Bigòtta

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

Pagina: 83

Bigòtta. — Attrezzo che come il bozzello serve per il passaggio di una corda, ma senza rotelle: è di legno duro, a forma sferoidale schiacciata, avente nel mezzo, in senso normale alla fibra, tre o quattro fori scanalati. Le bigotte si mettono in numero di due, all'estremità di ognuna di quelle corde che, una volta tese, non si debbono più toccare nella ordinaria pratica di bordo (manovre fisse o dormienti). Le due bigotte, con un canapo (corridore o collatore) che passa dall'una all'altra, alternatamente per i loro fori, formano una specie di paranco, con cui la manovra dormiente viene tesa e fermata. (Bardesono). Anche Morganale, Mocca (ant.). — Bigotta a mandorla: con un foro quadrilungo. (Boerio). (V. Jal 291). (Il vocabolario di Tommaseo e Bellini, seguito dal Petrocchi, registra bigote [plur. ant.] nel senso sopra detto, e bigotta nel senso di « corda attaccata al carro del trinchetto, che passa per una girella unita allo sperone, e serve per tirare a basso il carro », secondo il Diz. maritt. mil., [Pantera, 1614, Vocab.] e un passo del Crescenzio. Qui il termine sarebbe passato dalla carrucola [bigòtta] alla corda che vi passa. Bigòte è forma veneziana. Il genov. bigota è documentato nel 1268 [Jal]. Da biga, essendo le bigòtte appaiate: cfr. s. biga e bigherello).