Imbroglio. — Cavo semplice o ghia, attaccato alle ralinghe delle vele per avvilupparle, e raccoglierle sui propri pennoni. Ant. Broglio. Genov. Imbroggi (plur.) venez. Imbrogi, sicil. Imbrògghi.
Gl'imbrogli prendono nomi diversi a seconda delle parti della vela alle quali sono attaccati, dell'ufficio che compiono e del tipo di vela.
Nelle vele quadre si distinguono:
Caricascotte,
Caricamezzi o
Mezzi,
Caricaboline o
Serrapennoni (v.). Nelle gabbie si usano talvolta gli
strangolagabbie (v.).
Nelle vele latine, di strallo e fiocchi:
Alabbasso (v.) o Caricabasso, o Calabbasso.
Nelle vele auriche (rande):
Imbroglio di penna, detto così perché stringe la vela verso il capo superiore (penna) del picco;
Imbroglio di gola, perché stringe la vela verso il centro (gola) del picco;
Imbroglio di sotto o d'albero, perché stringe la vela nella parte inferiore e la porta verso l'albero.
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Imbroglio di rovescio: serrapennone per rovesciare a pruavia del pennone i gratili di caduta per facilmente serrare la vela.
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Imbroglio di cima: imbroglio di penna (v.).
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Imbroglio del piede: usato per sollevare l'angolo prodiero delle rande.
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Imbroglio di mura: fermato colla mura, all'angolo inferiore poppiero.
(Imbroglio e broglio corrispondono al franc. breuil e brail [v. Dict. général, s. Breuil]. In imbroglio è facile vedere un avvicinamento a imbròglio « intrigo », determinato dal suono. Cfr. del resto il lunig. mbrògi « panni, vestimenti in genere »: Bottiglioni, Rev. Dial. Rom. III 126).