Prora1. — Estremità anteriore della nave, fatta a forma di cuneo per fendere facilmente l'acqua nel moto in avanti.
— Comunemente si chiama Prora anche la parte prodiera della nave, per distinguerla dalla parte centrale e dalla parte poppiera.
Anche Prua. V.
Becco,
Becchetto;
Avanti.
— (Poet.) Nave. (Dante, Menzini, Monti, ecc.).
—
Estrema prua: la zona nella parte prodiera della nave più vicina al dritto di prua. Anche Prua, Prora estrema.
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Prora acuta: a forme molto stellate.
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Prora bassa: poco elevata al di sopra della linea di galleggiamento.
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Prora di bussola: direzione della prora della nave che si legge sulla graduazione della rosa della bussola in corrispondenza della linea di fede. (Bardesono). Anche Prora alla bussola.
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Prora dritta: quella in cui la linea estrema è una retta verticale o leggermente inclinata.
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Prora estrema: v. più sopra.
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Prora fina: a forme molto affinate.
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Prora magnetica: direzione della prora della nave rispetto al meridiano magnetico del luogo, che si deduce dalla prora di bussola, correggendola della deviazione dovuta al ferro di bordo.
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Prua che ha molto slancio: nelle navi in legno, quella che ha molto sviluppata la parte più alta che presenta in avanti la concavità. (Stratico). V.
Slancio.
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Prua piena: quella che ha le forme poco affinate. (Stratico).
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Prora rigonfia: quella tozza e rotonda, come in taluni velieri dell'Adriatico.
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Prora slanciata: sporgente. (Piquè).
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Prora stellata: quella le cui forme sono spiccatamente assottigliate verso il basso e che finiscono a punta.
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Prora vera: direzione della prora della nave rispetto al meridiano vero del luogo, che si ottiene dalla prora magnetica correggendola della declinazione magnetica, ovvero dalla prora di bussola, correggendola della variazione.
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Prora a violino: quella fatta con lo slancio gradatamente arcuato in avanti e dalla cui estremità superiore sporge l'albero
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di bompresso. È la prora caratteristica di molte navi a vela e di talune navi da diporto.
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Albero di prora: v. s.
Proda. (Guglielmotti).
—
Asta de prova (venez.): dritto di prora Garzoni (871): Aste da prora: Stratico: Asta di prua.
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Asta di prua: v.
Asta de prova (venez.).
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Barbetta di prora, di poppa: v. s.
Barbetta.
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Brazioli da prora (venez. sec. XVI): braccioli del tagliamare. (Garzoni 871).
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Camera della prora (sec. XVII): parte della camera di mezzo (v. s.
Mezzo) non separata da parete, che aveva una sua entrata dalla prora, usata per servizi particolari. (Pantera 46).
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Campión de prua (genov. ant.): v. s.
Campión.
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Carabottino di prora: v. s.
Carabottino.
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Carozzo di proda (sec. XVII): v. s.
Carozzo.
—
Castello di prora (Pantera): v. s.
Castello. Castello di prua. (Tommaseo e Bellini).
Garzoni (872): la proda di castel di proda.
—
Coltri da prora (venez. sec. XVI): v. s.
Coltro.
—
Contrasta da prora (ant.): v. s.
Contr'asta.
—
Controruota di prora: v. s.
Controruota.
—
Dritto di prora: v.
Ruota di prora.
—
Fardello di prora (ant.): quartiere di prua.
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Fardo di prora (ant.): quartiere di prua V. s.
Fardo.
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Gavone di prora: v. s.
Gavone.
—
Immersione a prora: v. s.
Immersione.
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Linea di prora: linea di fede.
—
Marinaro di prora (sec. XVI): marinaio addetto alla prora. Consol. mare: Paghi di pena, se è marinaro di poppa due soldi, s'è di prora un soldo. (Tommaseo e Bellini).
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Naso di prura (tarant.): v. s.
Naso.
—
Occhio di prua: v. s.
Occhio.
—
Pagliuolo di prua: v. s.
Pagliuolo.
—
Parapetto di prora: v. s.
Parapetto.
—
Piombo dell'occhio di prora: v. s.
Piombo.
—
Porte di prua: v. s.
Porta.
—
Prestantino di prua (v.).
—
Quartiere di prora: v. s.
Quartiere.
—
Ruota di prora: v. s.
Ruota.
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Capoprora (v.).
— V.
Cascaccapprua !
—
Buona guardia a prora!: v. s.
Buona guardia !, e
Guardia.
—
Fa fiocco a prua!: v. s.
Fiocco.
—
Para a prora!: v. s.
Parare.
—
Prora?: domanda diretta al timoniere per sapere a quale graduazione della bussola corrisponde in quel momento la linea di fede, e cioè dove è diretta la prora della nave. (Fincati). Più comunemente si dice Che prora ?
—
AVER LA PRORA AL LARGO: avere una rotta verso l'alto mare. (Parrilli).
—
BRACCIARE A PRORA: v. s.
Bracciare.
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CAMBIARE A PRORA: v. s.
Cambiare.
—
CASCARE DI PRUA (disus.): v. s.
Cascare.
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DAR LA PROVA IN TERA (venez.): ormeggiare.
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DRIZZAR PRORA E VELA (sec. XV): v. s.
Drizzare.
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GUADAGNARE A PRORA: v. s.
Guadagnare.
—
METTERE LA PRUA ADDOSSO: v. s.
Mettere.
—
METER LA PROVA PER EL TAL VENTO (venez.): volgere la prua verso una data rotta.
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PRENDERE IL VENTO A PRORA: v. s.
Prendere.
—
RASENTARE LA PRUA: v. s.
Passare sotto il buompresso (ant.).
(Dante, Pantera, ecc.: Prora; C. d'Alcamo, Ciriffo Calvaneo, Davanzati, Caro, Andrea Corsali [sec. XV-XVI], Falconi: prua; Buti, Boccaccio, Poliziano, Crescenzio [69]: proda; Oudin, e in un manoscritto del 1612: proa [Jal]; Pantera: Prora, alcuni la chiamano anco prua, e i Venetiani Prova. Genov. prua, non pruva, venez.
prova [v.], napol. prōra, tarant. prura, calabr., sicil. prua. Spagn., portogh. proa, franc. proue: dal lat. prora, greco πρώρα. In proa, prua il r cadde per dissimilazione dall'altro, in proda il d fu pure promosso da dissimilazione, come in rado da raro, ecc. Data la presenza di prua nel Mezzogiorno, che è già in C. d'Alcamo [secolo XIII], è supponibile che questa forma si sia diffusa di là anziché da Genova.
D'Ovidio, Arch. Glott. XIII 367; Pieri, ivi XV 183, n. 2; Parodi, ivi XVI 344; Ettmayer, Wörter und Sachen II 217; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 6784; Schiaffini, It. Dial. V 260, n. 8).