Nodo2. — Legatura fatta generalmente con cavi di fibra vegetale o con minutenze od anche con cavi metallici, tra di loro o intorno ad oggetti che occorre assicurare. I nodi marinareschi hanno forme diverse a seconda del particolare ufficio di ciascuno, ma rispondono tutti al requisito di potersi fare e disfare agevolmente. Anche Gruppo.
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Nodo aggruppato: denominazione generica per indicare i nodi a pigna, arricciati o a testa di moro e a piè di pollo.
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Nodo o Gruppo di ancorotto: nodo per legare la cima di un gherlino da ormeggio alla cicala di un ancorotto.
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Nodo di anguilla: v. s.
Gassa (a serraglio).
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Nodo arricciato: a testa di moro.
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Nodo dell'asino: se sbagliato. Nel linguaggio comune si chiama Nodo di ciuccio.
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Nodo di bandiera: si fa per legare la cima della sagola alla gassa d'inferitura d'una bandiera, o per fissare la cima di una scotta senza gancio alla bugna d'una vela, o per unire due cime tra loro. Il nodo di bandiera si chiama anche: Gruppo di bandiera o Nodo di scotta e può essere semplice o doppio. (Imperato).
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Nodo a bocca di lupo: si forma passando nel doppino di un cavo ambedue le cime dello stesso cavo e stringendo con queste intorno all'oggetto l'occhio-scorsoio a due doppini che così ne risulta.
La bocca di lupo si fa anche con uno sbirro. Per imbrancare un sacco, una balla e simili si usa un lungo sbirro, che si annoda a bocca di lupo.
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Nodo di bolina: nodo scorsoio, per stringere ciò che abbranca. In uso per ghermire le brancherelle di bolina alla ralinga;
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per afferrare la marra d'un'àncora che si voglia spedare, ecc.
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Nodo a bottone: nodo a piè di pollo. (Guglielmotti). Non si usa.
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Nodo di bozza: nodo per tenere stretta e ferma la bozza fatta con un cavo piccolo intorno a un cavo di maggiore diametro.
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Nodo a cappio: nodo che unisce due cime della stessa corda in modo che tirandone una si scioglie e tirando l'altra si stringe. (Guglielmotti). Non si usa.
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Nodo di catarda: legatura che si fa alla drizza di un pennone da scrociare, per fissarla a circa un terzo dalla varea. V.
Catarda.
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Nodo di ciuccio: nodo dell'asino.
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Nodo a dente di cane: nodo che fa risalti, punte, contorsioni irregolari, ed è difettoso. (Guglielmotti). Non si usa.
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Nodo doppio: nodo che si compone di più colli facendo passare ambedue le cime per di dentro, in verso opposto, cosicché il nodo inanelli la corda. (Guglielmotti).
Non si usa: né si comprende a quale tipo di nodo marinaresco si riferisca.
La qualifica di doppio è generica per varii tipi di nodi che si possono fare doppi, invece che semplici.
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Nodo falso: nodo di ciuccio. (Parrilli). Non si usa.
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Nodo di gancio: nodo che si fa per incocciare un gancio su di una manovra da alare.
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Nodo di gancio semplice: consiste in un mezzo collo passato intorno all'ansa del gancio. Si usa per fermare provvisoriamente la cima di un corridore di sartia al gancio del paranco che serve ad arridarla.
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Nodo di gancio doppio o a bocca di lupo torta: costituito da una bocca di lupo, i cui doppini dopo separati ed attorcigliati l'uno in senso inverso dell'altro vengono incocciati ambedue al gancio. È più sicuro e più solido, e si usa come il precedente.
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Nodo di gancio con volta: nodo che si fa passando la cima nell'anello del gancio, indi mettendo a contatto le due parti del cavo pendenti dal gancio e passando la cima libera della medesima intorno al doppino, sul quale formerà mezzo collo, ed un cappio. (Guglielmotti).
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Nodo di garza: nodo che si compone di occhio e di pigna, e serve particolarmente agli stragli, perché stieno fermi al collo, senza stringere alla gola. (Guglielmotti).
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Nodo a gassa: gassa.
Di gasse esistono varii tipi, dei quali soltanto alcuni sono usati per intugliature.
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Nodo a gola di razza: nodo di gancio. (Guglielmotti). Non si usa.
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Nodo di gómena: v.
Occhio della gómena. (Parrilli). Stratico: Gola di raia.
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Nodo di grippia: nodo per assicurare la cima della grippia al diamante dell'àncora.
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Nodo d'impiombatura: nodo per legare tra loro le cime dei legnuoli di due cavi dopo fattone l'intreccio reciproco per costituire l'impiombatura.
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Nodo di intugliatura: nodo per unire ed allungare momentaneamente due canapi. (Guglielmotti).
È termine generico: non esiste un tipo di nodo di intugliatura; e invece le intugliature si possono fare in varii modi: con due gasse d'amante, con gassa mezzo parlato e legatura, con semplice mezzo parlato e legatura ecc.
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Nodo della margherita: v.
Margherita.
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Nodo doppio o triplo della margherita: nello stesso modo addoppia la parte da scorciarsi in cinque, in sette, in quante ripiegature si voglia; ma sempre dispari e con le due volte predette. (Guglielmotti).
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Nodo marino: nodo piano.
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Nodo di matafione: nodo per legare i matafioni d'inferitura delle vele quadre alle guide dei pennoni, e i lati delle tende alle draglie.
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Nodo a occhio: nodo che si compone di due nodi semplici; l'uno che arresta la cima e l'altro che arresta il cerchio. (Guglielmotti). Non si usa.
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Nodo a otto: nodo di Savoia.
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Nodo parlato: nodo per legare una sagola o un piccolo cavo ad un'asta o ad altro cavo. Anche Parlato. Fare un parlato; Legare con un parlato.
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Nodo doppio parlato: per mettere un paranco a coda sopra una manovra.
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Nodo permanente: contrario di Volante. Non si usa. Potrebbe dirsi di una legatura, ma non di un nodo. I nodi marinareschi son fatti in maniera da potersi sciogliere facilmente pur rispondendo con carattere di permanenza allo scopo. (Guglielmotti, s. Nodo volante).
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Nodo piano: nodo per collegare due cavi o le due cime di uno stesso cavo; formato di due nodi semplici sovrapposti in senso inverso. Quando i due cavi da collegare sono poco maneggevoli si forma un doppino all'estremità di ciascuno e i due doppini si sovrappongono in maniera che le cime vengano a trovarsi da lati opposti; poi si infilano la cima del primo cavo nel doppino del secondo, passando al di sopra, e la cima del secondo cavo nel doppino del primo, passando al di sotto. Parrilli: Nodo marino.
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Nodo a piè di pollo: si fa coi legnuoli dell'estremità di un cavo intrecciandoli e legandoli tra loro in modo da formare un ringrosso, che ha generalmente lo scopo di impedire al cavo di sfilarsi da un foro od anello o di fare da ritenuta. Si fa anche a scopo ornamentale.
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Nodo a piè di pollo semplice: si usa sulla cima di una manovra ed è destinato a far da dormiente in un foro di cavigliera o di murata, o anche per manichi di buglioli.
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Nodo a pie' di pollo per bozza: si usa per le bozze in cavo delle catene delle ancore ed è destinato a trattenere il cavetto con cui si passa la bozza.
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Nodo a pie' di pollo per rida: si usa all'estremità di una rida di sartia o paterazzo perché faccia dormiente contro la bigotta.
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Nodo a pie' di pollo diamante, semplice e doppio: si usa per passamani, tientibene, marciapiedi, battagli di campane etc.
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Nodo a pie' di pollo a corona, e doppio a corona: si usa per lavori di ornamento.
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Nodo a pie' di pollo per sartia: per congiungere le due parti di una manovra fissa rotta, quando non se ne faccia l'impiombatura. (Imperato).
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Nodo a pigna: gruppo a pie' di pollo che fa gran risalto nel canapo, ove si voglia arrestare un cappio scorsoio o un occhio qualunque. L'anima della pigna si forma con nodi doppi sullo stesso canapo; e questi poi si intregnano ed impolpano con sagola e spago. (Guglielmotti).
Si fa anche alle sartie per le griselle, ai marciapiedi, ai guardamani, ai tarozzi.
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Nodo portoghese: v.
Legatura (portoghese).
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Nodo ricciale: nodo d'anguilla.
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Nodo di sàgola: nodo che si fa alle sàgole dello scandaglio, del solcometro ecc. per graduarle.
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Nodo di sàrtia: v. s.
Sàrtia.
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Nodo di Savoia: nodo che si fa talvolta alla cima di una manovra corrente perché non si sferisca. Anche Nodo di otto. È anche un segno araldico di Casa Savoia e si ritrova nel collare della Santissima Annunziata. Inoltre sta sul bavero dell'uniforme degli allievi dell'Accademia navale e in basso alle maniche dei volontarii della Marina militare.
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Nodo scorsoio: nodo composto a cappio e laccio, così che, tirando una cima, il cappio scorre e il laccio stringe.
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Nodo di scotta: nodo che ferma le cime delle scotte, delle contre e delle mure sugli occhi delle bugne rispettive, quando le scotte siano semplici e non abbiano né gancio, né paranco, né coccinello. Doppio o semplice: passando la cima di sotto in su nell'occhio della bugna e incrociandola con se stessa. (Guglielmotti). V.
Nodo di bandiera.
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Nodo semplice: nodo che si compone con una volta e coll'incocciatura della cima nell'occhio a stringere.
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Nodo serpentello: nodo composto con una corda minore sopra una maggiore, condotta a spirale, per molti giri.
Il vocabolo non si usa, ma il Guglielmotti si riferisce alla legatura provvisoria che si fa nel passare la bozza con un cavo più piccolo intorno a un cavo di maggiore diametro e che consiste in una serie di spire, con l'ultima delle quali si fa un doppino nel quale vien passata in senso inverso la cima libera, che, messa poi in forza nel senso primitivo, stringe il doppino intorno al cavo maggiore, trattenendo tutta la legatura della bozza.
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Nodo a testa di moro: come a pie' di pollo, ma fatto su cavo torticcio. Risulta più grosso, perché discommettendosi prima i tre cordoni e poscia i tre legnoli di ciascun cordone, si avranno nove nodi da fare, che dopo altrettante volte e passate formano un gruppo arricciato. (Parrilli).
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Nodo di tonneggio: nodo vaccaio.
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Nodo vaccaio o di vaccaro: è una intugliatura che si usa per aggiuntare rapidamente un cavo di tonneggio ad un altro quando si fila e il primo non basta. Anche Nodo di tonneggio. Stratico: Gruppo di vacca.
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Nodo volante: nodo semplice o doppio, che si forma su un canapo e si disfà al bisogno. (Guglielmotti). Non si usa. Volante si dice di una legatura.
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Collo (v.).
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Doppino (v.).
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Incrociatura: ingresso di una delle gambe nell'occhio, tanto che vi scavalchi dentro.
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Spirale (v.).
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Volta di bitta;
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Volta di castagnola;
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Volta di caviglia: v. s.
Volta.