Sorgitore. — Ancoraggio. (Corsini; Pantera, ecc.). Anche Surgitore. Vespucci: Surgidore; Giovanni da Empoli, sec. XVI: Surgitoio. Lo Zaccaria (Elemento iber. 373) riporta Sorgidor dal Ramusio (I 376), Sorgitor, Surgitore dall'Ulloa, e Surgidero dal Vespucci (questo dallo spagn. Surgidero).
I due troncamenti devono dipendere dal contesto. In un Viaggio d'un comito venetiano, presso il Ramusio, cativo Sorzador.
(Jal).
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— (Ant.)
STARE A SORGITORE: stare ancorata in porto. Tavola amalf.: Stando lo navilio a sorgitore, non può lo marinaro partire da nave senza licenzia del patrone. (Tommaseo e Bellini).
— Oudin (1663): Surgitorio, Sorgitorio, Sorgitore: ancoraggio.
Questi termini sono tradotti dall'Oudin anche col franc. montée, promontoire (salita: promontorio).
— Sorgitore: ancoraggio in rada, o in generale, luogo dove la nave sta ancorata od ormeggiata a ruota.
Quando la nave sta a sorgitore è pronta a partire in tempo più breve di quando sta ormeggiata in porto a moli, banchine, calate, ecc.
—
Sorgitore di buona tenuta: luogo dove il fondo offre buona presa alle àncore. (Parrilli).
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Sorgitore di cattiva tenuta: luogo dove il fondo non offre buona presa alle àncore. (Parrilli).
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Buon sorgitore: luogo dove le navi stanno sicure. (Stratico).
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Cattivo sorgitore: fondo pieno di rocce, che tagliano o logorano le gómene, e dal quale non si può levare l'àncora senza molta fatica. (Stratico).
(Dal portogh. surgidoyro « ancoraggio »).