Pennese
Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma
Pennese. — Chi aveva la custodia e la soprintendenza del vitto della ciurma. Falconi (1612): Pennese; Balducci Pegolotti (1340), Citolini (1561), Crescenzio (1602): Penese. (Edler; Tommaseo e Bellini). Guglielmotti riporta pure le varianti Ponese (v. s. Ponnese), Pennisio. Consol. mare (1567): ... gli marinari penesi, gli quali sono chiamati nocchieri. (Corazzini).
—
Pennesius (basso lat. genov. sec. XIII): ufficiale che sostituiva il padrone o il nocchiere. (1254). Penasius (facile sbaglio per Penesius) in Stat. venez. (1255), e Pennesius in documento veneziano del secolo XIV. (Jal).
— (Sec. XIX, I metà) Sottufficiale che aveva la cura di stivare e distivare gli oggetti diversi della nave. (Casaregio; Fanfani; Stratico). Lo Stratico ha Penese, Sottonostromo. Sicil. Pinisi.
— Oggi, ciascuno dei marinai addetti alla manutenzione e custodia dei depositi e alla conservazione e distribuzione dei materiali in sottordini ai rispettivi capi carico. Genov. Peneize. (Il Laugieri dice Penese voce napoletana). V.
Pencile.
—
Pennese del nostromo;
Pennese del capo cannoniere;
Pennese del capo torpediniere: quelli assegnati ai depositi dei relativi capicarico o contabili.
Il pennese del contabile macchinista ha di solito il nome di Magazziniere. (Bardesono).
— V. s.
Caliere.
— (Sec. XVI): v.
Ponnese (ant.).
—
Maestro penese (ant.): v. s.
Maestro.
—
Barca pennese (ant.): v. s.
Barca.