Vento

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Vento1. — Movimento sensibilmente orizzontale delle masse atmosferiche, prodotto dalla differenza di pressione fra due punti posti su di una stessa superficie di livello, differenza prodotta a sua volta dal surriscaldamento o dal più intenso raffreddamento di una regione della superficie terrestre rispetto alle circostanti, con conseguenti spostamenti d'aria. Il movimento di rotazione dell'orizzonte dell'osservatore intorno alla verticale produce però un'apparente deviazione del movimento delle masse d'aria in senso opposto alla rotazione stessa. Sulle particelle d'aria in moto agisce inoltre una terza forza, dovuta all'attrito che si sviluppa fra esse e la superficie terrestre, ovvero fra esse e uno strato d'aria fermo o in movimento con velocità differente. I rilievi orografici, infine, modificano il movimento delle masse d'aria obbligandole, secondo il loro orientamento rispetto alla direzione del vento, a deviare, a salire o a scendere. Quando la distribuzione delle pressioni è a regime ciclonico o anticiclonico le particelle d'aria percorrono delle spirali affluendo verso il centro nel primo caso e defluendo verso la periferia sul secondo. (Giorgis 15-26). I regimi anticiclonici permanenti che insistono sulle zone subtropicali oceaniche durante tutto l'anno dànno luogo ai venti permanenti detti Alisei. I regimi ciclonici ed anticiclonici /anticlonici/ che, a seconda della stagione, dominano i continenti, fanno risentire i loro effetti anche nelle zone oceaniche più vicine, sopraffacendo l'azione degli anticicloni permanenti oceanici. In tali regioni di transizione si hanno perciò venti che soffiano con periodo stagionale, dal mare verso terra e viceversa, ai quali si dà il nome di Monsoni o Venti di stagione. La direzione del vento si indica con quella di provenienza. Poiché di rado esso spira da una direzione rigorosamente costante, ma ordinariamente oscilla intorno a una direzione media, la sua direzione viene riferita con approssimazione sufficente ad una delle 32 suddivisioni della rosa della bussola, dette Rombi o Quarte. Nella pratica, però, è sufficente definire la direzione del vento con le 8 divisioni principali della rosa (rombi cardinali ed intercardinali) e le otto suddivisioni intermedie (rombi intermedi); in totale 16 suddivisioni. V. s. Rombo. Ai tempi della navigazione a vela, quando era necessario definire con maggiore approssimazione la direzione del vento, venivano
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usate anche le altre 16 suddivisioni, scendendo così alle quarte. Si diceva, ad esempio, Tramontana una quarta a greco, per indicare la direzione di un vento compresa fra il nord e il nord-est; Greco-tramontana una quarta a greco per un vento compreso fra il nord-nord-est e il nord-est; Greco una quarta a levante per un vento compreso fra il nord-est e l'est-nord-est; Greco-levante una quarta a levante per un vento compreso fra l'est-nord-est e l'est. (Giorgis 73-79; 166-168). La forza, o velocità, del vento che interessa il navigante è indicata per mezzo dei numeri convenzionali della Scala di Beaufort. Per la Marina da guerra la conoscenza esatta della velocità del vento è necessaria per le correzioni da apportare durante il tiro delle artiglierie per compensare le deviazioni che il vento imprime ai proietti. La misurazione viene fatta mediante speciali anemometri. La misurazione viene fatta anche per l'esecuzione del lancio degli idrovolanti da bordo con la catapulta. Riguardo alle superstizioni e alle pratiche relative ai venti nei secoli XV-XVII v. i brani riportati dallo Jal (s. Padrone di nave e s. Vento). V. qui s. Superstizioni. Per i nomi dei venti principali v. alle singole voci, e Rinaldo Caddeo, Le navigazioni atlantiche di A. da Cà da Mosto (II ed., Milano, « Alpes », 1929, p. 169, n. 4). — Vento abbonacciato: la cui forza è notevolmente diminuita. — Vento accidentale (sec. XVII): vento che non si allarga molto da terra, di breve durata, spirante da terra bagnata dalla pioggia, o da gran rugiada, o dalle bocche dei fiumi. (Pantera 212). — Ventu d'acqua (messin.): vento che porta pioggia. — Vento sull'acqua (ant.): brezza moderata e costante. Anche Buon vento. (Stratico I 493). — Vento addietro (sec. XVIII): vento in fil di ruota. (Saverien). — Vento afoso: caldo e umido. — Venti alisei superiori: v. s. Alisei. Anche Venti controalisei. — Venti alisei: v. Alisei. (Parrilli). — Vento alizzato (sec. XVIII): « vento regolato, che regna sopra certi mari, lungo le costiere, e in climi particolari, in certe stagioni assegnate. Così il vento d'Est che verso l'aprile, e il maggio conduce dalle Canarie alla America, è un vento alizzato ». Franc. Alizé. (Saverien). È il Vento aliseo. — Vento per l'anca di poppa: che spira verso l'anca, da un lato o dall'altro della nave. Si dice anche al giardinetto. V. Andatura. Parrilli: Vento per l'anca destra; Vento per l'anca sinistra. — Vento aperto (disus.): vento largo. (Parrilli). — Vento apparente: v. s. Mostravento. — Vento da basso (ant.): « vento pregiudiziale, che vien dal mare, e dal sud. È ancora l'ovest, e il nord-ovest ». (Saverien). — Vento di bolina: v. s. Bolina. Saverien (464): Vento di bulina. — Vento a buffi (ant.): vento che incalza, s'accheta e di nuovo incalza. (Stratico I 493). Anche Vento ineguale. Venez. Vento a réfoli. — Vento di buon braccio: v. Buon braccio (Di ~). — Vento burrascoso: che ha una velocità superiore a 31 miglia all'ora. V. Scala di Beaufort. — Vento caldo: che trasporta correnti di aria calda. — Venti cardinali: provenienti dai quattro punti cardinali. — Vento cernito (sec. XVII): vento sicuro. (Pantera). — Vento collaterale (ant.): quello più vicino a un altro. (Pantera). Pantera (1614, p. 237): Tra questi quattro venti cardinali entrano altri quattro chiamati collaterali, i quali sono: Greco, Maestro, Libecchio, Sirocco. Targioni Tozzetti (1767): Trentadue venti principali, cioè, quattro cardinali, e ventotto collaterali frammezzo ad essi. (Tommaseo e Bellini). — Vento contrario: che spira dalla direzione verso la quale si vuol condurre la nave, e quindi sfavorevole per un veliero. Per un veliero a vele quadre è contrario il vento che fa un angolo minore di 6 quarte con la direzione verso la quale si vuol fare rotta. (Stratico). — Venti costanti (disus.): venti permanenti. (Parrilli). — Vento davanti (ant.): che batte sulla superficie anteriore delle vele. (Stratico I 494). — Vento debole: v. s. Molle. (Stratico).
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Vento dentro e vento in faccia: frase esprimente la giacitura delle vele d'un bastimento in panna. (Parrilli). — Vento disteso: v. s. Disteso. — Vento dominante: quello che soffia più di frequente e anche più intensamente in una data regione. — Vento dritto da prora: che spira in direzione opposta alla rotta della nave, cioè contro la sua prora. (Parrilli). — Vento durevole: registrato dal Corazzini, ma non in uso per Vento costante. — Vento duro: vento grosso. (Stratico). Non è in uso. — Vento equinoziale (ant.): v. Vento di sopra. — Vento in faccia: che colpisce le vele sulla loro superficie prodiera. (Stratico). V. Panna. — Vento fatto (ant.): vento mediocremente forte, senza buffi. (Stratico). — Vento a favognano (sec. XIV): v. s. Favognano. — Vento favorevole: che spira da una direzione tale che favorisce la via che deve fare un vascello (Parrilli). Che spira a poppavia del traverso. (Stratico). — Vento al filo (ant.): vento che soffia nel filo della vela. (Pantera). — Vento a filo di ruota, o in filo di ruota: vento che soffia esattamente in direzione della poppa. (Crescenzio); Pantera: Tommaseo e Bellini). Stratico (I 493): Vento a fil di roda. V. s. Filo. — Vento de fora (venez.): sia che venga da greco-levante, da levante o da scirocco. — Vento foraneo: v. s. Foraneo. (Pantera). V. Quarnaro. — Vento forte: che ha una velocità da 25 a 30 miglia all'ora. Un veliero, andando di bolina, può tenere le gabbie con due terzaruoli. V. Scala di Beaufort. — Vento fortunale: che ha una velocità da 49 a 56 miglia all'ora. Un veliero si deve mettere alla cappa con vele di taglio di fortuna. V. Scala di Beaufort. — Vento forzato: quello che per troppa violenza ostacola la navigazione e costringe alla cappa. (Stratico I 493). — Vento freschissimo: vento fresco forte. (Parrilli, 1847). — Vento fresco: v. Fresco. Che ha una velocità da 20 a 24 miglia all'ora. Un veliero può portare i velacci e un terzaruolo alle gabbie. V. Scala di Beaufort. — Vento fresco forte: vento di molta forza e che si avvicina ad essere burrascoso. Franc. Grand frais. (Stratico). — Vento frescone: vento fresco forte. (Parrilli). — Vento di fuori: che spira dal largo verso la costa. — Vento furioso: violento, burrascoso. Non è termine marinaresco. — Vento gagliardo: vento fresco. (Jal). — Vento a lo Garigliano (sec. XIV, XV): v. s. Garigliano. — Venti generali (ant.): venti permanenti. (Bartoli; Stratico I 495). — Vento al giardinetto: v. s. Giardinetto; Vento per l'anca di poppa. — Vento grande: molto forte. (Stratico). Non è in uso. Franc. Grand vent. — Vento di gran lasco: v. s. Andatura. — Vento grecale: v. Grecale. — Vento greco (sec. XVI): v. s. Greco. — Vento a groppi (disus.): vento a raffiche. (Parrilli). — Vento grosso: forte e continuo. (Stratico). Franc. Gros vent. Non è in uso. Grosso si dice del mare e non del vento. — Vento d'imbatto: v. Imbatto. — Vento incostante: che varia in direzione e forza. Più usato Variabile. — Vento ineguale (ant.): vento a buffi. Franc. Vent inégal. (Stratico I 493). — Vento ineverà (venez.): vento instabile, freddo, che si alterna con bonacce. (Ninni 147). (Dal venez. nevèra: v.). — Vento intavolato (sec. XVII): v. Intavolato. — Venti irregolari: venti che su uno stesso luogo mutano direzione senza legge apparente. — Vento dal largo: vento che viene dal mare verso la terre. Anche Vento di sotto. (Stratico I 494). — Vento largo: che spira in una direzione intermedia tra quella della poppa e quella del traverso. (Saverien). Vento largo anche nel Cadamosto. (Jal). Stratico: Vento di quartiere; Parrilli: Vento aperto. V. Andatura. — Vento lasco (disus.): v. s. Lasco. — Vento leggero: vento moderato. Non è in uso come termine specifico. Leggera si dice della brezza. V. Scala di Beaufort.
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Vento maestrale (ant.): v. Maestrale. — Vento maestro: maestrale. Più usati Vento da maestro o Maestrale. — Venti maggiori (ant.): gli 8 venti (4 cardinali e 4 intercardinali). (Pantera 237). — Vento maneggevole: v. s. Maneggevole. Venez. Manevole. (Stratico I 493). — Vento di mare: brezza di mare. — Vento per la masca di prora (ant.): in direzione del mascone. (Zito). — Vento a mezza nave: v. A mezza nave. (Parrilli). — Vento moderato: che ha una velocità da 11 a 14 miglia all'ora. V. Scala di Beaufort. — Vento molle: v. s. Molle. Non usato. Franc. Vent mou. — Venti monsoni: v. Monsone. — Vento obliquo: v. s. Obliquo. — Vento dell'oste (ant.): vento di quartiere. Pantera (1614): ... vento del fianco chiamato dell'oste ... Li caramusalini ... vanno velocissimamente, e in particolare col vento dell'oste. (Jal; Tommaseo e Bellini). — Venti di passaggio: alcuni soffiano da un lato, altri per sei mesi da uno e per sei da un altro. (Corazzini VII 239, s. Vento, variabili). Non dell'uso; si chiamano Venti periodici. — Venti periodici: quelli che in una data regione risultano regnanti durante intervalli di tempo dell'anno, che si ripetono periodicamente (Parrilli; Giorgis 74). V. Monsoni; Vento regnante. — Venti periodici diurni: quelli prodotti dagli squilibri termici fra terra e mare o fra monte e valle, dovuti alla differente ampiezza della variazione diurna della temperatura, stabilendosi sotto forma di brezza di terra o di mare, e di monte o di valle. (Giorgis). — Vento permanente: v. Vento regnante. Disus. Venti costanti, regolari. — Vento perpendicolare: dato dal Corazzini (VII 239) per « Raffica montanina », ma non marinaresco. — Vento a picco (ant.): « cessazione totale del vento, sicché le bandiere hanno i loro battenti che cadono perpendicolarmente e non isventolano ». Franc. Vent à pic. (Stratico I 495). Il Saverien (462-463) chiama Vento a picco un «Vento che non ha direzione determinata». — Vento piòvolo: vento apportatore di pioggia. (Corazzini VII 240). Questo nome va corretto in Ventipiòvolo, che però non è marinaresco. — Vento al più presso (ant.): quello che fa un angolo di incidenza di 11° a 12° con le vele, quando queste sono orientate in modo da fare con la prua il minimo angolo consentito dall'attrezzatura degli alberi e dalla posizione delle sàrtie. (Stratico I 494). — Vento di ponente: v. s. Ponente. — Vento da poppa (ant.): v. Vento in poppa, qui appresso. — Vento in poppa: che spira in direzione della poppa, e cioè favorevole al cammino della nave. (Stratico). Vento in fil di ruota. Vento in poppe in lettera del Corsali (presso Ramusio). (Lo Jal fa seguire a torto un sic a poppe: v.). V. In poppa, s. Poppa. Parrilli: Vento a poppa. Biringuccio (sec. XVI): Non avendo vento da poppa, ma per traverso della nave, nondimeno i nocchieri, desiderando il dritto corso, se come se 'l vento spirasse da poppa, raccolgono la parte della vela, che è verso la poppa. (Tommaseo e Bellini, s. Vento). — Venti prevalenti: « in un determinato tratto di costa, quelli che per la loro frequenza combinata con la forza raggiungono nel periodo di un anno il massimo effetto, che, per lo studio della disposizione da dare alle opere marittime di difesa e protezione dei porti, viene rappresentato dal trasporto di materiali, che si verifica lungo la riva in dipendenza della direzione e forza dei venti ». (Bardesono). — Venti del primo quadrante: quelli che spirano nelle direzioni comprese tra il nord e l'est. (Stratico). — Vento procelloso: fortunale. (Guglielmotti). Non è in uso. — Vento di prora: che spira in direzione della prora, cioè contrario al cammino della nave. Parrilli: Vento a prora. — Vento in prua: vento di prora. (Stratico I 493). V. più avanti Controvento. — Ventu pruveri (còrso): vento da prua. — Ventu pupperi (còrso): vento da poppa. — Vento di quadrante (ant.): vento al traverso. (Saverien). — Vento di quartiere (ant.): vento largo. (Stratico I 494). Lo Jal (Vent de quartier, s. Vent) spiega come questo sia non il Vento
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largo, ma il Vento di gran largo (franc. Grand-largue). — Vento rabbioso (Guglielmotti): non è in uso. — Vento a raffiche: v. s. Raffica. (Stratico I 493). Pantera: Vento a rafiche. — Vento reale: v. s. Mostravento. — Vento regnante: v. s. Regnante. — Venti regolari (disus.): venti permanenti. — Vento relativo: v. s. Mostravento. — Vento che ridonda: che cambia di direzione avvicinandosi verso la poppa di un veliero. (Parrilli). — Vento che rifiuta: che cambia di direzione avvicinandosi alla prora di un veliero. (Parrilli). Anche Vento che scarseggia. — Vento a rifoli: che spira a intervalli, aumentando e scemando d'intensità. (Parrilli). Oggi Vento a rèfoli. — Vento che rinfresca: che aumenta di forza. (Parrilli). — Vento rotatorio: ciclone. (Corazzini VII 239, 294). — Vento che scarseggia: vento che rifiuta. (Parrilli). — Vento scarso: vento di bolina (Stratico I 494). Anche nel Viaggio d'un comito venez. presso Ramusio. (Jal). — Venti schiavi (sec. XIV): v. s. Schiavi. — Vento tra le due scotte (ant.): quando ambedue le scotte delle vele basse sono cazzate. (Stratico). — Vento secco: quello che reca forte diminuzione della umidità atmosferica. — Venti del secondo quadrante: quelli che spirano nelle direzioni comprese tra l'est e il sud. (Stratico). — Vento sferratoio (livorn.): v. Sferratore. Parrilli: Vento sferratore. — Vento solare (ant.): v. s. Vento di sopra. — Vento di sopra (ant.): «vento d'Oriente, che vien da terra. Su i fiumi lo chiamano vento solare, o equinoziale». (Saverien). — Vento di sotto: vento dal largo. (Stratico). — Vento stabilito: vento che ha assunto una certa direzione e forza con probabilità di durare per qualche tempo in una regione di una certa estensione, dopo aver avuto variazioni nel periodo antecedente. V. Intavolato. — Venti di stagione: monsoni. — Vento stante: vento costante. (Corazzini VII 239). Non è in uso. Ma stante è forse sbaglio per costante. — Vento stretto: vento di bolina. — Vento tempestoso: fortunale. — Vento da tèra (venez.): vento spirante da libeccio o da ponente. — Vento di o da terra: quello che spira da terra verso il largo. (Parrilli). — Vento teso: che ha una velocità da 15 a 19 miglia all'ora. Un veliero andando di bolina può tenere i controvelacci. V. Scala di Beaufort. (Parrilli). — Vento di traversia: v. s. Traversia. Parrilli /Parilli/: Vento della traversia. — Vento di traverso: v. s. Traverso. (Stratico). Si dice Vento al traverso. — Vento traverso di un porto: spirante direttamente contro la bocca di un porto, sicché impedisce ai bastimenti di uscire a vela. (Stratico I 494). Vento di traversia. — Vento al traverso: che spira in direzione del traverso; da un lato o dall'altro della nave. — Venti variabili: tutti quelli che soffiano al di fuori dei tropici ed in vicinanza delle terre, la cui durata eccede raramente i tre giorni. (Stratico I 495; Parrilli). — Venti variabili (sec. XVIII): venti che mutano e soffiano ora da un lato, ora dall'altro. (Saverien). — Vento in vela (ant.): quello che batte sulla superficie poppiera della vela. (Stratico I 493). — Vento da viaggio: vento che serve per andare e per venire in un medesimo luogo. (Corazzini VII 244). Denominazione sconosciuta e forse antica. — Venti di W: denominazione che si dà ai venti che spirano nelle zone comprese tra i paralleli 40° e 60° in entrambi gli emisferi in direzione approssimativamente da SW nell'Emisfero nord e da NW nell'Emisfero sud. Hanno una regolarità e costanza molto inferiore a quella degli Alisei a causa del frequente passaggio, attraverso le zone temperate, di perturbazioni atmosferiche che producono continue variazioni nella direzione e nella forza del vento. Nell'Emisfero Sud la quasi totale mancanzo di terre tra il 40° e il 60° parallelo fa sì che i venti di W formino una fascia continua intorno alla Terra e che diventino spesso violenti. (Giorgis 67).
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Buon vento: vento favorevole, cioè quello che ha una forza e velocità temperata, e spira da ogni punto del semicerchio dell'orizzonte posteriore alla nave il cui diametro è ad angoli retti con la direzione della chiglia. (Stratico). Più brevemente: vento non troppo forte che spira a poppavia del traverso, da un lato o dall'altro della nave, favorevole al cammino di un veliero. V. Vento sull'acqua (ant.). — Controalisei, Contralisei: v. s. Alisei. — Controvento: che soffia in direzione opposta a quella del vento che spira. (La definizione a p. 195 del Diz. è da modificare in questo senso). — Mezzovento (v.). Ruscelli (1574): Fra essi (i venti principali) poi nascono otto altri venti i quali chiamano mezzi venti, e pigliano i nomi loro da quei due venti, a cui stanno in mezo ... (Tommaseo e Bellini). — Piccolo vento: venticello. Franc. Petit vent. (Stratico). Non usato — Piccolo vento fresco: vento più debole del vento fresco. (Stratico). Franc. Petit frais. Non usato. — V. Grano pesante in Appendice. — Alito di vento: bava di vento. Il primo non è termine marinaresco. — Aria di vento (ant.): una delle trentadue divisioni della rosa dei venti. (Stratico). Quarta; rombo. V. s. Aria. — Aumento di vento: aumento della sua velocità. — Bava di vento: vento molto debole, avente una velocità di 2 a 3 miglia all'ora e che consente appena a un veliero di governare. V. Bava di vento (p. 78); Scala di Beaufort. — Bavicella di vento: bava di vento appena percettibile. Non è in uso. Venez. Bavesèla « Asolo ». — Buffata (di vento) (ant.): v. Buffata. — Cigliatura del vento (ant.) (v.). — Cola, Colata di vento: v. Cola. — Colpo di vento: v. s. Colpo. — Consiglio dei venti (ant.) (v.). — Costa sopra vento: v. s. Costa. — Costa sotto vento: v. s. Costa. — Direzione del vento: v. s. Direzione. — Fatata di viinto (tarant.): nome dato dai marinai alla raffica, improvviso e passeggero vento che or spira e or ritorna. (Gorgoni 506). — Fiato di vento: v. s. Fiato. — Filo del vento: v. s. Filo. — Fortuna di vento (sec. XVII): v. s. Fortuna. — Forza del vento: si indica con la velocità di esso in metri al secondo o in chilometri, o in miglia all'ora. Molto spesso viene però indicata col corrispondente grado della scala di Beaufort, internazionalmente adottata. V. Scala di Beaufort. — Gagliardezza del vento (ant.): forza del vento. (Crescenzio, 1602, p. 70). — Girata di vento: cambio di direzione. — Groppata di vento: v. Groppo di vento. — Groppo di vento: v. Groppo. — Gruppata di vento (v.). — Jatata di viinto (tarant.) (v.). — Intensità del vento (v.). — Lato del vento: quello di sopra vento. — Lenza de vento (ancon.) (v.). — Letto del vento: v. s. Filo, Letto. — Linea del vento: sua direzione. — Linea di più presso al vento: v. s. Linea. — Lunazione di vento: v. s. Lunazione. — Margiata di viinto (tarant.) (v.). — Matassa di viinto (tarant.): remolino. — Monte de vento (venez.): raffica. (Ninni 252). — Nodo di vento: v. s. Nodo (I). — Occhio del vento (disus.) (v.). — Origine del vento (v.). — Piede del vento (ant.): v. s. Piede (I). — Punto del vento (ant.): « punto dell'orizzonte, onde spira il vento, rispetto al luogo, in cui si trova: e per rapporto al bastimento, è il lato esposto al vento ». (Saverien). — Purtèdda di ventu (catan.): spazzavento. — Rabbia del vento, de' venti: v. s. Rabbia. — Raffica di vento: v. Raffica. — Regime dei venti: v. s. Regime. — Rimbattone di vento (disus.): v. s. Rimbatto. — Rombo di vento: quarta. — Rosa dei venti (v.). — Salto di vento (v.). V. s. Rimbatto. — Sbruffo (di vento): v. Sbruffo. — Scanso (v.). — Telegrafo del vento: la maretta, perché anticipa sul colpo di vento. (Corazzini VII 31). Non è in uso.
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Vantaggio del vento: quello di un veliero che si trova sopra vento rispetto ad un altro. (Saverien; Stratico I 494). — Velocità del vento: viene indicata in metri al secondo, o in chilometri o in miglia all'ora. V. Scala di Beaufort. — In balia del vento: si dice di nave che non può governare. — Al vento: sopravvento. — A vento largo (v.). — Al più presso al vento (ant.): all'andatura di bolina, governando in maniera da avere le vele il più vicino possibile alla direzione del vento. (V. Guglielmotti, s. Prèsso). V. Linea di bolina. — Col vento in fil di ruota: v. s. Andatura in fil di ruota. — Col vento al giardinetto: v. s. Andatura al giardinetto. — Con vento largo: v. s. Andatura a vento largo. — Col vento in poppa: v. s. Andatura in poppa. — ACCOSTARSI ALL'ORIGINE DEL VENTO: v. s. Origine del vento. — ACCOSTARSI AL VENTO, AL LETTO DEL VENTO: v. s. Origine del vento. — AGGIUSTARE IL VENTO (sec. XVII): v. s. Aggiustare. — AGGUANTARE AL VENTO: v. s. Agguantare. — ALARSI NEL VENTO: v. s. Alarsi. — ALZARSI AL VENTO: v. s. Alzare. — ANDARE, ESSERE A VENTO STRETTO: navigare di bolina. — ANDARE DI FRONTE AL VENTO: con vento in prua. (Saverien). — AVERE IL VANTAGGIO DEL VENTO: essere sopra vento rispetto ad altro veliero. Era una posizione vantaggiosa nella tattica delle antiche navi da guerra a vela. (Stratico, s. Sopravvento). — AVERE IL VENTO IN FIL DI RUOTA: avere il vento esattamente in direzione della poppa. (Pulci, Ciriffo Calvaneo; Tommaseo e Bellini). V. Vento a filo di ruota, più indietro. — AVERE IL VENTO IN POPPA: v. s. Poppa. — AVERE I VENTI PER SÈ (sec. XIV): averli favorevoli. L. Frescobaldi (1384-'85): ... avendo i venti per noi ... (Tommaseo e Bellini). V. Avere il vento in sua via. — AVERE IL VENTO IN SUA VIA (sec. XIV): averlo favorevole. (Vite SS. Apostoli: Tommaseo e Bellini). — BUTTAR VENTO (sec. XVII): v. s. Buttare. — CADERE SOTTO VENTO: scadere, scarrocciare. (Stratico I 495). — COMBATTERE SOPRA VENTO: combattere dal lato di sopra vento. Dudleo (sec. XVII): Vascello che combatte sopra vento dell'inimico, e lo mette in fondo con tiri, e lo piglia per abbordo. (Tommaseo e Bellini). — COMMETTERE LE VELE AL VENTO (letter.): mollarle e bordarle. Tommaseo e Bellini: Commettere le vele ai venti. — COMMETTERSI A GUIDAMENTO DI VENTI (sec. XIV): navigare in balia dei venti. (Guido delle Colonne volgar.: Tommaseo e Bellini). — CONSERVARE IL VANTAGGIO DEL VENTO (v.). — CONTRASTARE AL VENTO (v.). — CORRERE A VENTO LARGO: v. s. Correre. — CORRERE COL VENTO IN POPPA: navigare all'andatura in fil di ruota o in poppa. — DARE LE VELE AL VENTO (letter.): mollarle e bordarle. Pulci (Ciriffo Calvaneo): ... diè le vele ai venti. (Tommaseo e Bellini). — DAR VENTO DAVANTI (ant.): mettere il vento sulle vele, per far correre il bastimento a un'altr'aria di vento. (Saverien 187). — DARE IL VENTO DAVANTI: far girare a bella posta il bastimento affinché riceva il vento in faccia e si arresti o rallenti il moto. (Stratico I 494). — DARE VENTO IN FACCIA (alle vele) (ant.): bracciare le vele di un quartiere nella panna in modo da prendere il vento nella superficie rivolta verso prora. V. Panna. — DIMINUIRE (DEL VENTO): v. s. Diminuire. — DISCIOGLIERE LA VELA AL VENTO (letter.): sciogliere le vele al vento. Proverbio toscano: Chi discioglie la vela a più d'un vento, Arriva spesso a porto di tormento. (Figur.). — DISPUTARE IL VENTO (disus.) (v.). Franc. Disputer le vent. (Saverien). — DIVIDERE IL VANTAGGIO DEL VENTO (ant.): « carreggiare, o prendere il medesimo rombo di vento che prende quello al quale
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si vuol guadagnarlo o che lo vuol guadagnare sopra di voi, e non poter arrivare a guadagnarlo, ma conservarsi perpetuamente nel medesimo rombo, rispetto all'altro bastimento ». (Saverien). — DIVIDERE IL VENTO (sec. XVIII): bordeggiare. Franc. Partager le vent. (Saverien). — ESSERE DI FRONTE AL VENTO: andare di fronte al vento. (Saverien). — ESSERE SOPRA VENTO: trovarsi dal lato di sopra vento rispetto ad altra nave, a un punto della costa, ecc. (Saverien, ecc.). — ESSERE SOTTO VENTO: trovarsi dal lato di sotto vento rispetto ad altra nave, a un punto della costa, ecc. Anche nel Pulci (Ciriffo Calvaneo: Tommaseo e Bellini). — ESSERE STRETTO AL VENTO: navigare di bolina. — V. Frescare (ant.) (Appendice). — Girare (del vento): v. Il vento gira, più sotto. — GUADAGNARE AL VENTO: v. s. Guadagnare. Saverien: Guadagnare il vento, Guadagnare al vento, Guadagnare il di sopra del vento; Stratico (I 493): Guadagnare il vento. — IMBOCCARE IL VENTO: v. s. Imboccare. — INTACCARE IL VENTO: v. s. Intaccare. — LEVARSI AL VENTO: v. s. Levare. — LEVARSI IL VENTO: v. s. Levare. — MASCHERARE IL VENTO: togliere il vento. V. s. Mascherare. — METTERSI A TIRAR VENTO: si dice Il vento si mette. La prima non è frase marinaresca. — MONTARE AL VENTO (ant.): v. s. Montare. — MONTARE PER IL VENTO (ant.): v. s. Montare. — NAVIGARE PIÙ PRESSO AL VENTO: stringere il vento. — NAVIGARE STRETTO AL VENTO: navigare a vento stretto. (Guglielmotti). — NAVIGARE COL VENTO IN POPPA: v. s. Poppa. — NAVIGARE A VENTO STRETTO: navigare di bolina. — ORZARE AL VENTO: si dice semplicemente Orzare. — PASSARE AL VENTO D'UNA NAVE: v. s. Passare. — PIGLIARE IL VENTO (ant.): v. s. Pigliare. — PIGLIARE IL VENTO IN FACCIA: prendere a collo. — PIZZICARE IL VENTO (v.). — POGGIARE COL VENTO IN POPPA: v. s. Poggiare. — PORTARE IL VENTO IN CORSIA (ant.): v. s. Corsia. — PORTARSI AL VENTO, SOPRA VENTO: v. s. Portare. — PORTARSI AL VENTO: portarsi sopra vento rispetto ad altra nave, a un punto della costa, ecc. — Portarsi verso la direzione dalla quale spira il vento. Innalzarsi al vento. — PRENDERE CON UNA VELA IL VENTO DI UN'ALTRA (ant.): v. s. Prendere. — PRENDER VENTO: v. s. Pigliare. — PRENDERE I VENTI ALISEI: v. s. Prendere. — PRENDERE IL TAL VENTO: v. s. Prendere. — PRENDERE, o PIGLIARE IL VENTO DAVANTI: quando contro voglia il bastimento prende questa posizione, e la vela va a collo dell'albero. (Stratico I 494). Oggi Prendere a collo. — PRENDERE IL VENTO A PRORA: v. s. Prendere. — PRENDERE IL VENTO DI ROVESCIO: v. s. Prendere. — PRESENTARE IL FIANCO AL VENTO: avere la prora in direzione perpendicolare a quella del vento. Ciò può verificarsi, ad esempio, quando una nave è ancorata in paraggi di corrente. — PRESENTARE LA PRUA AL VENTO: accostare in maniera da mettere la prora in direzione opposta a quella del vento. Una nave ancorata presenta generalmente la prora al vento, a meno che non ne sia impedita dalla corrente o da altra causa. — PRESENTARE AL VENTO: v. s. Presentare. — PUNTEGGIARE IL VENTO (ant.): far andare la nave più all'orza che si può. (Roffia; Corazzini VII 246). — RADERE IL VENTO (sec. XVIII): stringere il vento. (Saverien). — RANDEGGIARE IL VENTO: v. s. Randeggiare. — RANGIARE IL VENTO (ant.): v. s. Rangiare. — Rangiarsi (v.).
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RAPPICCARE IL VENTO (disus.): ritornare al più presso del vento dopo aver corso al largo, coll'intento di avvicinarsi poi all'origine del vento. Anche Ritornare al vento. (Stratico). Oggi Tornare o Ritornare al vento. — RAVVICINARSI AL VENTO: v. s. Ravvicinare. — Rinfrescare (del vento): rinforzare. — RITORNARE AL VENTO: ravvicinarsi al vento. — RUBARE IL VENTO: togliere il vento. V. s. Rubare. — SCIOGLIERE LE VELE AI VENTI (letter.): dare le vele ai venti. (Tommaseo e Bellini). V. Disciogliere la vela al vento, più sopra. — SERRARE IL VENTO (ant.): stringere il vento. (Stratico). — SERRARE IL VENTO A VELE PIENE (non usato): orzare e insieme far portare. — STARE STRETTO AL VENTO: stringerlo tenendosi sempre all'orza. — STRINGERE IL VENTO: dicesi di un veliero quando dirige la prora in una direzione che formi con quella da cui spira il vento il minor angolo possibile, che consenta ancora di far portare le vele e di ottenerne l'effetto propulsivo. V. s. Stringere. — TENERE IL VENTO: usato talvolta per indicare l'attitudine di una nave a stringere il vento o anche a reggere alla vela con vento fresco. — Tirare (del vento) (v.). — TOGLIERE IL VENTO: v. s. Mascherare. — TORNARE AL VENTO: ravvicinarsi al vento. — VENIRE AL VENTO: accostare verso la direzione del vento. Orzare. — Il vento abbonaccia: quando la sua forza diminuisce e tende a calmarsi. (Corazzini VII 244). — (Il vento) affresca (sec. XVIII): quando rinforza. (Saverien). Oggi si dice Rinfresca. — Il vento si calma: quando cessa di spirare. — Il vento cambia: quando cambia la sua direzione. — I venti favoriscono: quando spirano verso la direzione dove la nave deve recarsi. — Il vento gira: quando cambia successivamente di direzione nel senso delle lancette dell'orologio o in senso contrario. In questo ultimo caso il girare del vento è generalmente un segno precursore di cattivo tempo. — Il vento si leva: quando comincia a spirare. Anche Il vento si mette. — Il vento rinfaccia: dicesi del vento quando scarseggia. V. Rinfacciare. — Il vento favorisce e rinfaccia: quando ha direzione incostante. (Stratico). — Il vento soffia: il vento spira. Spira è più usato. — Il vento è al sole (sec. XVIII): così si diceva quando non dominava vento. (Saverien 463). — Il vento tira: Il vento spira. Spira è più usato. — Il vento viene in buono: quando abbonaccia. — Guarda il vento!: « avvertimento a colui, che governa, che non prenda il vento davanti ». (Saverien). — Niente vento!: v. s. Niente. — Serra il vento a vele piene! (ant.): comando al timoniere di far sì che il vento batta nelle vele meno obliquamente, per far maggior cammino, quando il bastimento si sia stretto al vento. Anche Fa' portare alle vele ! (Stratico). Proverbi: A nave rotta ogni vento è contrario. Non si piglia il vento alla vela senza licenza del nocchiero. Chi teme acqua e vento, non si metta in mare. Infin che il vento è in poppa bisogna saper navigare. Dove può andar barca, non vada carro; dove può andar carro, non vada cavallo. Le navi temono più il fuoco che l'acqua. (Chi vive in mezzo a un pericolo, da quello si guarda. Giusti, Proverbi toscani, 1871, p. 345). — Vento in poppa allarga la soda (ant.): « essendo buon vento di borina si posson dare dei viveri all'equipaggio come il consueto, supposto che fosse stato ristretto ». (Saverien). — Il vento in poppa fa trovare il mare unito: « perché allora altri non si accorge dell'agitazione del mare ». (Saverien). Spiegazione non chiara.