Conca2 (di navigazione). — Manufatto costruito lungo i canali o i fiumi navigabili per dar modo ai natanti di superare gli eventuali dislivelli esistenti fra due tronchi contigui di una idrovia. Consiste essenzialmente in una vasca (Camera, Bacino, Cratere) col fondo (Platea) a quota eguale o leggermente inferiore a quella dell'alveo a valle e delimitata ai lati da due pareti in muratura (Muri di fiancata) e alle testate da due altre pareti di legno o metalliche, dette Portine quelle a monte e Portoni quelle a valle, rese opportunamente mobili per il passaggio dei natanti. Quando un natante deve, ad esempio, scendere dal tronco a monte a quello a valle, dopo avere eseguito il riempimento della conca a mezzo di acquedotti aprendone le valvole a monte, o, nelle costruzioni più antiche, aprendo valvole situate nelle porte, vengono aperte le portine quando il livello interno sia eguale o poco inferiore al livello esterno a monte, perché il natante possa entrare nel bacino. Chiuse quindi le portine e scaricata l'acqua della conca fino a eguagliarne il livello interno a quello del tronco a valle, vengono aperti i portoni, così che il natante può transitare liberamente nel tronco inferiore.
Le dimensioni delle conche variano con quelle dei natanti massimi che passano per l'idrovia. Nel campo marittimo le maggiori conche sono quelle di Gatun sul canale di Panama: delle dimensioni di m. 305 X 33,50 X 12,20. In Italia vi sono notevoli conche per idrovie interne, per natanti da 300 tonnellate, come ad esempio quelle di Noventa Padovana (idrovia Padova-Venezia), e per convogli di natanti da 600 tonnellate, come ad esempio quelle di Cavanella d'Adige, a destra e a sinistra del fiume (idrovia Venezia-Po).
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Conche accollate o
Conche in parallelo: costituite da due conche adiacenti con un muro di fiancata comune, cosicché per natanti diretti in uno stesso senso viene raddoppiata la potenzialità di traffico dell'idrovia; per natanti diretti in senso opposto si ha un'economia nel consumo d'acqua di 0,50 del totale, utilizzando per il riempimento di una conca l'acqua scaricata dall'altra.
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Conche con bacini di risparmio: quelle che consentono di diminuire il consumo di acqua della concata, raccogliendone parte in bacini disposti a lato della conca e riprendendola per la successiva manovra.
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Conca fluviale (di navigazione): quella affiancata agli sbarramenti impiegati nella canalizzazione dei fiumi e usata quando il corso d'acqua non consente l'utilizzazione del passo navigabile.
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Conche d'incrocio e di scambio: variamente conformate con piante poligonali e più ordini di porte per collegare tre tronchi di idrovia a quote diverse e consentire l'incrocio di due canali o il regresso dei natanti e la loro rotazione.
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Conca portuale (di navigazione): quella usata nei porti aperti su mari a grande sviluppo di marea per mantenere costante il livello liquido dei bacini interni e consentire insieme che vi accedano i natanti, qualunque sia lo stadio della marea.
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Conche in serie o
Scala di conche: quelle costituite da una successione di conche, che supera così un dislivello troppo elevato per una conca unica (praticamente più di 10 metri). Le conche possono essere collegate l'una all'altra per modo che le portine dell'una costituiscono i portoni della conca a monte; o, meglio, si può interporre fra conca e conca un breve tratto di canale a vantaggio dell'esercizio per gl'incroci e la conservazione del fondale.