Razione. — Porzione di viveri data ogni giorno a un marinaio. (Consol. mare; Falconi; Pantera, ecc.: Tommaseo e Bellini). Stratico: Razione di mare, o di bordo. Razione intera, doppia, mezza, ridotta. V.
Parte e mezza;
Mangiare.
— La quantità spettante a ciascun marinaro di un determinato genere alimentare facente parte della razione. A esempio: una o più razioni di pane, di pasta, di carne, di vino ecc.
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Razione doppia: quella assegnata, su proposta del sanitario di bordo, a taluni marinai di speciale sviluppo e condizioni fisiche, e consistente in una quantità di pane doppia dell'ordinaria. (Settembrini; Laugieri). Oggi Aumento razione.
La razione dei sottocapi e comuni si compone oggi di varii generi alimentari (pane, biscotto, pasta, riso, carne, pesce in conserva, legumi, formaggio, olio, aceto, vino, caffè, zucchero, cacao), che vengono distribuiti a seconda dei giorni della settimana. Il costo dei generi costituenti la razione giornaliera, fissato dal Ministero della Marina, ammonta attualmente a lire 3.90. È assegnata inoltre una somma di lire 0.40, detta Miglioramento vitto, destinata per i condimenti, verdure ecc.
Secondo il Pantera, che ne tratta estesamente (169-171), la razione giornaliera consisteva in biscotto, vino, companatico. Gli scapoli ricevevano 2 libbre di biscotto al giorno, 1 pinta di vino, 1 libbra di carne fresca, o mezza libbra di carne salata, o di formaggio, o 4 sardine salate, e 1 oncia d'olio, sia col formaggio, sia colle sardine. V. anche s.
Olio.
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Razione in contanti: somma giornaliera che viene corrisposta dall'amministrazione alle mense di bordo degli ufficiali e dei sottufficiali per ciascun commensale (attualmente lire 3.50), oltre agli assegni di trattamento tavola, e alle mense equipaggio di quelle navi che non hanno deposito di viveri a bordo ed acquistano giornalmente i generi a terra. A queste mense equipaggio viene corrisposto anche l'assegno di miglioramento vitto.
(Forse d'origine spagnola: Zaccaria, Elemento iber. 341).