Propulsore a cicloide, cicloidale. — Tipo recente di propulsore che dal punto di vista cinematico e costruttivo riproduce la vecchia ruota a pale, con la differenza che agisce in un piano poco diverso da quello orizzontale, invece che in un piano verticale, e che l'eccentricità non è fissa, ma variabile sia in direzione sia in entità. Quest'ultima caratteristica determina la possibilità di variare in modo continuo e graduale la direzione della spinta rispetto all'asse del natante e quindi la rotta di questo senza uso di timone, e di variare inoltre l'entità della spinta e quindi la velocità del natante stesso senza variare la marcia del motore.
Schematicamente si compone di un disco rotante piazzato circa orizzontalmente, secondo l'andamento della forma poppiera dello scafo, senza alcuna sporgenza, e di un certo numero di pale o ali propellenti che sporgono perpendicolarmente al disco (da 5 a 8 a seconda della grandezza del propulsore). Al disco viene impresso un moto di rotazione che trascina le ali, le quali possono ancora oscillare intorno al loro asse. Il moto assoluto dell'ala propellente è una curva cicloide, da cui la denominazione che può assegnarsi al tipo di propulsore, a similitudine della denominazione ad elica assegnato al propulsore che nel suo moto descrive la figura geometrica dello stesso nome.
Per mezzo di un volante di direzione sistemato in plancia, a guisa di ruota del timone, si regola la direzione della spinta e quindi la rotta del natante, agendo su di un pistoncino a pressione d'olio che manovra il braccio di comando del propulsore. Per mezzo di una leva di marcia, sistemata pure in plancia, si regola l'eccentricità del disco e quindi l'intensità della spinta e la velocità impressa al natante, agendo su di un secondo pistone che manovra il braccio di comando suddetto.
I natanti dotati di propulsore a cicloide presentano, oltre ad altri vantaggi, quelli di permettere al natante di girare in brevissimo
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spazio e fermarsi in una lunghezza di scafo, anche se lanciato a tutta forza.
I propulsori a cicloide sono stati sistemati sui 6 motoscafi da 18 metri più recenti per i servizi di trasporto urbani di Venezia: essi erano già in esercizio su unità che fanno servizio nel lago di Costanza. (Da Prima applicazione in Italia dei propulsori cicloidali, Azienda comunale di navigazione interna lagunare di Venezia, Tipografia del Gazzettino Illustrato, 1937. Per la completa illustrazione cinematica e il calcolo costruttivo si rimanda a quanto pubblicato sulla rivista tedesca Werft, Reederei, Hafen, numeri 15 aprile-1° giugno 1931; 15 agosto 1932 e 15 giugno 1933).