Tiro

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Tiro: — Tiro all'acqua: quello che colpisce sotto la linea d'acqua, nell'opera viva. (Corazzini). Non è in uso. — Tiro di affermazione (disus.): tiro di cannone a palla fatto per indicare che la bandiera tenuta alzata è veramente quella della nazione a cui appartiene la nave. (Fincati). Anche Tiro di confermazione. (Fincati). Stratico, Parrilli: Tiro di assicurazione. Usanza non più in vigore. V. Assicurare la bandiera. — Tiro ad affondare: quello per cui il proietto va a colpire nel bagnasciuga o al disotto di esso. (Parrilli). — Tiro d'allarme: uno o più colpi di cannone in salva per segnale di allarme. — Tiro antiaereo o contro aerei: forma speciale di tiro impiegando cannoni controaerei
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di piccolo e medio calibro, che possono avere le massime elevazioni e grande celerità di caricamento, forniti di proietti scoppianti a tempo e muniti di tracciatori. Contro gli aeromobili a quote meno alte si usano anche mitragliatrici di grande calibro con proietti muniti di spolette ultrasensibili che li fanno scoppiare al minimo urto. I varii metodi di tiro controaerei sono basati sulla risoluzione dei due problemi principali per la determinazione del punto futuro (v. in Appendice) e consistenti nel: prevedere la distanza alla quale si troverà il bersaglio al momento dello scoppio, per potere conseguentemente graduare la spoletta a tempo; prevedere le variazioni angolari (laterale ed in situ) che si verificheranno nella durata del tragitto per poter graduare alzo e cursore e far partire i colpi nella giusta direzione. La risoluzione di tali problemi presentano speciali difficoltà dovute alla grande mobilità degli aeromobili nello spazio a tre dimensioni, alla loro elevata velocità e alle rapide variazioni di questa. Per il tiro controaerei vi sono apposite centrali di tiro. — Tiro antisilurante: impiegato dalle piccole e medie artiglierie delle navi per respingere di giorno e di notte attacchi di siluranti. Sulle unità maggiori i cannoni sono raggruppati in 4 settori, ed il fuoco di ciascuno di questi è diretto dal rispettivo direttore del tiro. Deve essere eseguito con grande celerità per utilizzare al massimo il tempo che si ha a disposizione per respingere un attacco di unità molto veloci a distanze possibilmente superiori a quelle di lancio e per compensare la scarsa probabilità di colpire bersagli relativamente piccoli e dotati di grande capacità evolutiva. — Tiro in arco (ant.): eseguito col cannone elevato sopra l'orizzontale e con la bocca all'insù, sicché la palla descriva un arco. (Stratico). — Tiro di assicurazione (ant.): v. Tiro di affermazione. — Tiro a balzi: eseguito in modo che la palla, balzando dall'acqua o dalla terra, vada a colpire un punto più alto. (Stratico). Non è in uso. E la spiegazione va intesa probabilmente nel senso che non si tratta di una deliberata forma di tiro, ma di un rimbalzo accidentale del proietto che può portarlo anche a colpire il bersaglio. V. Tiro di rimbalzo. — Tiro battente: quello dei cannoni destinati a colpire il bersaglio; in contrapposto a Tiro illuminante. V. s. Obice. — Tiro al bersaglio: quello che si adopera per esercitare i cannonieri alla punteria. (Parrilli). Non è in uso. Si dice Tiro d'esercizio, o, più frequentemente, Esercitazione di tiro. Però l'espressione si usa quando segue altra specificazione: Tiro contro bersaglio rimorchiato; contro bersaglio alla deriva; contro bersaglio radiocomandato, ecc. — Tiro in bianco: eseguito da uno o più cannoni con una carica speciale di polvere, detta a salva o in salva, senza proietto. I tiri in bianco si fanno: per il saluto con le artiglierie; per segnali di esecuzione, di pericolo, di allarme; per la ritirata, ecc. (Fincati, ecc.). Anche Tiro a salva o in salva. — Tiro a bordo: v. s. Tiro a terra. — Tiro in caccia: eseguito con cannoni puntati a proravia del traverso contro nave a cui si dà caccia, o alla quale si cerca di avvicinarsi. (Fincati). — Tiro di cannone all'acqua (ant.): colpo ricevuto dalla nave nel combattimento, sotto la sua linea d'acqua. (Stratico). — Tiro di cannone nel legno (ant.): colpo che arriva nella parte della nave che è sopra acqua. (Stratico). — Tiro di cannone a livello (ant.): quello che si fa col cannone messo ad angolo retto con la linea verticale. (Stratico). Oggi si direbbe Tiro con cannone orizzontale o con angolo zero di elevazione. — Tiro di cannone di partenza: colpo in salva per avvertire il personale di bordo che trovasi a terra di fare immediato ritorno sulla nave per partire (Stratico). Anche Segnale di partenza. — Tiri di collaudo: v. s. Tiro di prova. — Tiri collegati: v. s. Tiri ridotti. — Tiro di confermazione (disus.): v. Tiro di affermazione. — Tiro contro costa: eseguito eventualmente da bordo contro bersagli costieri. Quando il bersaglio è scoperto si fa punteria diretta su di esso. Quando invece è nascosto da ostacoli, si ricorre alla punteria indiretta, stabilendo cioè sull'ostacolo stesso un punto
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di riferimento detto Falso scopo e calcolando in precedenza l'alzo fittizio da dare ai cannoni, regolato cioè su tale punto di riferimento. Questa seconda forma si chiama Tiro indiretto. — Tiro contro manica: v. s. Manica. (I). — Tiro contro navi: tiro navale propriamente detto. — Tiro contro sagoma rimorchiata: v. s. Manica. — Tiro contro sommergibili: quello contro sommergibili in emersione. È analogo a quello antisilurante. Contro sommergibili in immersione, aventi fuori la sola torretta o il periscopio, la probabilità di colpire è quasi nulla, e si ricorre a proietti speciali, destinati a scoppiare sott'acqua, coi quali si può danneggiare lo scafo per concussione. V. Lanciabombe/Lanciabonbe/. — Tiro curvo: quello con traiettoria molto curva per colpire bersagli orizzontali o bersagli nascosti da ostacoli. È il tiro caratteristico degli obici e dei mortai. Può eventualmente essere eseguito anche da bordo con cannoni navali contro bersagli costieri quando l'angolo di sito è superiore ai limiti del tiro teso. V. Tiro contro costa. — Tiro in depressione: v. Tiro sotto l'orizzonte. — Tiro di diana (ant.): v. s. Diana. (Stratico). Fincati: Tiro della diana. — Tiro a disalberare (ant.): quello per mezzo del quale il proietto va a percuotere negli alberi o nei pennoni del vascello nemico. (Parrilli). — Tiri d'esercizio: esercitazioni di tiro fatte generalmente secondo un ciclo annuale prestabilito per graduale addestramento dei puntatori, della direzione del tiro e degli addetti ai servizi del tiro, da nave o gruppo di navi in moto contro bersaglio in moto, a varie velocità e simulando, per quanto possibile, le condizioni di combattimento. — Tiro di fiancata: quando si fa fuoco contemporaneamente con i cannoni di una batteria. (Guglielmotti). Non è in uso. Oggi si direbbe Tiro di batteria o Bordata nel significato di « Tirare contemporaneamente contro lo stesso bersaglio con tutti i cannoni di uno stesso calibro che si possono puntare contro di esso da uno dei fianchi della nave ». — Tiro di tutta la fiancata: quando si spara contemporaneamente con tutti i cannoni di un fianco. (Guglielmotti). Non è in uso. Forse risale al tempo in cui su ogni fianco della nave vi erano fino a tre batterie di cannoni. — Tiro dei due fianchi: quando si spara coi cannoni di ambedue i fianchi. (Guglielmotti). — Tiro ficcante (disus.): quando si batte il nemico ad una distanza alquanto minore della gittata propria del cannone. (Parrilli). — Tiro di ficco (disus.): quello nel quale il proietto va a ferire direttamente il bersaglio senza punto rimbalzare. (Parrilli). — Tiro di ficco (sec. XVII): il tirare con l'artiglieria dall'alto al basso. (Pantera). — Tiro di fucile in salva per la bandiera: fatto dalle sentinelle ai barcarizzi all'alza e all'ammaina bandiera. (Parrilli). — Tiro illuminante: v. s. Obice, Proiettile illuminante. — Tiro indiretto: v. s. Tiro contro costa. — Tiro d'infilata: v. s. Infilare. — Tiro d'intimazione: v. s. Intimazione. — Tiro nel legno: contro lo scafo. Non è in uso. Sembra un gallicismo: Tir en plein bois. (Parrilli). — Tiro di lancio: tiro teso. — Tiro di leva: v. s. Leva (IV). — Tiro di levada (ant.): tiro di partenza. (Stratico, Appendice). — Tiro a livello (sec. XVII): quello che si fa con l'artiglieria aggiustata all'angolo retto della squadra. (Pantera). — Tiro notturno: quello eseguito durante la notte. Per poter effettuare la punteria sul bersaglio si fa uso di proiettili illuminanti o, in taluni casi, di proiettori. V. Proiettile illuminante. — Tiro navale (propriamente detto): quello eseguito dalle artiglierie di bordo contro bersagli galleggianti, usando cariche di lancio che imprimono al proietto (palla o granata) un'alta velocità iniziale. Il tiro navale si svolge in condizioni di notevolissime difficoltà: le piattaforme delle armi che sparano sono sottoposte a complessi movimenti di oscillazione e di traslazione; il bersaglio si muove generalmente con velocità elevata; la distanza di tiro è in massima fortissima e varia rapidamente; l'osservazione degli scarti in gettata molto difficile, perché eseguita in condizioni normalmente sfavorevoli e perché l'uniformità dello specchio d'acqua non offre
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punti di riferimento; il bersaglio è di dimensioni piccole in relazione alla distanza di tiro, ed è di natura tale che si deve colpirlo direttamente, senza di che l'efficacia del tiro sarebbe praticamente nulla. L'istituzione delle centrali di tiro fatta sulle moderne unità e l'organizzazione della direzione del tiro basata sull'impiego di strumenti e apparecchi di alta precisione, ha appunto lo scopo di risolvere nel miglior modo possibile le difficoltà inerenti al tiro navale. — Tiro obbliquo (ant.): quello di un cannone che non è puntato perpendicolarmente alla soglia della sua cannoniera. (Parrilli). — Tiro nell'opera morta: per colpire l'opera morta. (Guglielmotti). — Tiro nell'opera viva: fatto quando si mira a colpire il corpo di un bastimento sotto la linea di galleggiamento. (Stratico). — Tiro orizzontale: quello che parte da una bocca da fuoco, il cui asse sia orizzontale. (Parrilli). — Tiro a palla: usando come proietto la palla. (Parrilli). — Tiro a palla rovente (ant.): quello che si adopera nelle batterie da costa contro le navi. (Parrilli). — Tiro di partenza: v. s. Partenza. — Tiro ai passavanti (ant.): diretto contro la nave nemica tra il parasartie di maestra e quello di trinchetto. (Parrilli). — Tiro piano (disus.): quello eseguito col cannone tenuto orizzontalmente e normale alla chiglia, a parallelo cioè al piano trasversale. (Fincati). — Tiro a polvere (disus.): tiro in bianco o a salva. (Parrilli). Stratico: Tiro con polvere. — Tiro prolungato: fino alla distruzione. (Corazzini). Non esiste un tipo di « tiro prolungato ». Prolungato ha qui significato generale. — Tiro di prova (ant.): fatto per esperimentare i cannoni non adoperati prima. (Stratico). Oggi si chiamano Tiri di collaudo, sia del cannone, sia della sua sistemazione. — Tiro di punto in bianco: distanza a cui può arrivare il colpo di cannone per linea retta orizzontale e cioè senza alcuna elevazione. (Stratico). — Tiro radente: quando i punti della traiettoria, o di un tratto di questo, hanno piccola altezza rispetto al terreno sottostante. Usato talvolta nel senso di tiro teso. — Tiro rapido: espressione generica usata talvolta per indicare il tiro che può essere eseguito coi cannoni a caricamento rapido, e cioè con quelli le cui cariche sono contenute in un recipiente metallico, detto Bossolo. — Tiri di regime: v. s. Regime (II). — Tiri ridotti: quelli che si eseguono con una canna di acciaio del calibro di 25 mm. montata provvisoriamente ed esattamente centrata dentro l'anima dei cannoni (di piccolo e medio calibro) e caricata con piccoli proietti dello stesso calibro, mentre la punteria si esegue con gli appositi organi del cannone propriamente detto. Si eseguono per l'addestramento iniziale dei puntatori e degli addetti ai servizi del tiro. Per taluni cannoni di grosso calibro si usano dei congegni di tiro ridotto, costituiti da un cannone da 76 mm. sistemato sul cielo della torre e collegato per i movimenti in elevazione, mediante trasmissioni articolate, agli organi del cannone principale. I tiri ridotti fatti con questi congegni si chiamano Tiri collegati. — Tiro a, di rimbalzo: quando il proietto colpisce la superficie del mare con un angolo molto acuto e rimbalza andando a colpire il bersaglio. (Parrilli). Non è in uso. Si chiama Colpo di rimbalzo o semplicemente Rimbalzo. — Tiro della ritirata: v. s. Ritirata. — Tiro di ritirata (disus.): tiro della ritirata. (Stratico; Fincati). — Tiro in ritirata: v. s. Ritirata. — Tiro a ronzi: dato dal Guglielmotti, ma sconosciuto. — Tiro a, in salva: in bianco. — Tiro allo, sullo scafo: quello per colpire lo scafo nell'opera morta. — Tiro sotto l'orizzonte: fatto con cannone inclinato al di sotto del piano orizzontale. (Stratico). Oggi: Tiro in depressione. Si fa per collaudo delle sistemazioni delle artiglierie, ed eventualmente contro un bersaglio molto ravvicinato. — Tiro a terra: quello eseguito con armi situate o sbarcate a terra; in contrapposto a Tiro a bordo. — Tiro teso: quello eseguito con cariche di lancio tali da imprimere al proietto una forte velocità iniziale e con piccoli angoli di
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proiezione (in massima non superiori a 10°). La traiettoria seguita dal proietto è tanto più tesa quanto minori sodo le altezze dei suoi punti rispetto alla linea di sito. È il tiro caratteristico fatto da bordo contro bersaglio navale. Anche Tiro di lancio. Il termine contrapposto è Tiro curvo. — Tiro di volata (ant.): quello di una bocca da fuoco, per mezzo del quale il proietto viene lanciato alla maggior distanza cui giunger possa. (Parrilli). Pantera (1614): Tiro di volata si fa quando si tira con l'artigliaria ad alto senza aggiustarla a segno alcuno. Ora si dice Tiro a massima elevazione. — Tiro a tutta volata (ant.): a gittata intera. (Stratico). Si dice Tiro a massima elevazione per colpire un bersaglio situato a molta distanza, al limite della gittata del cannone impiegato. — Tiro per venire a parlamento (ant.): per chiamare una nave a parlamento. (Stratico). — Tiro nel vivo: nell'opera viva. (Guglielmotti). Non è in uso. — Angolo di tiro: quello formato dalla linea di tiro con l'orizzonte del pezzo. È eguale alla somma dell'angolo di elevazione e dell'angolo di sito. Quando il bersaglio si trova sull'orizzonte del pezzo, l'angolo di sito è zero e l'angolo di tiro risulta eguale all'angolo di elevazione. Per le denominazioni degli altri angoli che interessano le artiglierie navali vedi qui appresso. — Angolo di proiezione: quello formato dalla linea di proiezione con l'orizzonte. — Angolo di elevazione: quello formato dalla linea di tiro con la linea di sito. — Angolo di sito: quello formato dalla linea di sito con l'orizzonte. — Angolo di caduta: quello formato dalla tangente alla traiettoria nel punto in cui il proietto attraversa il piano orizzontale passante per il cannone (detto Punto di caduta). — Campo di tiro (di un cannone): specchio di mare compreso nel suo settore di tiro. — Centrale di tiro: organo della direzione del tiro per la risoluzione dei problemi cinematici, balistici e di punteria, relativi alla esecuzione del tiro di varii cannoni dello stesso calibro. È costituita da un complesso di apparecchi e strumenti di alta precisione, al cui funzionamento sono destinati militari della categoria Servizio direzione tiro. Alla centrale di tiro, che sulle navi maggiori è situata in locale protetto al di sotto del ponte corazzato, affluiscono automaticamente, mediante trasmettitori e relativi ricevitori elettrici, i dati osservati da altri organi, per mezzo di speciali apparecchi calcolatori. Nella centrale si deducono con continuità l'alzo e il cursore da usare per il tiro, e si trasmettono i dati stessi o all'apparecchio di punteria generale o ai cannoni, a seconda che si esegua la punteria centrale o la punteria diretta. Tali dati passano automaticamente anche per un organo intermedio, detto Mobiletto, posto nella immediata vicinanza del direttore del tiro e che permette a questi, in caso di bisogno, di dirigere il tiro fornendo direttamente ai cannoni l'alzo e il cursore, senza farli ricavare dalla centrale. I dati osservati che affluiscono alla centrale sono: la distanza del bersaglio, fornita dai telemetri; il suo rilevamento polare, detto Brandeggio, fornito dall'A. P. G. (v. s. Punteria); la sua rotta, fornita dall'inclinometro; la velocità propria, fornita dal solcometro; le componenti del vento secondo la direzione del piano di tiro e secondo la direzione ad essa perpendicolare, fornita dall'anemometro e da un apparecchio detto Scompositore del vento; le correzioni iniziali per la temperatura dell'aria e dell'esplosivo e per la pressione barometrica e le correzioni degli scarti, detti Controscarti, date dal direttore del tiro. Sulle unità maggiori (corazzate e incrociatori) vi sono una Centrale principale per il tiro col calibro principale, delle centrali per il tiro antisilurante e delle centrali ridotte per riserva alla sistemazione principale; vi è inoltre la centrale per il tiro controaerei, che però differisce da quella sopra accennata, date le diverse condizioni del tiro controaerei. — Centrale di tiro (Stazione): locale nel quale è sistemata la centrale di tiro. — Direttore del tiro: v. s. Direttore. — 1° Direttore del tiro: v. s. Ufficiale alle artiglierie. — Linea di tiro: v. s. Linea. — Piano di tiro: v. s. Piano (II). — Settore di tiro (di un cannone): settore circolare dell'orizzonte avente il vertice sull'asse
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verticale intorno al quale ruota il cannone nei movimenti di brandeggio e per lati le direzioni estreme in cui esso può essere brandeggiato e sparare senza danneggiare le strutture della nave. Nella moderna disposizione sull'asse longitudinale della nave ogni cannone può essere utilizzato al massimo, avendo ciascuno due settori di tiro, l'uno a dritta e l'altro a sinistra della nave stessa; ciò che non può realizzarsi con la disposizione sui due fianchi. — Settore di massima offesa (della nave): ciascuno dei due settori circolari dell'orizzonte, rispettivamente a dritta e a sinistra della nave, nel quale si compenetrano i settori di tiro di tutti i cannoni (generalmente del calibro principale) che possono sparare da quel lato. Durante il combattimento si cerca quindi di rilevare il nemico nel proprio settore di massima offesa. L'ampiezza dei settori di tiro, e di quelli di massima offesa viene espressa in gradi e riferita generalmente ai rilevamenti polari dei lati di ciascun settore rispetto al traverso della nave. — Settore per il tiro antisilurante: ciascuno dei 4 quadranti nei quali vengono raggruppati i cannoni di piccolo e medio calibro sulle unità maggiori (incrociatori, navi da battaglia) per eseguire il tiro contro le siluranti. Sono numerati progressivamente da 1 a 4 a cominciare da prora a dritta e passando per il lato di dritta della nave; a ciascun settore è preposto un direttore del tiro, con la relativa stazione ed organi per la direzione del tiro. — Tavola di tiro: v. s. Tavola.