Rotta2. — Direzione del percorso della nave, indicata per mezzo del rombo corrispondente. Si dice, ad esempio: Rotta (per o sul rombo) 135°, o SE, Assegnare, Avere, Dare, Seguire la rotta (per o sul rombo) 135°, o SE; Fare, Mettere in rotta per (il rombo) 135°, o SE, sottintendendo le espressioni tra parentesi. In questo senso anticamente si usava anche Rombo. V.
Corsa,
Direzione di via.
Seguito dall'indicazione del punto di arrivo, invece che da quella del rombo, significa esattamente che la nave ha la prua diretta verso quella località, ma le espressioni: In rotta per Genova, per Gibilterra, ecc. si usano talvolta per significare soltanto che la nave è in navigazione per quel porto, stretto, ecc., pur seguendo le rotte varie che la conformazione delle coste ed altre esigenze impongono.
— Il percorso stesso della nave in estensione e in direzione.
—
Rotta alla bussola: direzione della prua della nave, quale risulta dal rombo che si legge sulla rosa della bussola in corrispondenza della linea di fede, direzione cioè, che è affetta dalla deviazione e dalla declinazione. Nella conversione della rotta si ricava dalla rotta magnetica. V.
Rombo di bussola.
—
Rotta di collisione: quella che conduce al più rapido avvicinamento con altra nave che faccia una rotta convergente con la propria, e che, se fosse mantenuta, porterebbe alla collisione.
Quando due navi seguono la rotta di collisione i loro rilevamenti reciproci si mantengono costanti. La nave che, secondo le norme per evitare gli abbordi, è tenuta a manovrare, deve quindi verificare frequentemente che la suddetta condizione non si verifichi.
La rotta di collisione viene seguita per un certo tratto dalle siluranti in talune manovre di attacco per il lancio dei siluri.
Nel lancio del siluro la rotta che viene assegnata è quella di collisione affinché possa incontrare la nave bersaglio nel più breve tempo.
—
Rotta composta: quella costituita da varii tratti inclinati tra loro, quando, a causa del vento, non si può seguire una rotta unica. (Laugieri). Non si usa.
—
Rotta corretta: quella effettivamente seguita in precedenza dal bastimento, determinata con precisione dopo un tratto di navigazione stimata, facendo il punto con osservazioni astronomiche o con rilevamenti di punti a terra. (Laugieri).
—
Rotta falsa: il cambiare la rotta ordinaria della nave per poco tempo, dirigendosi
795
verso un altro punto, diverso da quello che giuda al luogo dove si vuol arrivare per ingannare il nemico nelle proprie intenzioni e possibilmente portarsi fuori vista. (V. Stratico).
—
Rotta lossodromica: v. s.
Lossodròmico.
—
Rotta libera: v. s.
Rombo libero.
—
Rotta magnetica: quella che si deduce dalla rotta alla bussola correggendola della deviazione. Nella conversione della rotta si ricava dalla rotta vera.
—
Rotta obliqua: v. s.
Obliquo.
—
Rotta seguita: v. s.
Rombo navigato.
—
Rotte di sicurezza: in tempo di guerra, nelle acque antistanti alle basi navali o ad altri porti di speciale importanza, rotte esattamente stabilite per il passaggio delle navi amiche attraverso la zona munita di sbarramenti di torpedini. Su tali rotte si esercita un'intensa sorveglianza e si effettua continuamente il dragaggio, per sventare le insidie dei posamine nemici.
—
Rotta di stima: cammino della nave dedotto dalle osservazioni della velocità misurata col solcometro, dalla deriva e dalle diverse direzioni secondo le quali spirò il vento. (Stratico). Rotta stimata. (Corazzini). Non è in uso.
—
Rotta vera: quella che si deduce dalla rotta magnetica correggendola della declinazione. (Laugieri).
—
Angolo di rotta: v. s.
Angolo.
—
Bussola di rotta: v. s.
Bussola. (Stratico).
—
Casotto di rotta: v. s.
Casotto,
Cameretta.
—
Compasso di rotta: bussola di rotta. Franc. Compas de route. (Corazzini). Non in uso. Lo Stratico (II 55) traduce Compas de route o Compas de mer con Bussola di mare.
—
Conversione delle rotte: v. s.
Conversione.
—
Linea della rotta: v. s.
Linea.
—
Radiofaro di rotta: v. s.
Radiofaro.
—
Servizio di rotta: denominazione comunemente usata per indicare il Servizio tecnico di condotta della nave con speciale riguardo alle varie operazioni relative alla condotta stessa (osservazioni astronomiche, calcoli nautici, impiego di istrumenti, correzione delle carte nautiche, regolazione delle bussole, tenuta dei cronometri ecc.).
—
Tracciatore di rotta (v.). V. anche s.
Nausismografo.
—
Ufficiale di rotta: sulle navi della R. Marina, titolo che compete all'ufficiale del Corpo dello Stato maggiore generale, capo del Servizio tecnico costituito dalla condotta della nave, dalla segreteria comando e dalle comunicazioni e segnali. È responsabile verso il comandante dell'esatta osservanza delle disposizioni riguardanti la navigazione e ne sorveglia l'andamento per delegazione del comandante, cura la tenuta del giornale di chiesuola ed ha in consegna il materiale costituente la dotazione nautica, meteorologica ed idrografica della nave. V. s.
Pilota.
—
ASSUMERE LA ROTTA: v. s.
Pigliare.
—
CAMBIARE LA ROTTA: v. s.
Cambiare.
—
CONVERTIRE LE ROTTE (v.).
—
CORREGGERE UNA ROTTA: v. s.
Correggere.
—
DARE LA ROTTA: assegnare la rotta.
—
DEVIARE (dalla rotta): cambiare rotta per raggiungere altro obbiettivo; ovvero per raggiungere l'obbiettivo primitivo, ma con altro percorso. Una nave, dovendo lottare contro le forti resistenze del vento e del mare, può trovarsi obbligata a deviare dalla rotta.
—
FAR ROTTA: v. s.
Fare. (Stratico).
—
FARE ROTTA FALSA: cambiare la rotta com'è detto s.
Rotta falsa. (Stratico).
—
INCROCIARE LA ROTTA A UN BASTIMENTO: v. s.
Incrociare.
—
INVERTIRE LA ROTTA (v.).
—
MANTENERSI IN ROTTA: non derivare, né perdere della propria rotta. Stratico: Sostenersi.
—
METTERE IN ROTTA: v. s.
Mettere,
Pigliare. (Stratico).
—
PORTARE IN ROTTA: mettere in rotta. (Stratico).
—
PRENDERE LA ROTTA: v. s.
Pigliare.
—
RADUNARE LE ROTTE (v.).
—
RIMETTERE IN ROTTA: v. s.
Mettere.
—
TAGLIARE LA ROTTA: v. s.
Tagliare.
—
TRACCIARE LA ROTTA: segnare sulla carta nautica il cammino da seguirsi dalla nave.
—
Lascia ritornare il bastimento in rotta! (ant.): comando al timoniere di rimettere in rotta, dopo avergli fatto seguire, per una causa qualsiasi, una rotta diversa. (Stratico). Oggi si dice Torna in rotta !
—
Metti la prua in rotta! (ant.): comando al timoniere perché governi al rombo della rotta ordinaria, dalla quale, per qualche ragione, si sia spostato. (Stratico). Oggi si dice Va in rotta !
(Secondo il Guglielmotti usarono rotta il Falconi [64, 69, 84], il Sassetti e il Crescenzio
796
[202]. Ma non è esatto, perché questi autori usarono invece la voce
dirotta,
derotta [v.], mentre rotta usarono il Ramusio e l'Ulloa [Zaccaria, Elemento iber. 354-355]. Rotta poté esser derivato da rotto, da rompere [cfr. far la rotta nella neve], ma poté pure esser ricavato dallo spagn., portogh. rota. Il Ramusio e l'Ulloa traducevano infatti dallo spagnolo e dal portoghese, e il primo ha anche rotta battuta che rende lo spagn. rota batida, e il secondo rotta batida: Zaccaria. l. c.).