serretta. — Scala della stiva: per accedere ai locali della stiva. — AGGIUSTARE LA STIVA: stivare. V. s. Aggiustare. — APPOPPARE LA STIVA: caricare la stiva più dalla parte di poppa. — APPRORARE LA STIVA: caricar la stiva più dalla parte di prua. — DÂ A STIVA (genov. disus.): legare un marinaio colpevole di qualche fallo al capo d'un'antenna, e tuffarlo più volte in mare. (Olivieri; Casaccia). Dare la cala. V. Cala. Dare la stiva nel Bosio. (Guglielmotti). — (Sec. XVII) ESSERE IN ISTIVA: di nave il cui carico acconciamente disposto la rende bene stivata. (Crescenzio: Tommaseo e Bellini). — (Sec. XVII) LEVARE DI STIVA: modificare, disturbare l'assetto della nave. Pantera (1614, p. 215): Se la gente starà in piedi, o, come dicono, in bricollo, e andarà caminando, ora in una parte, e ora in un'altra, senza dubbio la levarà di stiva, e le ritardarà il viaggio, anzi la metterà in giolito, cioè la travagliarà, or da una parte, e or dall'altra, e molto più, quando il vento soffiarà alla poppa. — (Sec. XVII) METTERE IN STIVA (una nave): stivarla in maniera da darle un assetto conveniente per la navigazione. (Crescenzio; Falconi; Pantera: Tommaseo e Bellini). — ROMPER LA STIVA: aprirla in qualche punto. — ROVISTARE LA STIVA (ant.): lavoro fatto alcune volte dai ladroni di mare, alcune volte dagli ufficiali di dogana in cerca di contrabbando. (Laugieri). — SISTEMARE LA STIVA: stivare convenientemente il carico. — (Sec. XVII) TROVAR LA STIVA (DELLA GALEA): trovare la giusta disposizione del carico, che metta la nave in buone condizioni di navigabilità. (Crescenzio, 1602). Pantera (78): ... la maggior difficoltà, che habbiano i comiti, è il trovar la vera stiva, e molti comiti, che per altro sono stati sufficientissimi, per non saperla trovare sono stati vergognosamente cassati, e licentiati. (Stiva dal sec. XIV [Balducci Pegolotti]: da stivare. Non dallo spagn. estiva, estiba, portogh. estiva [Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8263], data l'antichità di stiva e stivare in italiano, dal quale passò probabilmente a quelle due lingue, e al francese: estive, da 1611: Dict. général).