Bucio

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Bucio (Term. ant.). — Sorta di bastimento. Il bucius è nominato in particolare nel secolo XIII, e nel 1436. A Venezia i buzi erano navi da guerra e da commercio, a due alberi, alcune della portata di 300, altre di 600 migliaia. [Mutinelli]. Il nome vive nello spagn. buzo, sorta di barca. Un Bucio o Rotonda è riprodotto nella Storia di Venezia (VII ed., I 219, 228) del Momenti. (Nel Du Cange: buceus [Pisa, 1206], bucius, bucia, buccia, bucea, buza, buscia, bussa, butz [v. anche Corazzini VII 311]. Il Guglielmotti [s. Bùcio] riporta anche: buccio, buzio, buzzo, buzzonave, bucioletto, buco, buche, bugaletto [v.]. V. pure Folkl. It. IX 21. Buzzo fu derivato da una base germanica: nord. ant. buza, anglosass. bûsse, ingl. buss « battello da pesca » [Arch. Glott. XIV 14; Bertoni, Elemento germ. 100: Wörter und Sachen IV 110-111; Valkhoff 79]. A parte la forma bussa, le altre forme si connettono forse col corrispondente buco, per via di *bucio. Buco per « scafo » è in carte italiane del secolo XVI, e pare risponda al portogh. buco « capacità d'un bastimento », spagn. buque «termine generico di bastimenti; scafo; capacità d'un bastimento» [Guglielmotti 277; Zaccaria, Elemento iber. 447]. Nel còrso c'è buc [plur.] « sorta di bastimento latino usato una volta ». Notevoli questi riscontri con buccio, buzzo: urb. buzz « bugno », [aggett.] « vuoto, cavo [di tronchi, ecc.] », senig. buzz, buzza « bugno; barilotto; bariglione » [cfr. vèn. buso « buco » e buso de ave « bugno »: Arch. Glott. XVI 599], ancon. bùzzigo « bigonciolo; pattumiera ». Cfr. d'altro canto: tosc. ecc. bùccia « guscio », ant. bùccio; lucch. bùcchia « cuccia », ecc. [Rendic. Ist. Lomb. XLVIII 603]. Cfr. Studj Romanzi I 36; Arch. Glott. XVI 292).