Tonneggio

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Tonneggio. — Cavo capace, se tirato, di far spostare la nave verso il luogo dov'è fissata l'altra estremità dello stesso cavo. — (Ant.) In particolare: Unione di più gherlini, per i loro capi, e attaccati a una àncora detta di tonneggio. (Stratico). — L'azione di tirare e far muovere una nave a forza di braccia per mezzo di un cavo, detto pure Tonneggio. (D'Alberti, 1805). — (Disus.) « Lunghezza della gómena che una nave ha difuori o che esiste tra l'àncora e la nave medesima, quando è ancorata ». (Piquè). V. Alzana; Andrivello; Gherlino; Guardatonneggi; Gegomo. — Tonneggio ad alzaia: legando il cavo ad alzaia. — Àncora di tonneggio: v. s. Àncora (p. 31). (Stratico). — Boa da tonneggio: ciascuna di quelle ancorate in prossimità delle banchine, moli, nelle zone destinate ai giri di bussola, ecc. per legarvi i cavi di tonneggio. Differiscono dalle boe da ormeggio per il minor numero di àncore con cui sono assicurate o per il minor peso di queste. Una nave può all'occorrenza tonneggiarsi anche su boe da ormeggio. V. Giro di bussola. — Bocca di tonneggio: bocca di grancio. — Bótte di tonneggio: àncora, afferrata al fondo, come punto fisso per il tiro del tonneggio. (Zito). Non è in uso. — Canapo da gómena di tonneggio: gherlino di tonneggio. (Guglielmotti). Non è in uso. — Cavo da tonneggio (v.). Anche Tonneggio. — Gómena di gran tonneggio (disus.): «rappresenta una lunghezza o un tonneggio possibile di 2 volte, 3 volte 120 braccia ». (Piquè). — Gómena con poco tonneggio (disus.): « non rappresenta che una lunghezza possibile di 120 braccia ». (Piquè). — Navigazione a tonneggio: quella eseguita spostandosi da un punto all'altro mediante tonneggio. — ALLUNGARE IL TONNEGGIO: «legare più canapi insieme, perché venga più lungo il tiro e il cammino». (Guglielmotti). — AVERE 500 O PIÙ METRI DI TONNEGGIO: « aver canapi allungati sino a tanti metri pel tiro ». (Guglielmotti). — ESSERE A PICCO SUL TONNEGGIO (disus.): « avere ricuperato a bordo tutta la lunghezza dei canapi, tanto che i marinari si trovino sulla verticale dove l'àncora è affondata, e dove galleggia il gavitello rotondo ». (Guglielmotti).