Segnale

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Segnale1. — « Oggetto molto visibile come: molino, torre, gavitello, marca, campanile e simili, che solo o in congiunzione con altri serve di rilevamento per guidare la nave nei passi difficili dei canali, lungo le coste o nell'entrata dei porti ». (Fincati). Oggi si chiamano Segnalamenti marittimi se costruiti appositamente: altrimenti Punti cospicui della costa. — Segnali di accostata: quelli fatti dalle navi da guerra quando navigano in formazione: costituiti, di giorno, da due guidoni (uno per le accostate a dritta e l'altro per le accostate a sinistra), che si alzano a segno alla varea del pennoncino del lato corrispondente, al momento dell'accostata; di notte, dalla luce verde e rossa, rispettivamente per il lato dritto e quello sinistro, che si emette coi fanali di accostata durante l'accostata stessa. — Segnali acustici: messaggi trasmessi col sistema di segnalazione acustica, in caso di nebbia, dalle navi o dalle stazioni costiere. V. Segnali di nebbia. — Emessi in caso di nebbia dalle navi o dalle stazioni costiere. V. Segnali di nebbia. — Squilli fatti col fischio a vapore o con la sirena, indicanti la manovra che eseguono i bastimenti in vista l'uno dell'altro, giusta il Regolamento internazionale per evitare gli abbordi in mare. Consistono in uno, due o tre squilli brevi, che significano rispettivamente: Sto accostando a dritta; Sto accostando a sinistra; Vado indietro a tutta forza. — Segnali acustici aerei: quelli trasmessi da un apparecchio acustico sopracqueo e che sono ricevuti propagandosi nell'aria. V. Segnali di nebbia. — Segnali acustici subacquei: quelli trasmessi da un apparecchio acustico subacqueo. V. Segnali di nebbia. — Messaggi tra navi fornite di trasmettitore acustico subacqueo. — Segnale d'aiuto: segnale di soccorso. (Fincati). — Segnali d'allarme: quelli fatti in una piazza marittima in tempo di guerra in caso di attacchi nemici per ordinare a tutti di recarsi immediatamente al posto assegnato e di approntare i mezzi che debbono entrare in azione. Si fanno da stazioni semaforiche o da batterie prestabilite con colpi di cannone,
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con la sirena, con bandiere da segnali aventi un significato convenzionale e di notte anche con fuochi Very, razzi, o altri artifizi ecc. Possono farsi anche in tempo di pace in caso di speciali evenienze. — Segnali di altezza della marea: segnali fatti con palloni piramidi con le luci di appositi fari o con altri segni convenzionali da stazioni di segnali in taluni porti principali, dove la marea è considerevole e la profondità limitata, per indicare continuamente l'altezza della marea. (Manuale dell'ufficiale di rotta 579). — Segnali di andatura di macchina: segnali a una sola bandiera usati dalle navi da guerra quando navigano in formazione, per indicare immediatamente le variazioni di andatura (macchine ferme, indietro, a mezza forza, adagio) e l'aumento o riduzione di una aliquota fissa, già prestabilita, della velocità normale. Di notte si usano segnali convenzionali a luci bianche e rosse e verdi, variamente combinati, mediante Fanali detti di andatura di macchina. V. s. Pallone. — Segnali di atterraggio: v. s. Segnalamenti marittimi. — Segnale colla campana: v. s. Segnali acustici. — Segnale di cannone: quello fatto con un colpo di cannone in salva, generalmente in accompagnamento ad altri segnali, come nei segnali di allarme, in quelli di esecuzione a un tempo, in quelli di partenza, di soccorso ecc. È un segnale di cannone anche quello che si fa per la ritirata dei franchi. — Segnali per capitoli: metodo di segnali a bandiera che aveva il vantaggio di diminuirne il numero raggruppandoli in capitoli, distinti ciascuno da una bandiera particolare e cioè: Segnali all'àncora, Segnali alla vela, Segnali di battaglia, Segnali di caccia o di ordine di marcia, o di avarie, o di avvenimenti impreveduti, ecc. (Stratico). — Segnali in cifra: quelli fatti con l'uso di appositi codici, nei quali alle parole o alle frasi raccolte a guisa di dizionario corrispondono gruppi di lettere dell'alfabeto, o numeri prestabiliti. — Segnali di combattimento: nel libro dei segnali o in un codice tattico, quei segnali che riguardano il combattimento. — Segnali conici del Redl (Corazzini): forse i segnali di presagio, fatti con sagome coniche. — Segnali di corno: V. Segnali acustici. — Segnali direttivi: v. s. Segnali marche. — Segnale di disastro: v. Segnale di soccorso. Non si usa. V. Disastro. — Segnali di disgrazia: v. Segnali di soccorso. (Accademia). — Segnale distintivo: si usa nella forma abbreviata Distintivo. — Segnali diurni: segnali di giorno. (Accademia). — Segnale d'esecuzione: v. Esecuzione. Si chiama anche Segnale esecutivo, o semplicemente Esecutivo. Tutti i segnali, che significano ordini, divengono esecutivi all'istante in cui vengono ammainati dalla nave che ha dato l'ordine. In taluni casi, però, quando è richiesta l'assoluta simultaneità dell'esecuzione (e cioè a un tempo), il segnale contenente l'ordine è alzato insieme con un altro, in massima a una sola bandiera con significato convenzionale, il quale viene lasciato a riva anche dopo interpretato ed ammainato il segnale principale. All'ammainata dell'Esecutivo le navi eseguono la manovra o l'ordine indicati. Talvolta l'ammainata di questo segnale è accompagnata da un colpo di cannone sparato dalla nave ammiraglia. — Segnali di evoluzioni: nel libro dei segnali o in un codice tattico, quei segnali che riguardano le evoluzioni e che sono raggruppati in apposito capitolo o reparto. — Segnali fatti con fanali: quelli fatti con fanali a lampi di luce, ovvero con fanali a luci speciali, come quelli di andatura di macchina o di accostata, quelli di presagio meteorologico, ecc. — Segnali con fischietto, o fischio: quelli fatti col fischietto. V. Onori navali. — Segnali con fontane: quelli fatti con fontane. V. s. Segnalazione. — Segnali di formazioni: nel libro dei segnali o in un codice tattico, quei segnali che riguardano le formazioni e che sono raggruppati in apposito capitolo o reparto. — Segnali di fuggire (ant.): per segnale di fuggire, secondo gli Ordini di Mocenigo, si usava porre tre fanali uno sopra l'altro. (Corazzini).
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Segnale a fumo: fontana comune, fumata. (D'Ayala). Non è in uso. — Segnale galleggiante: gavitello, pezzo di legno, di sughero o d'altro materiale galleggiante ancorato provvisoriamente per indicare che sul posto vi è una rete immersa, un oggetto affondato da ricuperare ecc. Si chiama anche semplicemente Segnale. — Segnali geografici: nel Codice internazionale dei segnali, gruppi di quattro lettere ciascuno, corrispondenti alle principali località del mondo che possono interessare i naviganti, riuniti in apposito reparto della pubblicazione. — Segnali di giorno. (Parrilli). — Segnali di guida: dato dal Corazzini, forse in luogo di Segnalamenti marittimi per il passo in acque ristrette o pericolose. — Segnali idrografici (Corazzini): non è in uso. V. Segnalamenti marittimi. — Segnali illuminati a gas: dato dal Corazzini, forse per Segnali luminosi come quelli per taluni Fari, Battelli fanale, Boe luminose, Mede luminose. V. Segnalamenti marittimi. — Segnale d'intelligenza: quello fatto per indicare che è stato visto e capito un segnale. Comunemente si chiama Intelligenza. — Segnale lampeggiante: dato dallo Zito, ma non in uso, per Segnali a lampi di luce. V. Segnalazione. — Segnali a lampi di luce: v. s. Segnalazione. — Segnali di leva (ant.): segnali di partenza. (Corazzini). — Segnale del livello dell'acqua: segnale dell'altezza della marea. (Corazzini). — Segnali di lontananza: in luogo delle bandiere, delle quali nelle grandi distanze non si potrebbero più distinguere né i colori, né la forma, si usano tre elementi costituiti da sagome dipinte di nero e che da lontano hanno l'aspetto rispettivamente di un cilindro, di una sfera e di un cono o di una piramide. Ogni combinazione di queste figure geometriche rappresenta un segnale a bandiera contenuto nel Codice di segnalazioni che si adopera. In mancanza delle suddette sagome i segnali di lontananza si possono fare anche usando una bandiera quadra al posto del cilindro e un pennello al posto della piramide o cono. Data la diffusione della radiotelegrafia sulle navi i segnali di lontananza sono ormai raramente usati per le comunicazioni con Codici di segnalazione e costituiscono soltanto un mezzo di riserva. Talvolta con gli stessi elementi vengono costituiti taluni segnali convenzionali. — Segnali di lontananza: v. s. Pallone, Piramide. — Segnali a mano: denominazione comunemente usata per indicare quelli fatti usando la Segnalazione con banderuole a mano. (Corazzini). — Segnali marche: dato dal Corazzini per Dromi, Mede. Nel Guglielmotti: Segnali direttivi. V. Segnalamenti marittimi. — Segnali del mare basso: non in uso. (Corazzini). V. Segnali dell'altezza della marea. — Segnali in muratura: a tronco di piramide su piedistallo, a piramide, a cilindro, per indicare secche, scogli a fior d'acqua o altri pericoli, e per indicare anche punti di riconoscimento per l'atterraggio delle navi o di allineamento per i passi ristretti o pericolosi. Hanno il nome specifico di Dromi, o Mede e fanno parte dei Segnalamenti marittimi. — Segnali di nebbia: segnali acustici che, giusta il Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare, debbono farsi in tempo di nebbia, foschia, nevicate o forti temporali d'acqua dai bastimenti in cammino, con fischio o sirena azionati a vapore, o con un surrogato di questo, dai piroscafi, e con il corno da nebbia dai velieri. Consistono in uno o più squilli prolungati, emessi ad intervalli indicati dalle norme del suddetto Regolamento, a seconda che il piroscafo abbia abbrivo in avanti o le macchine ferme, e che il veliero abbia le mure a dritta, a sinistra o navighi con vento largo o in poppa. Per i bastimenti che rimorchiano sono prescritti squilli brevi e prolungati. Per i bastimenti all'àncora è prescritto l'uso della campana di bordo da suonarsi rapidamente ad intervalli. — Quelli emessi da speciali apparecchi sistemati in stazioni costiere a terra, o su boe o su battelli-fanale, nei paraggi dove le nebbie sono frequenti, per indicare ai naviganti la presenza di scogli, bassifondi ecc. o l'entrata dei porti. Gli apparecchi sono di vario tipo.
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Per segnali acustici aerei: Sirena; Corno; Fischio (a vapore o ad aria compressa); Campana (con battenti comandati elettricamente, o da congegni a gas, o dal movimento del mare); Nautofono (apparecchio pei segnali acustici aerei di nebbia, sistemato in talune stazioni costiere, costituito da una membrana metallica posta tra i poli di un elettromagnete e messa elettricamente, o ad aria compressa, o a gas, in vibrazione, e producente una nota alta udibile fino ad oltre 5 miglia). Per segnali acustici subacquei: Campana sommersa (a circa 7, 8 metri); Trasmettitori acustici subacquei (di tipo Fessenden a sistema elettromagnetico, azionati a una frequenza di circa mille vibrazioni al secondo, facilmente distinguibile dai rumori dell'acqua e della nave, e con una portata di circa 50 miglia). Per segnali di nebbia sono adoperati anche i Cavi pilota, i Radiofari e i Radiogoniometri. Si chiamano anche Segnali da nebbia. Stratico. Segnali di nebbia. — Segnali di notte: segnali fatti con tiri di cannone, con razzi, con lanterne o fanali issati in cima degli alberi. Dànno combinazioni meno numerose di segnali di giorno. (Strafico). — Segnale di notte a luce intermittente: (Corazzini). Non in uso. Oggi Segnali a lampi di luce. V. Segnalazione. — Segnali numerici: quelli costituiti con le bandiere speciali per segnalare numeri. V. s. Numero e s. Segnalazione. — Segnali orarii: quelli fatti periodicamente per la regolazione dei cronometri o degli orologi. — Segnali orarii radiotelegrafici: trasmessi con varie modalità da talune stazioni radiotelegrafiche delle varie nazioni. — Segnali orarii ottici: quelli trasmessi in taluni porti principali e consistenti in palloni o bandiere (che vengono ammainate a un dato istante prestabilito) e talvolta anche in un colpo di cannone, la cui fiammata definisce l'istante del segnale d'ora. — Segnali orarii luminosi: quei segnali orarii ottici costituiti da una intensa sorgente luminosa, il cui spegnimento definisce l'istante del segnale orario. Sono fatti ordinariamente durante il giorno e taluni di essi si distinguono anche in pieno sole. Quello di Riga (Lettonia) può vedersi a 13 chilometri di distanza. — Segnale ottico: quello fatto con Segnalazione ottica. — Segnali con palloni: v. Segnali di lontananza. — Segnale di partenza: v. s. Partenza, Sport nautico. — Segnali di pericolo: quelli fatti da una nave in pericolo. V. Segnali di soccorso. — Segnali di pescagione: non più in uso per Scale numeriche per la lettura della pescagione o dell'immersione. (Guglielmotti). — Segnali per il pilota: quelli fatti per chiamare il pilota e che consistono di giorno nella bandiera G. o in altre bandiere convenzionali, e di notte in una luce pirotecnica bianca (fontana), in una luce bianca intensa, mostrata a intervalli o in un gruppo convenzionale del Codice internazionale. — Segnali di pilotaggio: v. Segnali per il pilota. — Segnali di presagio meteorologico: quelli fatti da talune stazioni meteorologiche o semaforiche o da apposite stazioni di segnalazione, stabilite nei porti più importanti, per avvertire i naviganti del probabile approssimarsi del cattivo tempo e della direzione probabile del vento. Consistono generalmente nella combinazione degli elementi per segnali di lontananza (cilindro, pallone, piramide o cono) alzati isolatamente o combinati tra loro. Di notte si usano fanali a luci diverse, ovvero disposti secondo figure geometriche prestabilite. Più dell'uso: Segnali di tempesta. V. Pallone, Piramide. — Segnali di presagio di tempesta: v. Segnali di presagio meteorologico. — Segnali di presagio del tempo: v. Segnali di presagio meteorologico. — Segnale di ravvicinamento, di riunione: segnale fatto dal comandante d'una squadra o armata alle sue navi o a quelle che si trovano in crociera e sono disperse o lontane, perché si ravvicinino e riprendano i loro posti. (Stratico). V. Ravvicinamento. — Segnali a razzi: quelli fatti con razzi. V. Segnalazione.
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Segnali di ricognizione: non più in uso per Segnali di riconoscimento. — Segnali di riconoscimento: quelli fatti in tempo di guerra, quando si avvista una nave, per riconoscere se è amica, mostrando luci convenzionali variamente combinate e appositamente predisposte o facendo con un fanale da segnalazione a lampi una lettera convenzionale dell'alfabeto Morse. Se la nave è amica deve rispondere con altre combinazioni di luce o con altra lettera anch'esse già stabilite. Possono farsi anche con la radiotelegrafia. Di giorno si fanno con proiettori da segnali. I segnali di riconoscimento sono obbligatorii anche per qualsiasi nave che, in tempo di guerra, intenda entrare in una piazza marittima o in determinati paraggi. A tale scopo sono stabilite apposite Stazioni semaforiche dette di riconoscimento. Oltre ai sistemi suddetti si usano, di giorno, i Segnali di lontananza. — Segnale di riunione: quello fatto dalla nave ammiraglia per far riunire al nucleo principale della forza navale le navi che si trovano in esplorazione avanzata, in crociera o comunque distaccate. V. s. Riunione. — Segnali di rombo: gruppi di tre lettere, corrispondenti ad altrettante bandiere, che nel Codice internazionale dei segnali indicano i rombi o quarte di bussola. I Segnali di rotta e quelli di rilevamenti sono fatti con gruppi di bandiere corrispondenti ai numeri indicanti i gradi, preceduti da un gruppo o da una lettera distintiva. — Segnali di scoperta: v. s. Scoperta. Nel Libro dei segnali quelli che si riferiscono all'avvistamento di unità nemiche o sospette. — Segnali a segni speciali: quelli fatti con elementi differenti dalle bandiere, banderuole a mano, lampi di fanali, artifizi da segnali, fischi o suoni degli apparecchi acustici. Non corrispondono a lettere dell'alfabeto, ma a significati convenzionali. — Segnali di serie (ant.): quelli raggruppati nei Codici secondo l'argomento cui si riferiscono (nominativi delle navi, formazioni, evoluzioni, partenze, arrivi, ecc.). (Parrilli). — Segnali semaforici: quelli fatti dai semafori per le comunicazioni alle navi o tra loro. Per le comunicazioni con le navi della Marina da guerra nazionale i semafori usano il Libro dei segnali e il Codice internazionale dei segnali; per tutte le altre navi usano soltanto quest'ultimo. I sistemi di segnalazione sono eguali a quelli delle navi (a bandiera, con banderuola a mano, a lampi di luce). Per le segnalazioni a lampi di luce i semafori sono dotati di fanali Ceretti (v. Fanali da segnali) e di apparati fototelegrafici che, a seconda del tipo di sorgente luminosa utilizzata per la produzione dei lampi, si distinguono in Elioscopii (od Eliografi) a luce solare, e in Diottrici a luce artificiale. Taluni semafori sono dotati anche di un apparecchio semaforico meccanico ad aste, col quale si formano le lettere dell'alfabeto, facendo assumere alle aste posizioni differenti rispetto a un albero verticale fisso. — Segnali di soccorso: quelli fatti da una nave in pericolo. Secondo le norme del Codice internazionale dei segnali, una nave sinistrata che chiede soccorso deve fare i seguenti segnali, insieme o separatamente: di giorno: colpi di cannone o altri segnali esplosivi sparati a intervalli di circa un minuto; il segnale NC del Codice internazionale, che significa: « Sono in pericolo, o sinistrato, e ho bisogno di immediato soccorso »; consistente in un suono continuato prodotto con un qualsiasi apparecchio per segnalazioni da nebbia; il segnale SOS fatto con la radiotelegrafia o con qualsiasi altro metodo per segnalazione a distanza; il segnale di lontananza costituito da una bandiera quadra avente sopra, oppure sotto, un pallone o oggetto che gli rassomigli; di notte: gli stessi segnali (meno quelli a bandiere) con l'aggiunta di: fuochi o fiammate (ottenute bruciando barili di pece o di olio ecc.); razzi o altri fuochi artificiali esplosivi producenti stelle di qualunque colore o foggia, sparati uno alla volta a brevi intervalli. — Segnale r. t. di soccorso: quello che, per convenzione internazionale, è costituito dalle lettere SOS e che viene trasmesso sull'onda di 600 metri dalla nave in pericolo. In virtù dell'organizzazione r. t. internazionale per la salvezza della vita umana in mare questo segnale viene immediatamente
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ricevuto, oltre che dalle navi che in quel momento fanno ascolto sull'onda di 600 metri, anche da stazioni r. t. terrestri, appositamente designate, che fanno ascolto continuo sull'onda stessa, e che ritrasmettono il segnale, affinché tutte le navi in navigazione possano riceverlo e quelle a distanza utile possano rispondere all'appello della nave pericolante e recarsi in suo aiuto. V. Soccorso. — Segnali sonori: dato dal Bustico per Segnali acustici, ma non in uso. — Segnali telefonici sottomarini: dato dal Corazzini per Comunicazioni telefoniche sottomarine, generico. — Segnali di tempesta: v. Segnali di presagio meteorologico. — Segnali da terra: quelli fatti da punti a terra. Generico. — Segnali di terra: « pe' naviganti, l'incontro delle alghe, il vento fresco proveniente da un punto determinato, il volo degli uccelli costante verso il medesimo punto, le nebbie stazionarie nella medesima direzione, e simili, che mostrano là dover esser principio di campi e monti ». (Guglielmotti, s. Terra). Oggi si chiamerebbero Indizi della presenza di terra. — Segnali d'urgenza: quelli a una sola bandiera o lettera aventi speciale importanza e urgenza. Possono farsi con tutti i sistemi di segnalazione. Taluni segnali a una sola lettera rappresentano messaggi che, senza essere di carattere urgente, sono di uso molto frequente. — Segnali di via corsa: dato dal Corazzini, ma sconosciuto. Segnali di rotta " — Segnali visivi diurni: dato dal Bustico per Segnalamenti marittimi, ma non in uso. — Alberetto da segnali: albero di dimensioni relativamente piccole sistemato sulle navi da guerra al di sopra degli alberi militari o in generale al disopra di un albero di nave a propulsione meccanica, per consentire una maggiore altezza all'alzata dei segnali, al fanale di testa d'albero, agli aerei radiotelegrafici. All'alberetto è guarnito frequentemente anche un pennoncino da segnali per aumentare il numero di alzate contemporanee di questi. — Nelle stazioni semaforiche piccolo albero, metallico o in legno, con uno o più pennoncini, sistemato per lo stesso scopo generalmente sopra un terrazzo del fabbricato. — Bandiere da segnale: v. s. Bandiera. — Boa da segnale: v. s. Boa. — Circùito segnali: v. s. Circùito. — Codice internazionale dei segnali: v. s. Codice, dove è da aggiungere che detto Codice non contiene soltanto le norme, ma anche una parte cifrante e una decifrante per cercare con la prima i gruppi di bandiere che corrispondono alle frasi che si vogliono segnalare, e con la seconda il significato dei gruppi ricevuti e da interpretare. Esistono anche altri Codici, oltre quello internazionale. — Fanali da segnali: per la segnalazione a lampi di luce: Il Fanale di testa d'albero, collocato sull'estremità superiore dell'albero o alberetto da segnali, visibile all'intorno in tutte le direzioni, costituito da una o più lampadine elettriche protette da un globo di vetro di forte spessore, la cui accensione e spegnimento sono eseguiti generalmente dal ponte di comando per mezzo di un interruttore a tasto. Il Fanale Donath, usato nella R. Marina, portatile, costituito da una lampadina elettrica, contenuto in una custodia metallica di forma emisferica, che fa da riflettore, e che ha una impugnatura con interruttore a tasto, per puntarsi verso l'unità o la stazione ricevente. Si usa generalmente portarlo all'ala di plancia o in altro punto dove la segnalazione possa essere vista distintamente da chi deve riceverla. Il Fanale Ceretti, portatile, con riflettore e con un sistema diottrico, la cui sorgente luminosa è ad acetilene. I lampi di luce vengono prodotti per mezzo di un tasto manipolatore che comanda una valvola d'intercettazione del gas. Si usa nelle stazioni semaforiche. Vi sono anche fanali da segnali con sorgente luminosa a candela, ad olio ecc., il cui tasto manovra uno schermo oscuratore, mediante il quale si effettuano i lampi di luce. Sono considerati come fanali di riserva. Sono fanali da segnali in senso più generale anche quelli speciali, a luci bianche o colorate variamente combinate, per indicazioni con significato convenzionale, come
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quelli di accostata, di andatura delle macchine, quelli per i presagi meteorologici, ecc. — Gaffa dei segnali: in una imbarcazione sprovvista di albero le bandiere da segnali si possono alzare con una gaffa ma gaffa dei segnali non è una denominazione specifica. — Libro dei segnali: v. s. Libro. — Mastèla da segnale (venez.) (v.). — Pali da segnali (genov.): v. s. Palo. — Pennoncino da segnali: v. s. Pennoncino e Alberetto da segnali. — Razzi da segnali: quelli per la segnalazione con artifizi, costituiti da un tubo contenente una carica compressa di mistura pirica con relativa miccia di accensione per far eseguire al razzo il movimento ascensionale e per trasmettere, al termine della traiettoria, l'accensione alla polvere pirica e a un certo numero di stelle, contenute in un calice posto sul prolungamento anteriore del tubo. Le stelle accese ricadono a terra dando una luce bianca visibile a molta distanza. Taluni razzi, adoperati per segnali di allarme, hanno anche una bombetta da scoppio, per richiamare maggiormente l'attenzione, e le stelle rosse e verdi. I razzi si lanciano con la razziera e nel loro movimento ascensionale sono guidati da un governale. — Stazione di segnali: v. s. Stazione. — ABBASSARE UN SEGNALE: non più in uso per Ammainare un segnale. — ALZARE UN SEGNALE: sollevare le bandiere, le sagome o gli altri oggetti che le costituiscono, mediante la sagola alla quale sono inferite, fino alla sommità di un albero o di un alberetto da segnali, alla varea di un pennone, allo strallo ecc. e lasciarlo a riva in attesa che venga ricevuto. In tale posizione si dice che il segnale è alzato a segno. — ALZARE A METÀ UN SEGNALE: alzarlo fino a circa metà altezza tra la posizione suddetta e la coperta. Si alza a metà l'intelligenza non appena si scorge un segnale fatto da altra nave, e la si alza a segno quando esso è stato capito viene poi ammainata quando l'altra nave ammaina il suo segnale. Se la segnalazione continua, l'intelligenza viene ammainata a metà, invece che in coperta, per rialzarla a segno ai successivi segnali. Viene ammainata in coperta quando la segnalazione è ultimata. Si alzano a metà anche altre bandiere isolate, quando in tale posizione abbiano un significato convenzionale. — AMMAINARE UN SEGNALE: l'operazione inversa dell'alzarlo. Il segnale viene ammainato quando è stato ricevuto dalle navi o dalle stazioni semaforiche cui è diretto, o, per i segnali contenenti ordini, quando si vuol renderli esecutivi. V. Segnale di esecuzione. — AMMAINARE A METÀ, AMMAINARE IN COPERTA: v. s. Alzare a metà un segnale. — FARE I SEGNALI: trasmetterli con le modalità inerenti al sistema di segnalazione usato. — INFERIRE UN SEGNALE: legare le bandiere, le sagome alla sagola con cui deve essere alzato. Anche Invergare un segnale. — INTERCETTARE UN SEGNALE: v. s. Intercettare. — INTERPRETARE UN SEGNALE: comprenderne il significato. Quando questo deve essere cercato in un codice di segnali, cercar il significato stesso e capirlo. — INVERGARE UN SEGNALE: inferire un segnale. — RICEVERE UN SEGNALE: interpretarlo e dimostrare di averlo capito alzando l'intelligenza a segno nelle segnalazioni a bandiere o facendo con l'alfabeto Morse il segnale corrispondente nelle segnalazioni con gli altri sistemi (a lampi di luce, con banderuola a mano, acustiche, radiotelegrafiche). — Dicesi anche della persona incaricata di seguire attentamente i segnali fatti da altra nave o stazione costiera per interpretarli, per trascriverli o farli trascrivere da altro incaricato, e per fare il segnale d'intelligenza o farlo trasmettere da altri. — RIPETERE I SEGNALI: alzare i segnali fatti da altra nave per farli distinguere da nave più lontana. V. Ripetere. — RISPONDERE A UN SEGNALE: v. s. Rispondere.