Gassa. — Occhio formato ripiegando un cavo di fibra vegetale o di metallo ad una delle estremità o nel mezzo. Se la cima è fissata al resto del cavo con una impiombatura si chiama Gassa impiombata. Negli altri casi si usano nodi speciali varii a seconda dello scopo a cui serve la gassa. Stratico (III, Appendice), Fincati: Gazza; Parrilli: Gassa; Guglielmotti: Garza, Gasca; Stratico: Ganza. V.
Balzo.
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Gassa d'amante semplice: di uso più frequente. Il nodo è fatto in maniera che l'occhio non si stringa quando il cavo vien messo in tensione.
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Gassa a serraglio o
Nodo di anguilla: per allacciare la cima di un cavo a un'asta, tavola e simili.
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Gassa a serraglio e mezzo collo: per issare, o rimorchiare un'asta, pennola e simili.
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Gassa con mezzo parlato e legatura: intugliatura che si usa talvolta per incocciarvi il gancio di un bozzello.
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Gassa con parlato e legatura: come nel caso precedente.
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Gassa d'amante scorsoia: si fa quando si vuole che l'occhio si stringa.
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Gassa d'amante doppia: per imbracare un uomo, che vi si mette seduto, e che deve essere issato a riva. (Imperato).
— Venez.
Gasse: grossi cavi usati dai marinai, per trascinare i cannoni fuori del pontone, o sopra esso. Il Boerio vi fa corrispondere Gasse o Gassette, e aggiunge che Gassa d'amante dicesi a simil corda più grande.