Trincare. — « Propriamente equivale a stringere in generale, ma più particolarmente stringere con molte passate d'un buon cavo, parallele, strette, e sovrapposte e le quali chiamansi trinche ». (Fincati). V.
Inghinare. Sicil. Attrincari.
— Imbrogliare le sàrtie. (Corazzini). Non è in uso in questo senso, né sembra possa essere stato usato in passato.
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TRINCARE UN ALBERO, UN PENNONE: legarli forte con grosse corde se consentiti, lapazzati o composti. (Stratico).
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TRINCARE UN BASTIMENTO (ant.): cingere con varii giri di cavo, passanti da un bordo all'altro al di sotto della chiglia e tesati fortemente, un bastimento in legno, quando per vetustà si teme che possa aprirsi per l'agitazione del mare, o quando, facendo già acqua, si voglia impedirne il progresso. (Stratico).
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TRINCARE I CANNONI (ant.): « ritirarli dentro del bordo legandoli, sicché pei movimenti della nave non si muovano dal loro luogo, o che siano disposti con la loro bocca verso la murata, o per lungo tra un portello e l'altro ». (Stratico). Oggi si dice Rizzarli, usando però mezzi diversi da quelli antichi.
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TRINCAR UN CAVO (venez.): tesare un cavo.
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TRINCARE LE SÀRTIE: passarvi le trinche.
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TRINCARE UNA VELA: tesarne fortemente le scotte e le mure. Venez. Trincàr la vela. Poco usato.
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Trinca!: comando per far legare stretto e a molte passate.
(Cfr. trincare « intersecare » nell'Oudin, 1663. Cfr. Alessio It. Dial. XII 207-208).