Ralinga

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Ralinga. — Gratile. Stratico: Ralinga, Rilinga. V. Cercine (ant.). — Ralinghe: nelle corderie, le corde che si fabbricano per fare le ralinghe alle vele. (Stratico). — Corde che orlano le tende, e le reti da pesca. Anche Gratili. (Bardesono). — Ralinga d'altezza (disus.): oggi Ralinga di caduta. (Stratico). — Ralinga d'antennale: ralinga d'inferitura. (Parrilli). — Ralinga di bordame: ralinga di lunata. — Ralinga di caduta: nelle vele quadre ciascuna delle 2 ralinghe che orlano i loro lati verticali, nelle vele auriche e latine ciascuna delle ralinghe che orlano i lati poppieri di queste. Anche Gratile di caduta. Stratico: Ralinga di caduta, o d'altezza. V. Filo. Nell'antica marina sarda Ralinga di tombata. — Ralinga di cazzame: ralinga di lunata. — Ralinga di filo: v. s. Filo. — Ralinga di fondo (disus.): ralinga di lunata. (Stratico). — Ralinga di ghindata: ralinga delle vele di straglio e delle rande, cucita sul lato corto delle stesse, quello a contatto dell'albero. (Parrilli). Guglielmotti: Ralinga ghindante. — Ralinga d'inferitura: ralinga orlante il lato della vela che s'allaccia al pennone, all'antenna, a uno straglio, a una draglia. (Parrilli). Anche Ralinga d'antennale, Gratile d'inferitura. Stratico: Ralinga di testiera. — Ralinga di lunata: ralinga che orla il lato inferiore orizzontale della vela. Anche Ralinga di bordarne, o di cazzame. (Bardesono). Disus. Ralinga di fondo. — Ralinga di testiera (disus.): ralinga d'inferitura. (Stratico; Parrilli). Dal franc. Ralingue de têtière. — Ralinga di tombata (ant.): ralinga di caduta. — Ago di ralinga: ago apposito, lungo, ricurvo, a doppio taglio, usato per cucire la ralinga intorno alla vela. (Stratico). — In ralinga: in filo. (Guglielmotti; Bardesono). — METTERE UNA VELA IN RALINGA: disporre la ralinga nella direzione del vento, perché la vela non fileggi. (Stratico). Parrilli anche: Bracciare in ralinga. — METTERSI, ESSERE IN RALINGA: v. s. Ralingare. (Ralinga dal franc. ralingue, dal sec. XII. Non è ammissibile la derivazione dallo spagn. relinga, dal sec. XV [Zaccaria, Elemento iber. 339], non essendo la voce attestata in Italia prima dello Stratico: la voce antica italiana, e ancora dell'uso, è gratile, un tempo pure gratillo).