Brezza (con zz dolce). — I naviganti dànno questo nome a tutti i venti variabili che spirano in prossimità delle coste, se sono maneggevoli, ossia permettono l'uso della intera velatura e l'esecuzione di qualsiasi manovra. Le brezze periodiche, causate dalla differenza di temperatura tra il mare e la terra, si designano con le due locuzioni seguenti:
—
Brezza di mare o del largo: quella che durante il giorno spira dal mare aperto verso la terra. Dicesi comunemente Imbatto, sic. Mmàttiti, Brìciu.
—
Brezza di terra: quella che durante la notte soffia dalla terra verso il mare.
—
Brezza tesa: d'intensità costante, ma tale da costringere il navigante a togliere le vele alte. (V. anche Encicl. It. VII 840; Jal. s. Brise). V.
Èxia (genov.).
(Franc. brise; ingl. breeze « brezzolina »; genov. brixa; sicil.
briciu [v.], ecc. In alcune parti di Toscana usa bréscia « soffio di vento un po' fresco »; la brezza ha più del freddo pungente [Fanfani]: cfr. Wartburg, Franz. etym. W. I 531, 377; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 794; Zaccaria, Elemento iber. 69, 447. Devono essere voci imitative. Cfr.
Breva [alto milan.]).