Albero

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Albero1. — Ciascun fusto cilindrico (di abete, pino, pitch-pine, ferro, acciaio), più o meno verticale, piantato in una nave, perché porti i pennoni o le antenne con le vele; e anche il fusto inclinato, sporgente fuori della prua. Ugual nome hanno gli alberi delle navi non a vela, i quali, pur rimanendo per un motivo di ordine massimamente estetico, servono a sostenere le verghe e i fili aerei degli apparati radiotelegrafici, e anche per alzare le bandiere da segnali. Per lo più sono inclinati verso poppa. Sec. XIV o XV Arbore, Arboro. Nei grandi velieri, di solito, la parte inferiore più grossa dell'albero è di metallo; e così le parti medie (alberi di gabbia). — Parti dell'albero: il piede, il maschio (nei minori: la rabazza), il fusto, la conocchia o noce, le maschette, le costiere, le crocette, il colombiere, la testata, il dado, la testadimoro; nei più alti: il pomo. (Guglielmotti). — Nell'età di mezzo gli alberi prendevano nome diverso a seconda della posizione: albero di proda, di mezzo e di retro. Gli alberi attrezzati per le vele quadre constano di tre parti: tronco o fuso maggiore, quella inferiore e più grossa; albero di gabbia, quella mediana e smontabile; alberetto, l'estremità superiore, altresì smontabile. E queste tre parti assumono vario nome a seconda dell'albero (di maestra, di mezzana, di trinchetto) cui appartengono: tronco o fuso maggiore di maestra, albero di gabbia, alberetto di maestra o di gran velaccio: tronco o fuso maggiore di mezzana, albero di contrammezzana, alberetto di mezzana o di belvedere: tronco o fuso maggiore di trinchetto, albero di parrocchetto, alberetto di trinchetto o di velaccino. — Albero di maestra: quello verticale più grande, a poppa nelle navi a due alberi, e in quelle a tre un poco a poppavia del centro. — Albero di mezzana: quello più piccolo, di poppa, nelle navi a tre o a due alberi; detto anche Palo se non è a vele quadre. « Nel caso di quei velieri a due alberi il cui albero prodiero prende il nome di Maestra, si dà il nome di Mezzana o Mezzanella all'albero di poppa ». (Bardesono). — Albero di trinchetto: quello verticale di prua nei velieri a due alberi; detto, eccezionalmente, di maestra nei velieri a due alberi ma con quello di prua situato quasi nel centro. — Albero di gabbia: la parte media dell'albero di maestra che si sovrappone al tronco maggiore di maestra.
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Albero gabbiozzo: quello di gabbia (v.). Fuori uso. (Corazzini). — Albero di contromezzana: la parte media dell'albero di mezzana che si sovrappone al tronco maggiore di mezzana. — Albero di parrocchetto: la parte media dell'albero di trinchetto che si sovrappone al tronco maggiore di trinchetto. — Albero di bompresso: quello non verticale, sporgente fuori prua, nei velieri, su cui si distende il lato inferiore delle vele triangolari dette Fiocchi. Se grande, si compone di tre parti: la maggiore (bompresso) fissata alla prua; la mediana sovrapposta (asta di fiocco); la terza risovrapposta (asta di controfiocco). — Albero latino: che porta vele latine. — Albero quadro: che porta vele quadre. — Albero a calcese: quello di un solo pezzo, in legno, recante sull'estremità superiore (a sezione quadrilatera) una cavatoia provvista di puleggia per il passaggio della drizza della vela; nei piccoli bastimenti a vele latine e sulle barche a remi, alberatura smontabile. — Albero a pioppo: quello di un sol pezzo, e pure con tre o più ordini di verghe e di vele; nei piccoli bastimenti di traffico. — Albero a pible: quello di un solo pezzo, senza coffa né barre, per vele quadre oppure auriche; nei piccoli velieri. (Dal francese: mât à pible). — Albero a chiave: ciascun albero minore se fermato con la chiavarda sopra la testata del sottostante. — Albero composto (o imbottato o artificiale): quello composto ad arte, stringendo insieme, dentro cerchi di ferro, più travi squadrate e chiodate, fino a raggiungere la grossezza e lunghezza volute. Il pezzo interno, a sezione poligonale, si chiama l'Anima; quelli aggiunti: Fettoni. — Albero a crocette: quell'albero minore ghindato sul maggiore, sprovvisto di coffa, con le sole crocette per le sartie minori. — Albero di fortuna: quello improvvisato per sostituire gli altri perduti o spezzati. — Albero lapazzato: quello composito. V. Lapazza. — Albero sverzato: quello chiuso con sverze. V. Sverza. — Albero militare: nome generico degli alberi metallici delle navi da guerra a propulsione meccanica. Per lungo tempo, dopo l'abbandono della propulsione a vela per le navi destinate al combattimento navale, gli alberi militari furono costituiti da un semplice grosso fusto d'acciaio opportunamente rinforzato e sorretto, nel modo tradizionale, mediante sartie e paterazzi metallici. Si ebbe così l'Albero militare comune, sostituito oggi dall'Albero a traliccio. — Albero a traliccio: albero militare ideato dalla Marina degli S. U. A. con lo scopo di un aumento di resistenza. Il primo modello a struttura piramidale retiforme, poi sostituito con un gruppo di pali inclinati formanti come l'ossatura d'una piramide. A seconda del numero di tali supposti (volpi) si chiama a trìpode, a quadrìpode, a pentàpode. Questo albero porta la coffa militare con le stazioni di osservazione e direzione del tiro. (Bardesono). — Albero volante: v. Palischermo. — Albero di carico o Picco di carico: quello, inclinato e girevole, situato presso i boccaporti e che, con un sistema funicolare, nelle navi mercantili carica e scarica le merci, nelle navi da guerra alza e ammaina le grandi imbarcazioni. Anche Bigo da carico. — Albero a manovelle o Albero motore: quell'organo delle macchine motrici marine alternative e di quelle a combustione interna, che unisce su di una sola linea le manovelle, e, ricevendone il movimento di rotazione, lo trasmette all'albero o asse dell'elica. (Bardesono). V. s. Asse. — Albero o Asse dell'elica o portaelica: a poppavia dell'albero a manovelle, cui è unito in prolungamento, alla cui estremità, uscente dal dritto dell'elica, è calettato il propulsore elica. (Bardesono).